Fa discutere la proposta della Senatrice con delega allo sviluppo urbano, Katrin Lompscher (Die Linke), di contenere gli affitti sotto la soglia dei 7,97 € al metro quadro. Già a giugno il Senato di Berlino aveva annunciato l’introduzione di un blocco degli affitti di cinque anni a partire dal 2020, ma fino a questa settimana non si era parlato di cifre – o almeno non erano trapelate notizie ufficiali in merito. La proposta arriva sulla scia delle veementi proteste che fin da prima dell’estate hanno agitato la capitale tedesca, quando le associazioni degli inquilini si sono scagliate contro il cosiddetto Mietenwahnsinn, ovvero la “follia degli affitti”. Negli ultimi anni, infatti, la popolazione di Berlino è aumentata considerevolmente e la crescente richiesta di abitazioni in affitto ha fatto lievitare i prezzi dando luogo a speculazioni e sollevando perplessità sulla sostenibilità della situazione attuale.

Manifestazione contro il caro affitti, Aprile 2019. Leonhard Lenz [CC0], via Wikimedia Commons
A essere interessati dalla proposta sarebbero tutti i cosiddetti “Altbau”, ovvero, secondo quanto stabilito nella nuova proposta di legge, gli edifici che siano stati dichiarati agibili prima del primo gennaio 2014, indipendentemente dalla zona (anche se con massimali leggermente più alti nell’area ovest della città). I prezzi possono variare, ovviamente, in base all’età effettiva dell’edificio, ai servizi e alle eventuali migliorie apportate. Non bisogna dimenticare, infatti, che molti “Altbau” berlinesi vengono affittati nonostante siano privi di servizi che sono generalmente reputati fondamentali, come il riscaldamento e il bagno. La mancanza di questi elementi farebbe scendere sensibilmente il prezzo netto dell’affitto (il cosiddetto “Kaltmiete”), mentre le migliorie, soprattutto quelle volte ad aumentare la sostenibilità ambientale dell’edificio, permetterebbero di sforare sui massimali previsti, entro il limite del 20% sul prezzo totale.

Quella che al momento è solo una proposta, dovrà essere trasformata in un disegno di legge da presentare entro ottobre per l’approvazione da parte della Camera dei Deputati di Berlino (Abgeordnetenhaus) e il cui percorso si preannuncia accidentato. Le critiche alla legge, infatti, non arrivano solo dall’opposizione e dai grandi gruppi immobiliari, ma anche da alcuni alleati politici. L’aspetto più controverso del testo pare essere la proporzionalità delle misure e il rischio di creare instabilità nel mercato immobiliare e in generale dell’economia della città. Anche Iris Spanger, portavoce del gruppo parlamentare locale dell’SPD e Katrin Schmidberger (Verdi) hanno definito i limiti di prezzo imposti dalla proposta della Lompscher “sproporzionati” all’attuale situazione del mercato immobiliare di Berlino. I sostenitori della proposta affermano invece che questo provvedimento contribuirà ad abbassare la media degli affitti a Berlino, creando una città più attenta ai bisogni sociali e alle esigenze primarie della popolazione.

La proposta è stata invece accolta con favore da molti inquilini, soprattutto per la sua applicabilità anche agli affitti già concordati. Se il testo sul blocco degli affitti verrà convertito in legge, infatti, sarà possibile richiedere l’adeguamento verso il basso dei canoni di affitto che eccedano i limiti imposti. Le richieste dovranno essere presentate all’ufficio distrettuale (il Bezirksamt).

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