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[© Jean-Pierre Dalbéra on Flickr / CC BY 2.0]
Jean-Pierre Dalbéra on Flickr / CC BY 2.0]
di effeerre*

Del tutto fuori tempo vorrei stilare le domande che reputo più centrali rispetto al progetto di ricostruzione del castello di Berlino, già cantierato e in stato di avanzamento. Non da architetto ma da “comune” cittadino.

Lo Statdschloss Berlin prima della guerra era un centro attivo della vita cittadina?

Il progetto si inserisce nel processo storico della ricostruzione post-bellica o in un altro contesto?
La riedificazione di un elemento storico con materiali non originali (differentemente da Dresda, dove si è cercato di riutilizzare quanto più materiale e dichiarando i confini tra originale e non) è un’operazione ortodossa e trasparente?
Quali implicazioni simboliche ha un progetto esteriormente identico al precedente ma internamente ricombinato per nuove funzioni? Il castello è una costruzione svuotata?
C’è un bacino ideologico comune dietro la demolizione del Palast der Republik socialista e la sua sostituzione con un’istituzione imperiale?
Si può costruire con “leggerezza” il simbolo (anche se svuotato) di una monarchia in una moderna repubblica?
Cosa altro si sarebbe potuto costruire?

Costruire è stata la migliore cosa da fare?

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Nächste Station Ponte

Nächste Station è una raffinata collezione di appunti sparsi e di testi nati casualmente nei café, sulle metropolitane, mentre si aspetta un dürum döner, sesamsoße, ohne rotkohl e altri generi di attese berlinesi.

È pubblicata (ir)regolamente su il Mitte ogni 3/4 giorni.

efferre, al secolo Filippo Rosso, è nato e cresciuto a Roma. Il suo sito è www.filipporosso.net