Riforma dell’assistenza, SPD rischia di far saltare il tavolo: “No a un mero pacchetto di tagli”
L’SPD rischia di bloccare una delle misure principali del pacchetto di riforme del governo Merz e cioè la riforma dell’assistenza. Attualmente tale riforma è basata sul taglio dei contributi pensionistici sostitutivi per chi presta assistenza ai propri familiari in condizioni di malattia o disabilità e che, per questa ragione, si trova inevitabilmente a lavorare meno fuori.
La ministra della sanità in carica fino a due mesi fa, Nina Warken (CDU), aveva fatto calare su questi contributi una mannaia che li voleva ridotti del 30%, mentre l’attuale ministro Carsten Linneman (CDU) ha cercato di ridimensionarli. Per i socialdemocratici, tuttavia, partner di governo della CDU, il risultato non è ancora soddisfacente.
Riforma dell’assistenza al vaglio del gabinetto federale: ma l’SPD tira il freno
Prima di essere sottoposta al Bundestag per la votazione di rito, infatti, la proposta dovrebbe essere approvata mercoledì prossimo dal gabinetto federale, ma negli ultimi giorni è stata fortemente avversata proprio dall’SPD, che rischia dunque di farla saltare.
Il capogruppo dei socialdemocratici al Bundestag, Matthias Miersch, ha dichiarato alla Bild che il timore del partito è che la riforma dell’assistenza possa trasformarsi in un mero “pacchetto di tagli” e ha ribadito che l’SPD non sarebbe disposta ad approvarlo nella forma attuale. Chiede quindi espressamente alcune modifiche.
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Le richieste dei socialdemocratici: assicurazione pubblica e Pflegedeckel
L’SPD preme intanto per una sorta di assicurazione pubblica, un sistema in cui tutti versino i propri contributi. Per usare le parole del vicepresidente del gruppo parlamentare Schmidt, “vogliamo un sistema comune basato sulla solidarietà o, quantomeno, un equo equilibrio finanziario tra assicurazione privata e pubblica per l’assistenza”.
Un’altra richiesta dei socialdemocratici èl’imposizione di uno Pflegedeckel, un tetto massimo alle spese a carico degli assicurati e dei loro familiari. L’obiettivo è limitare il più possibile i costi che queste persone devono sostenere, come quelli sempre più elevati per un posto nelle strutture di assistenza (a Berlino parliamo di 300 euro in più rispetto a un anno fa).
Le obiezioni di Linnemann e le contro-obiezioni del partner di governo
Carsten Linneman, tuttavia, sostiene che il Pflegedeckel non sia la strada giusta, perché non risolverebbe il problema strutturare della previdenza per l’assistenza e sostiene di aver istituito una commissione proprio per elaborare una riforma in questa direzione. I socialdemocratici, dal canto loro, vogliono che questa ipotetica riforma strutturale, se questa deve essere la strada, abbia luogo insieme ai tagli e non venga usata come vaga promessa per consentirli.
Il ministro della sanità cerca infine di spostare l’attenzione sui punti in comune tra partner di governo e ad esempio continua a sostenere di non voler danneggiare quelli che considera gli “eroi silenziosi” che sorreggono il sistema, vale a dire proprio i familiari delle persone bisognose di assistenza e che in Germania ammontano a circa quattro milioni di persone.
La sfida è dunque cercare di affrontare il deficit del sistema e la situazione drammatica dell’assicurazione per l’assistenza, che Linnemann definisce “strutturalmente sottofinanziata” in misura del 10% in meno all’anno (“a occhio e croce dieci miliardi”), senza aumentare eccessivamente il peso economico delle riforme sulle persone bisognose di assistenza e sui contribuenti. Nel tentativo di trovare la quadratura del cerchio, quindi, Unione e socialdemocratici cercano faticosamente di bilanciare le rispettive istanze e individuare un punto di equilibrio.




