Steglitz
Ingresso del centro commerciale Das Schloss ©Gabriella Di Cagno)

di Gabriella Di Cagno

La rubrica B come Berlin intende dare ai “nuovi berlinesi” le informazioni sui dodici distretti e vari quartieri che formano la città metropolitana di Berlino. Una breve presentazione attraverso attualità, storia, cultura, senza pretese di esaustività, di analisi socio-antropologiche, ma anche senza tabù. Con immagini originali e sopralluoghi. E talvolta anche raccontini divertenti.
Note sull’autrice: Gabriella Di Cagno (Bari 1961) si è trasferita a Berlino nel 2007. È autrice con Simone Buttazzi del manuale Tutti a Berlino. Guida pratica per italiani in fuga, 2.a ed. 2014 ed è co-fondatrice della associazione Apulier in Berlin e.V.. Collabora dal 2014 con Il Mitte, dove ha pubblicato alcuni contributi di utilità per l’orientamento dei neo-berlinesi.

10. Steglitz-Zehlendorf (6. distretto, circa 296.400 abitanti).

Molto prima che la città di Berlino venisse fondata, esistevano insediamenti slavi oggi compresi nel perimetro urbano, e fra questi il villaggio di Steglitz (o Stegelitz).
La prima occorrenza del toponimo Steglitz è in un documento del 1375. Per molto tempo esso non fu altro che un piccolo, insignificante villaggio nella marca del Brandeburgo. Fino a questo periodo, la località rientrava nei possedimenti della famiglia Linie der von Stegelitz (1232-1369), alla quale successero i von Torgow zu Zossen (1375-1478) ed altre ancora.
Nel 1801 “Stegelitz” divenne possesso di Karl Friedrich von Beyme, “Kabinettsrat” prussiano.

Nella metà del secolo XIX, con la costruzione della prima linea ferroviaria da Berlino a Potsdam, il luogo intorno al Wannsee divenne meta di gite dei facoltosi berlinesi.
Il toponimo si trasforma definitivamente in “Steglitz” nell’anno 1870. Ma è solamente dopo le due guerre mondiali, che il villaggio viene interessato da una trasformazione urbanistica, grazie all’edificazione di ville e abitazioni.
Durante la Repubblica di Weimar, Steglitz è una roccaforte della Destra.
Con la nuova riorganizzazione amministrativa di Berlino (2001), il distretto ha incluso i seguenti quartieri (Ortsteile): Wannsee, Dahlem, Nikolassee, Zehlendorf, Lankwitz, Lichterfelde, Steglitz.

Mappa del distretto Steglitz-Zehlendorf con i suoi quartieri Fonte: Bezirksamt/Vermessung und Kataster.

La vita quotidiana
Il terzo distretto di Berlino come estensione (10.256 ettari) si qualifica nel suo insieme come il più benestante, abitato dai maggiori contribuenti della città. La disoccupazione è qui un pensiero lontano, appartenente ai distretti dell’Est o dell’estremo Nord, dove probabilmente i residenti del ricco Sud-Ovest non mettono spesso piede.

Il quartiere di Steglitz non riserva clamorosi scorci quali quelli del vicino Zehlendorf, né offre atmosfere altrettanto idilliache o, al contrario, eccitanti come i quartieri del centro. Si tratta di un quartiere calato nella più assoluta normalità. L’alternanza di edifici antichi e moderni crea curiosi effetti ottici.

Edifici antichi e moderni a Steglitz ©Gabriella Di Cagno

Steglitz è attraversato da NE a SO dall’autostrada 103, l’antichissima e lunghissima (1.000 km) Reichsstraße 1, oggi Bundesstraße 1, che originariamente collegava Aachen attraverso Berlino fino al confine lituano, e di questo collegamento l’abitato di Steglitz ha approfittato economicamente.

La vocazione commerciale del luogo si manifesta tuttora nel “miglio” dei negozi della famosa Schloßstraße: una strada lunga oltre due chilometri, affollata da mezzi di ogni genere, oltre che dai pedoni. Centri commerciali, grandi magazzini, negozi grandi e piccoli, chioschi, caffè e ristoranti, oltre che la presenza del Municipio storico, rendono la Schloßstraße uno dei Kiez più amati dai residenti del quartiere e non solo.

Su tutto troneggia il pretenzioso centro commerciale “Schloss”, aperto nel 2006 con un investimento di 200 milioni di euro su di una superficie di oltre 36.000 m².

Interno del centro commerciale Das Schloss ©Gabriella Di Cagno

Non manca il mercatino settimanale, con i tipici banchi di pesce, carne, ortaggi dalla regione, che si tiene il sabato mattina nella Hermann-Ehlers-Platz.

Il mercato settimanale nella Hermann-Ehlers-Platz ©Gabriella Di Cagno

Tuttavia, non solo acquisti e commerci offre la vita nel distretto. Spostandosi verso i contigui quartieri, e specialmente a Zehlendorf, fitto di ville nel verde, i residenti possono godere del gusto di abitare e passeggiare nella natura extra-urbana.
Per le passeggiate con il proprio cane, o per lasciare al quadrupede la libertà di “sgambamento”, sono a disposizione grandi spazi, che mancano del tutto nei quartieri centrali.

