elezioni

 

di Arianna Tomaelo

La Germania ha votato: le elezioni di questa domenica hanno per un certo verso confermato le aspettative, mentre per un altro hanno dato un’amara sorpresa.
Merkel e la CDU hanno conquistato il 32% dei voti, segue SPD con solo il 20%. AfD, il neonato partito di estrema destra, si aggiudica il podio e vince il terzo posto, con un sorprendente 13%. Seguono Die Linke, FDP e i Verdi con percentuali che si aggirano tra il 10 e l’8 percento. Die Linke, a cui i sondaggi assegnavano l’11%, si ferma all’8.9. Bene i Verdi, con il 9.2%, mentre l’FDP torna nel Bundestag con il 10.1.

Come si vota in Germania?
Il sistema elettorale è di tipo proporzionale, personalizzato con meccanismi di correzione, nel senso che non è una rappresentatività proporzionale pura poiché l’imposizione della soglia di sbarramento esclude i piccoli partiti. Ecco perché ci si ritrova davanti a una situazione in cui 600 seggi (il numero può oscillare leggermente, non è fisso) vengono spartiti tra soli sei gruppi politici. Il meccanismo di elezione è costituito da un doppio voto: il primo va al candidato nella propria circoscrizione (se ne contano 299 in tutto lo stato, e in ciascuna di esse il deputato viene eletto direttamente); il secondo voto va al partito, ed è questo che determina l’assegnazione dei seggi in Parlamento.

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Che tipo di alleanze si potrebbero creare?
– La prima alternativa è stata la favorita del popolo tedesco per molto tempo, dato che ha visto per tre legislatura un’alleanza, la “Grande Coalizione”, composta da CDU-SPD. Dato il successo degli scorsi anni, è probabile che anche stavolta si verificherà questa unione.
L’SPD tuttavia ha dichiarato di voler restare all’opposizione e questo inevitabilmente aprirà la strada ad altri tipi di coalizione.
– La seconda alternativa sarà appunto quella di tentare nuovamente un’alleanza tra destre moderate come durante il periodo 2009-2013, quando CDU cercò l’appoggio di FDP. Tuttavia questa soluzione non si preannuncia facile e la cosiddetta “opzione Giamaica” (nera, gialla e verde, vale a dire CDU, FDP e Verdi), è già insidiata dalle posizioni della candidata dei Verdi, Katrin Goering-Eckardt, che ha dichiarato “ci saranno colloqui difficili e faremo solo quello in cui crediamo”, mentre il vice-leader dei liberali, Wolfgang Kubicki, ha rincarato con “Non potete costringere i Verdi e noi a fare una coalizione solo perché la Spd si tira indietro. Di sicuro la strada non sarà in discesa e molte saranno le dinamiche da gestire, ma al momento questa sembra l’unica ipotesi possibile
– L’unica alleanza che avrebbe potuto mettere Merkel in pericolo sarebbe stata una coalizione di sinistra formata da Verdi, Die Linke e SPD, ma non ci sono i numeri. Impossibile anche una coalizione che includa AfD, a cui nessun partito vuole associarsi.

Alexander Gauland photo
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E AfD?
AfD festeggia, e con il 13.2 entra in Parlamento e si lancia in dichiarazioni bellicose. “Siamo alla guida del Parlamento e cambieremo questo Paese”, ha annunciato Alexander Gauland, un dei due candidati alla cancelleria. Gauland continua inoltre a scagliarsi inoltre contro la Merkel, che accusa di aver adottato una politica totalmente irresponsabile in materia di immigrazione. I temi principali della campagna elettorale di AfD sono stati appunto la critica alla politica di accoglienza verso i rifugiati politici, nonché la dichiarata necessità di arginare il terrore degli attacchi terroristici degli ultimi anni con un giro di vite senza compromessi. Il partito ha fatto leva su temi sensibili spesso parlando alla cosiddetta “pancia” della popolazione, e a quanto pare ha fatto centro. Un dato interessante è che, di 61.5 milioni di votanti in Germania, l’età media è di 52 anni: a voi le somme.
Merkel ha reagito sostenendo che si riprenderà gli elettori che hanno votato AfD perché delusi dalla CDU, mentre la candidata dei Katrin Goering-Eckardt, ha chiarito che la maggior parte dei tedeschi non ha votato AfD e che dovrebbero moderare i loro entusiasmi.
C’è ora da capire cosa succederà: è la prima volta dopo più di mezzo secolo che l’estrema destra torna nel Bundestag, e sarà un momento che segnerà la storia politica della Germania da qui ai prossimi anni.