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[© Guillen Perez / Flickr / CC BY-ND 2.0]
Guillen Perez / Flickr / CC BY-ND 2.0]

Informazioni fondamentali

Distretto: Pankow
Dimensioni
: 11 km²
Abitanti: 149.974
Affitto medio: 10,04€ per mq
Stazioni principali: Schönhauser Allee, Prenzlauer Allee, Greifswalder Straße,
Senefelderplatz, Eberswalderstraße, Schönhauser Allee
Linee: S-Bahn (Ring),  U-Bahn (U2, U8), Tram (M1, M2, M4, M10, M12, M13)


di Andrea Bonetti

Nel settembre 2012, la storica caffetteria del quartiere “The Barn Roastery” di Schönhauser Allee, fece parlare di sé per la sua rigidità: oltre a musica e portatili, fu infatti imposto un insolito quanto audace divieto… ai passeggini (leggi qui). Le reazioni scatenate nella prolifica Prenzlauer Berg, quartiere berlinese con il tasso di natalità più elevato (così sembrerebbe) della città, non tardarono a farsi sentire. D’altra parte, a chi non è capitato di doversi fare piccolo piccolo sul tram, mentre ad ogni fermata scendono due passeggini per farne salire altri tre, guidati magari da qualche giovane e bella coppia di genitori?

La storia: dalla povertà alla ricchezza

Si pensi che Prenzlauer Berg era, fino alla caduta del muro, uno dei quartieri più poveri di Berlino, nato come quartiere operaio e costruito sulla base di blocchi di appartamenti chiamati Mietkasernen, destinati a contenere quante più persone nel minor spazio possibile. Il quartiere raggiunse alla fine degli anni Venti un numero di abitanti pari a 350.000. Miracolosamente scampato alla distruzione totale in seguito alla seconda guerra mondiale, Prenzlauer Berg fu trascurato e rimase quasi spopolato per via della politica abitativa della DDR, che non si curò di portare avanti il risanamento necessario nel dopo guerra.

Col tempo, le famiglie se ne andarono per trovare alloggio nei famosi Plattenbau, a tal punto che Prenzlauer Berg si svuotò. Fu proprio questo il motivo che lo portò a diventare un’area alternativa, dove si svilupparono movimenti punk e di opposizione alla DDR e dove in molti occuparono le case rimaste vuote divenute, negli anni seguenti, di loro proprietà grazie ad accordi con lo stato.

Dalla metà degli anni ’80 fu finalmente dato il via all’immensa opera di recupero del quartiere, che lo trasformò in uno dei più grandi cantieri di ristrutturazione d’Europa. La notorietà di Prenzlauer Berg è così negli anni aumentata, accelerando tra l’altro il processo d’imborghesimento e portandolo ad essere oggi uno dei quartieri più chic e ricercati di Berlino.

[© Thomas Angermann / Flickr / CC BY-SA 2.0]
Thomas Angermann / Flickr / CC BY-SA 2.0]

Vivere a Prenzlauer Berg

Prenzlauer Berg, conservando ancora il suo fascino bohémien e restando amato da studenti, artisti e personaggi noti del panorama culturale tedesco, è diventato oggi il quartiere delle famiglie. Famiglia un po’ yuppie, come si dice qui, che vede in genere entrambe i genitori giovani, realizzati sul piano professionale e con due o tre figli, ad uno o due anni di distanza l’uno dall’altro. Non a caso, il quartiere è preso come caso paradigmatico della gentrification berlinese, termine al giorno d’oggi più che mai attuale, che indica la trasformazione e l’imborghesimento di una zona, prima ritenuta alla portata di tutti.

I segni che accompagnano la gentrification di un quartiere sono in genere sempre gli stessi: insediamento di gente facoltosa, restauri o costruzioni di complessi abitativi moderni, il cui affitto parte da cifre ben più alte rispetto ai prezzi medi della zona, conseguente emigrazione di cittadini, ristoranti e bar che non sono più in grado di sostenere i costi. Ci si potrebbe aggiungere, nel caso specifico di Berlino, l’apertura di “BIO Laden”, ovvero negozi di alimentari solo BIO, raramente economici. In pochi anni un quartiere può cambiare volto rapidamente, come nel caso di Prenzlauer Berg.