Ad esempio, l’Hundeauslaufgebiet Düppel, am Waldfriedhof Zehlendorf, una foresta enorme esclusivamente dedicata ai cani (non è permesso andare a cavallo).
La cultura è presente con più di una importante istituzione: la Freie Universität Berlin e i musei di Dahlem. Intorno a questi poli si concentra un movimento di studiosi e visitatori che animano il distretto con una positiva ricaduta economica, turistica e intellettuale.

PICCOLE STORIE DEL TRISTE PASSATO: La storia degli ebrei berlinesi nelle Stolpersteine

Stolpersteine nella Düppelstraße ©Gabriella Di Cagno

Nella Düppelstraße, in corrispondenza del civico 32, si trova un gruppo di ben 11 Stolpersteine (conosciute in italiano con il nome di “pietre d’inciampo”). Esse ricordano la deportazione dal luogo di residenza degli ebrei uccisi durante il Nazionalsocialismo.

Per primi incontriamo i quattro membri della famiglia Ruhl:
il capofamiglia, Heinz Harry Ruhl (1915) era nato a Berlino da sola madre ebrea. Svolgeva il mestiere di commerciante in tessuti, pur essendosi formato come tipografo. Nel 1935 egli venne designato come “indegno del servizio militare” a causa della discendenza materna ebraica. Nel 1938 sposò Liselotte Fanni Wollenberg, con la quale si trasferì a vivere nella casa di Düppelstraße 32, dove la figlia Zilla venne al mondo, nello stesso anno. Il figlio Denny nacque nel 1940. La famiglia si trasferi altrove nel 1941 e visse in un appartamento seminterrato, e dopo le leggi razziali tutti e quattro vennero arrestati e deportati ad Auschwitz. Là vennero ammazzati nella camera a gas Liselotte, Denny e Zilla, mentre il capofamiglia sopravvisse ancora per qualche tempo.

Segue una mattonella solitaria: quella di Ludwig Friede (Bayreuth 1885), commerciante in articoli per la casa. Il 17 novembre 1941 venne preso qui nel suo appartamento dove abitava da solo, portato al punto di raccolta della stazione Berlin-Grunewald e di qui deportato a Kowno, dove tutto il gruppo del trasporto venne sterminato il giorno 25 novembre 1941.

Dorothea Badrian

Dorothea (Dora) Badrian (Ratibor/Schlesien 1898) nacque in una famiglia di commercianti, il cui padre aveva fondato la ditta Textilhaus Steglitz, Badrian & Co. GmbH. Dopo la morte del padre e l’avvento delle leggi razziali, la vita di Dora si fece cupa, fino al giorno della deportazione, avvenuta il 28 marzo 1942. Fu internata a Piaski e da lì se ne perdono le tracce. Alcuni dei suoi familiari si salvarono emigrando in America.

Elly Lisser (Hirschberg im Riesengebirge, attuale Jelenia Góra in Polonia, 1883), figlia di notaio ed avvocato prussiano, trascorse l’infanzia e la giovinezza nel paese natio, poi a Breslau e infine, trasferitasi a Berlino da adulta, si aggregò alla comunità evangelica. Studiò fotografia ed aprì un atelier nel 1916, cambiando il suo nome in Elli. Il suo atelier era frequentato da personaggi vip, come attori e intellettuali. Le sue foto furono pubblicate dalla casa editrice berlinese Ullstein-Verlag. I destini della fotografa e della casa editrice si unirono anche nella maledetta sorte degli ebrei durante il Nazionalsocialismo: così come “Elli” dovette continuamente traslocare a causa della “arianizzazione” delle abitazioni, così pure la casa editrice venne confiscata alla famiglia Ullstein nel 1934. Il 2 marzo 1943 Elly venne arrestata e portata al punto di raccolta nella Levetzowstraße, e da qui deportata ad Auschwitz, dove venne immediatamente uccisa.

Infine, la famiglia Lewin: Heinz Lewin nacque a Berlino nel 1909 da famiglia ebrea. Gertrud (1906) e Gerda (1916) erano le sue sorelle. Con loro e con la moglie Agathe Hirschfeld (1910) abitava nell’edificio della Düppelstraße 32. Di qui, il 26 ottobre 1942, Heinz e le due sorelle vennero deportati a Riga e uccisi, mentre Agathe fu ammazzata nel Lager di Auschwitz.

Cosa visitare

Difficilmente troverete citati nelle guide turistiche i quartieri che compongono questo distretto, fatta eccezione per alcuni luoghi quali il Wannsee e Dahlem. Tuttavia, sono molte le tracce storiche disseminate in questo grande distretto e fra esse numerosi i Denkmalschutz.

