STRA-KINO – The Complete Metropolis, 1927

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Benvenuti signori e signore!
O dovrei dire, sehr geehrte Damen und Herren?!
In effetti, non lo so…ma chiunque tu sia, benvenuto.
Benvenuti a tutti voi che di cinema vi nutrite; ma anche benvenuti a voi che di cinema “non sono un esperto, però mi piace la sensazione che lascia”; benvenuti a voi che sognate ancora le sale cinematografiche dove si possa fumare…bei tempi; benvenuti a voi che credete ancora nelle mono sale e non solo nei multiplex; benvenuti a voi che ancora sognate.

Io sono Greta e queste che scriverò saranno le pagine che voglio condividere con voi, pagine che tratteranno di cinema, in particolare, di cinema tedesco. Una full immersion in quelli che sono stati i capolavori del Kino, partendo dagli anni ’20 fino ad arrivare ai giorni nostri.

Che lo show abbia inizio.

Iniziamo raccontando un po’ di storia degli studi di Babelsberg (Potsdam), i più antichi studi cinematografici del mondo.

“Lo studio cinematografico si estende su un’area di 25.000 metri quadrati, e nella zona occupata è anche presente un parco a tema chiamato “Filmpark Babelsberg” cui sono solite attrazioni, talk show e stunt di vari artisti.
La storia della fondazione risale al 1911, anno in cui la società Bioscop posò la prima pietra per la costruzione di un edificio dedito alla lavorazione di piccole produzioni cinematografiche. Il primo film ripreso al Babelsberg è datato febbraio 1912 ma non si sa nulla su esso poiché è andato perduto.
Al termine della grande guerra, la Deutsche Bioscop Gesellschaft si fonde con la francese “Eclair Decla” e, i Babelsberg vengono posti sotto il contratto Decla-Bioscop.
Nel 1921, si sciogle il patto Decla-Bioscop ed entra come socio agli studi la neonata casa cinematografica Universum Film, che successivamente si occupò dell’allargamento edilizio con nuove aule e teatri di posa.
Grazie ai miglioramenti apportati, nel 1926 allo studio venne offerto di coprire la lavorazione del film fantascientifico Metropolis”. (cit. Wikipedia)

Oggi parliamo proprio di Metropolis, film del 1927, capolavoro assoluto del grande regista Frtiz Lang. Esempio di cinema espressionista e pietra miliare del cinema di fantascienza, ancora oggi un film moderno e molto rappresentativo dei giorni nostri.

LA TRAMA

Siamo nel 2026 a Metropolis, città futurista che si vede divisa in due parti: i grattacieli, a disposizione degli altolocati e il sottosuolo, carcere e reclusione degli operai. Dittatore e capo della città è Joh Frederse che vive nel grattacielo più alto. Il figlio Freder, pallido in volto, abita in un giardino surreale, dove aleggiano donne meravigliose. L’incontro con Maria, insegnante che porta con sé i figli degli operai, fa scattare in Freder la curiosità di visitare quel sottosuolo di cui ha solo sentito parlare. La vista di quel mondo lo cambierà per sempre.

Potrei raccontarvi di più ma non voglio, perché credo che questo inizio basti a toccare la curiosità dei più attenti, convinta che la cosa importante non sia tanto la trama, quanto il contenuto vero e proprio.

Metropolis, nonostante la sua età, resta un’immagine concreta e attuale di quella che è la conformazione politica e sociale di ogni città appartenente a quest’universo. La divisione per classi è una realtà, purtroppo, ancora molto attuale e se da una parte abbiamo le ville e il mangiar bene, dall’altra abbiamo la fatica e la terra irrigata dal sudore di chi lavora. 
Quello di cui mi preme parlarvi è il concetto di fabbrica, intesa come carcere (non virtuale ma molto reale) in cui i suoi abitanti, gli operai, lavorano fino allo svenimento. Non possono fermarsi perché devono continuare a produrre, in piedi a girare una lancetta del Tempo quando il loro stesso tempo passa, senza che essi abbiano mai visto la luce.

Ed è proprio nella fabbrica che il regista, Fritz Lang, cita con grande bravura il celebre film “Cabiria” (1914), riportando alla luce l’affamato Moloch. Se, infatti, un operaio dovesse fermarsi a riposare, potrebbe far scoppiare la grande macchina che Freder, tra una visione e l’altra, interpreta come un’enorme bocca in grado di mangiare gli uomini. 
Guardando al futuro, quello di cui noi facciamo parte, potremmo dire che la visione di Lang non è poi tanto folle ma, anzi, veritiera come a profetizzare un destino faticoso ma rivoluzionario.

Metropolis sopravvive al tempo, nella memoria, con il suo bianco e nero e con il volto triste di chi non ha bisogno di parole per cambiare le cose.

IL TRAILER

 

3 COMMENTS

  1. Finalmente un blog di cinema acuto e intelligente! scritto benissimo, film immortale e ancora attualissimo..blog da segnalare sicuramente!

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