[© Abaris at the German language Wikipedia / CC BY-SA 3.0]
Abaris at the German language Wikipedia / CC BY-SA 3.0]

Cosa fare e vedere a Prenzlauer Berg

Il cuore pulsante di Prenzlauer Berg è senza dubbio il crocevia di Eberswalder Straße. Attraversato di continuo da pedoni, automobili e diverse linee tram, questo incrocio è formato da due importanti arterie stradali: il tratto finale della lunga Danziger Straße proveniente da Friedrichshain, e la perpendicolare Schönhauser Allee, un grande viale che percorre il quartiere da sud a nord, sui cui lati si alternano (come un po’ in tutto il quartiere) piccoli negozi d’abbigliamento e di generi alimentari, bar, caffetterie e ristoranti.

[© IngolfBLN / Flickr / CC BY-SA 2.0]
IngolfBLN / Flickr / CC BY-SA 2.0]

Eberswalder Straße è intersecata da altre due interessanti vie. Verso nord la Pappelallee, che si tuffa nel cuore di Prenzlauer Berg e porta alla famosa Stargarder Straße, un quartiere nel quartiere con palazzi signorili, ristoranti raffinati, ma anche bar dall’atmosfera retro e negozi d’antiquariato. A sud invece, la Kastanienallee scende verso Mitte: una passeggiata lungo questa via offre (oltre ad altrettanti caffè, ristoranti e negozi d’abbigliamento vintage) diverse sorprese e qualche pietra miliare della storia berlinese, come il “Prater”, famoso Biergarten risalente alla fine del ‘800.

Se Kreuzberg è il quartiere preferito da chi va in bicicletta, Prenzlauer Berg è un quartiere fatto per essere scoperto a piedi. Il suo fascino è racchiuso non tanto nelle grandi vie trafficate, quanto nelle vie laterali, quelle che spesso passano inosservate e che riservano, a chi ha la fortuna di addentrarvisi, vedute inaspettate e oasi di tranquillità tali da far dimenticare per un attimo di trovarsi in una metropoli. Un esempio di queste “aree fuori dal tempo” è il piccolo parco dove si erge la famosa Wasserturm, il più antico acquedotto di Berlino, tristemente noto per essere stato trasformato in un campo di tortura durante il Nazionalsocialismo. La Wasserturm si trova nel Kollwitzkiez, area che prende il nome dalla famosa Kollwitzplatz, cuore della Prenzlauer Berg “formato famiglia”. Soprattutto in occasione del brunch domenicale, ai lati di questa piazza-parco giochi si raccolgono coppie e famiglie, ma non è raro avvistare anche qualche personaggio famoso. La zona si contraddistingue per la cura nel restauro dei palazzi, per la pulizia delle strade e per i negozi raffinati, segni tangibili dell’imborghesimento avvenuto in anni recenti.

[© Twicepix / Flickr / CC BY-SA 2.0]
La Kulturbrauerei [© Twicepix / Flickr / CC BY-SA 2.0]

Per concludere questa breve panoramica su Prenzlauer Berg, si deve tornare ancora una volta ad Eberswalderstraße. Proprio a causa della sua centralità e della vitalità che la circondano, quest’area è molto ambita dai giovani desiderosi di abitare nel quartiere. Ad aumentare il valore di questa zona, ci pensa la Kulturbrauerei, ex birreria dall’architettura industriale di fine ‘800, trasformata oggi in un centro culturale-ricreativo, a suo modo elegante, con un cinema multisala, un teatro, diverse gallerie e discoteche. Avere un appartamento nei pressi di Eberswalderstraße significa dunque avere tutto a portata di mano, se si accetta però il compromesso di tanto traffico a tutte le ore del giorno. E di tanto turismo.

Esplora la Kulturbrauerei e Kollowitzplatz con una visita guidata!

[© Robert Aghte / Flickr / CC BY 2.0]
Il karaoke al Mauerpark [© Robert Aghte / Flickr / CC BY 2.0]

Centinaia di persone migrano verso Prenzlauer Berg alla volta del Mauerpark, un’istituzione meta di culto domenicale e grande parco per il divertimento. Il Mauerpark è una striscia di terra rimasta inutilizzata dopo la caduta del muro, che ospita da diversi anni un affollatissimo Flohmarkt domenicale. Ad intrattenere gli abitanti della città in cerca di vintage a prezzi contrattabili, c’è tanto cibo multietnico, numerosi artisti di strada e il famoso Karaoke open-air, ormai anch’esso un’istituzione, che riempie gli spalti di una piccola arena dai gradini rocciosi davanti alla quale tutti, ma davvero tutti, possono esibirsi. Anche mamme, bambini e relativi passeggini.

1 commento

  1. Il vostro giornale è davvero bellissimo! Tra pochi giorni partiremo per una breve vacanza a Berlino e grazie a voi riusciamo ad avere informazioni di “prima mano”, qualcosa di più utile e interessante rispetto a quello che si può trovare sulle guide turistiche.

    Grandi!

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