Rathaus Steglitz ©Gabriella Di Cagno

L’edificio simbolo del quartiere di Steglitz è il Rathaus (1896-1897), opera degli architetti Heinrich Reinhardt e Georg Süßenguth. Monumento protetto, il municipio si staglia con la sua mole neogotica nella Schloßstraße. Dal 2001, con la riforma amministrativa dei distretti berlinesi, il Rathaus ha perso le sue funzioni ed il nuovo distretto di Steglitz-Zehlendorf ha sede presso il municipio di Zehlendorf.

Rathaus Steglitz ©Gabriella Di Cagno

La cosiddetta Rosenkranz-Basilika è una chiesa cattolica, edificata tra il 1899 e il 1900 secondo il progetto dell’architetto Christoph Carl Adolf Hehl, specializzato in edilizia sacra cattolica. L’intitolazione della chiesa è alla Vergine Maria, Regina del Santissimo Rosario. La particolarità dell’edificio è quella di essere stato risparmiato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, e pertanto di conservare intatta l’architettura e gli arredi.

Rosenkranz-Basilika ©Gabriella Di Cagno

Die Käseglocke“, Leonorenstraße 65

Il padiglione noto come Käseglocke fu costruito fra il 1913 e il 1914 dietro progetto dell’architetto e urbanista Fritz Freymüller.
L’edificio fungeva da ingresso monumentale al parco retrostante. Oggi è la sede del Kinder-, Jugend- und Familientreff „Käseglocke“ des Vereins Spiel & Action e.V.

Käseglocke, Kinder- Jugend- und Familientreff ©Gabriella Di Cagno
Käseglocke, Kinder- Jugend- und Familientreff ©Gabriella Di Cagno
I giardini dietro il Käseglocke ©Gabriella Di Cagno

Postamt Steglitz, Bergstraße 1
(1907 – 1909) costruito dall’architetto Julius Wilhelm Walther, uno dei principali rappresentanti dell’eclettismo tedesco. L’edificio della Posta corrisponde alla rappresentazione, immaginaria, della “Kaiserliche Post”.

Postamt Steglitz ©Gabriella Di Cagno
Postamt Steglitz ©Gabriella Di Cagno

Teltowkanal Uno dei canali che attraversano la città e che offre belle passeggiate lungo le sue sponde. Inaugurata nel 1906, alla presenza del Kaiser Wilhelm II. la via d’acqua (37,8 km.) è stata un’importante arteria di comunicazione per il trasporto industriale.

Uno dei vialetti di accesso al Rauchlose Siedlung a Steglitz ©Gabriella Di Cagno

Die „rauchlose Siedlung”. Steglitzer Damm, Munsterdamm, Immenweg, Hünensteig, Walsroder Straße.
Un insediamento abitativo chiamato “senza fumo” in quanto privo di canne fumarie ed alimentato con il teleriscaldamento (il primo in Germania). Edificato fra il 1930 e il 1934 dall’Architekturbüro Mebes & Emmerich (arch. Paul Emmerich, Paul Mebes und Heinrich Straumer) in moduli di condomini di quattro piani, con aree verdi fra i blocchi che lo compongono. Oggi è monumento protetto, essendo un esempio di architettura della Neue Sachlichkeit.

Edilizia residenziale: Rauchlose Siedlung a Steglitz ©Gabriella Di Cagno

Glienicker Brücke

Il ponte originario venne costruito tra il 1904 ed il 1907, ma fu distrutto durante la seconda guerra mondiale e ricostruito nell’immediato dopoguerra con il nome “ponte dell’Unità”, perché situato proprio sul confine tra Berlino Ovest e la DDR. Data la sua ubicazione sul fiume Havel, al confine fra Berlino e il Brandeburgo, fu il luogo in cui avvennero alcuni scambi diplomatici fra la NATO e il Patto di Varsavia e perciò venne chiamato anche “ponte delle spie”. Si notano ancora i colori differenti delle due parti del ponte che segnalano i tratti appartenenti ai due stati tedeschi (1949-1990).

Il primo scambio di prigionieri avvenne il 10 febbraio1962. Il colonnello Rudolf Abel, nota spia russa, fu liberato in cambio del pilota statunitense Francis Gary Powers, catturato in Unione Sovietica dopo essere stato abbattuto nel 1960, con il proprio aereo Lockheed U-2, e dello studente statunitense Frederic Pryor. La storia viene raccontata nel celebre film “Il ponte delle spie” del regista Steven Spielberg, con Tom Hanks nel ruolo dell’avvocato americano James B. Donovan, al quale si deve la buona riuscita dell’accordo.

FONTI E BIBLIOGRAFIA

Bezirksamt Steglitz-Zehlendorf 

Frank Beiersdorff, Die „rauchlose Siedlung“ in Steglitz oder: Wer war eigentlich „Onkel Emil“?

Cosima M. Grohmann, Wo bekannte Berliner Spuren hinterließen: Leo Borchard im Steglitzer Hünensteig Siedlung ohne Rauch und Feuer, in Berliner Zeitung, 22.09.10

Steglitz-Zehlendorf – Berliner Bezirk