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Al via i negoziati di coalizione fra Die Linke, SPD e Verdi a Berlino

L’esecutivo dell’SPD di Berlino è disponibile ad avviare i primi colloqui esplorativi con Die Linke e con i Verdi, per valutare la possibilità di formare una coalizione di governo, dopo le elezioni del 20 settembre che hanno visto Die Linke aggiudicarsi la vittoria elettorale con il  25,7% dei voti.

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Negoziati di coalizione fra Die Linke, SPD e Verdi: le aperture e le riserve

La decisione è stata comunicata sabato dal comitato esecutivo regionale dei socialdemocratici, che hanno previsto di inviare ai colloqui un gruppo di massimo di cinque persone. Secondo quanto riportano diversi media locali, fra i rappresentanti designati ci sarebbero i leader locali Bettina König e Steffen Krach e la deputata nonché membro del gruppo parlamentare Derya Caglar. Gli altri membri dovrebbero essere variabili, in base al tema in discussione di volta in volta. 

Foto: Nils Hasenau

Venerdì sera, Die Linke aveva tenuto un congresso straordinario, durante il quale la maggioranza aveva deciso di avviare i colloqui esplorativi con gli altri due partiti di sinistra presenti nel parlamento berlinese. I Verdi erano stati i primi a dirsi disponibili, pur con delle condizioni imposte dalla leadership federale del partito. La presidente Franziska Brantner, per esempio, in una dichiarazione a Der Spiegel si è detta disponibile a considerare una coalizione rosso-verde-rosso soltanto se Die Linke verrà esclusa dai  dipartimenti dell’Interno e della Giustizia, motivando la propria posizione con le accuse, rivolte ad alcuni esponenti di Die Linke, di vicinanza a membri della criminalità organizzata o sostenitori di gruppi terroristici. Il riferimento è evidentemente alle accuse mosse al deputato del Bundestag di Die Linke, Ferat Kocak, il quale, in seguito alle suddette accuse, ha già sospeso la propria attività politica. Brantner si è detta inoltre contraria alla proposta di Die Linke di sostituire parte delle funzioni attualmente svolte dall’Ufficio per la protezione della Costituzione e dalle forze di polizia con attività di assistenza sociale.

Nel frattempo, la dirigenza di Die Linke ha respinto tutte le accuse di antisemitismo, forte anche del sostegno di 150 membri di spicco della comunità ebraica di Berlino, che hanno firmato una lettera aperta prendendo le difese del partito e rimarcando l’importanza di non strumentalizzare l’accusa di antisemitismo per mettere a tacere le legittime critiche al governo di Israele.

I colloqui esplorativi potrebbero iniziare nel corso della settimana. Per ora, Die Linke intende parlare separatamente con i rappresentanti dei Verdi e con quelli dell’SPD e solo in seguito potrebbe svolgersi una riunione di tutti e tre i partiti.

Nel frattempo, il leader regionale della CDU Stefan Evers ha ribadito venerdì la disponibilità del suo partito a formare un “governo di centro” con Verdi ed SPD. I critici di questa opzione fanno notare il fatto che, a essere bocciato senza mezzi termini dai berlinesi, è stato proprio il governo a guida CDU con il supporto dell’SPD.

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