Cybersecurity e AI Act, arriva Signal DCS: il test gratuito per misurare i rischi delle imprese
(Adnkronos) – Un audit online gratuito e anonimo per consentire alle imprese di valutare il proprio livello di preparazione rispetto agli obblighi previsti dalla direttiva NIS2 sulla cybersecurity e dall’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. È Signal DCS, il nuovo strumento sviluppato da DataConSec, società di consulenza con sede a Parma specializzata nella protezione dei dati e nella sicurezza informatica, in collaborazione con l’agenzia digitale Zeep!.
L’iniziativa arriva in una fase cruciale per le aziende italiane. Il 31 ottobre scade infatti il termine per l’adozione delle misure di sicurezza di base previste dalla NIS2 per le organizzazioni inserite nell’elenco nazionale nel 2025, mentre il 23 ottobre è entrato in vigore il decreto legislativo che disciplina il sistema di vigilanza e le sanzioni legate all’AI Act. Per le violazioni più gravi, il regolamento europeo prevede sanzioni fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale annuo, se superiore.
Signal DCS permette alle imprese di effettuare una prima autovalutazione in pochi minuti, senza registrazione e senza fornire dati identificativi. Dopo aver indicato il settore di attività, le dimensioni aziendali, gli eventuali rapporti di fornitura con soggetti pubblici o grandi imprese e l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale, l’utente risponde a una serie di domande relative a sette aree: governance dell’AI, formazione, protezione dei dati, sicurezza informatica, continuità operativa, gestione degli incidenti e rapporti con fornitori e filiera.
L’indice di esposizione al rischio si aggiorna in tempo reale e, al termine del questionario, restituisce un punteggio da 0 a 100, calibrato sul settore di appartenenza, insieme a una valutazione del livello di preparazione rispetto agli obblighi normativi e all’indicazione delle aree sulle quali intervenire prioritariamente. Le imprese possono inoltre contattare DataConSec per approfondire i risultati, ottenere un report in PDF e sviluppare un eventuale piano d’azione personalizzato.
“NIS2 e AI Act chiedono alle imprese cose molto concrete: un’analisi dei rischi documentata e aggiornata, una governance della sicurezza con ruoli e responsabilità definiti, procedure di gestione e notifica degli incidenti, controllo della filiera dei fornitori, e sul fronte dell’intelligenza artificiale un censimento dei sistemi in uso, regole sul loro utilizzo e formazione delle persone”, spiega Alessandro Rodolfi, socio fondatore di DataConSec.
“Molte aziende, anche tra quelle non direttamente obbligate, sono coinvolte attraverso i clienti e la supply chain e non ne sono consapevoli. Signal DCS traduce questi obblighi in dodici domande chiare e restituisce in pochi minuti una fotografia onesta di dove si è esposti e da dove conviene partire”, aggiunge Rodolfi.
L’obiettivo, sottolinea Domenico Carnicella, anch’egli socio fondatore della società, è superare una concezione della compliance come semplice costo burocratico. “Da vent’anni lavoriamo perché la compliance non sia vissuta come un costo da subire, ma come un modo per strutturare l’impresa e renderla più solida e più competitiva. Signal DCS nasce da questa convinzione: mettiamo gratuitamente a disposizione del mercato la nostra esperienza, in forma anonima e senza chiedere nulla in cambio, perché crediamo che la consapevolezza sia il primo passo di qualunque percorso di crescita sicura”.
Lo strumento è stato sviluppato con Zeep!, che ha realizzato l’algoritmo di autovalutazione sulla base delle competenze e dei contenuti elaborati dal team di DataConSec in oltre vent’anni di attività nel settore della compliance.
“Non volevamo costruire l’ennesima pagina di presentazione di servizi con un modulo di contatto in fondo”, osserva Nicola Voltolin, direttore di Zeep!. “Abbiamo progettato Signal DCS come uno strumento con un’identità propria, che dà all’utente un valore reale prima ancora di chiedergli qualcosa: un’esperienza interattiva in cui l’indice di rischio prende forma domanda dopo domanda”.
L’iniziativa si rivolge sia alle imprese direttamente interessate dalle nuove disposizioni europee, sia a quelle che potrebbero essere coinvolte indirettamente attraverso i rapporti commerciali e le catene di fornitura, con l’obiettivo di rendere più accessibile una prima valutazione dei rischi legati alla cybersecurity e all’utilizzo dell’AI.
Nota redazionale: ho mantenuto le scadenze e i riferimenti normativi indicati nel comunicato, senza verificarli autonomamente. Prima della pubblicazione controllerei in particolare la data di entrata in vigore del decreto sulle sanzioni AI Act e la corretta applicazione dei massimali sanzionatori citati.
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