AperturaCronacaCronaca Germania

Aggressione a estremisti di destra: pena ridotta per Maja T., persona tedesca non binaria

La Corte d’appello di Budapest ha ridotto da otto a sette anni la pena inflitta in primo grado a Maja T., persona non binaria tedesca condannata per gravi aggressioni fisiche esercitate, nel 2023, ai danni di persone considerate vicine all’estrema destra.

In appello i giudici hanno inoltre stabilito, in contrasto con la prima sentenza (emessa lo scorso febbraio), che Maja T. non abbia agito come membro di un’organizzazione criminale.

La newsletter del Mitte!

Notizie, novità, eventi dalla Germania

Estremisti di destra aggrediti a Budapest: pena ridotta per Maja T.

Originaria di Jena, Maja T. è considerata vicina agli ambienti della sinistra radicale e a febbraio del 2023 aveva manifestato a Budapest insieme ad altri attivisti antifascisti contro il cosiddetto “Giorno dell’Onore”, un raduno di estrema destra.

In quella circostanza si erano verificati degli scontri, in seguito ai quali diversi militanti antifascisti erano stati processati per atti violenti. Maja T. era stata arrestata in Germania a novembre del 2023 e quindi estradata in Ungheria a gennaio del 2024.

Questa estradizione era stata in seguito ritenuta illegittima dalla Corte Costituzionale Federale, in quanto il tribunale di Berlino competente non avrebbe verificato adeguatamente le condizioni di detenzione previste in Ungheria.

La procura aveva chiesto ai giudici maggiore durezza

In appello la procura puntava a un inasprimento della pena, portandola da otto a 13 anni, e ha chiesto inoltre che Maja T. scontasse la pena in una struttura caratterizzata da un regime detentivo più rigido, con maggiori difficoltà nell’ottenere una scarcerazione anticipata.

Secondo la pubblica accusa, infatti, Maja T. avrebbe consapevolmente accettato il rischio di provocare lesioni potenzialmente mortali alle vittime e il tribunale di primo grado non ne avrebbe tenuto conto.

La difesa aveva chiesto l’assoluzione: i punti sollevati

La difesa invece ha contestato completamente l’approccio della procura e ha chiesto l’assoluzione, presentando una serie di argomenti a sostegno della sua tesi. Intanto ritiene che l’identificazione della persona imputata, effettuata sulla base dell’esame dei filmati delle telecamere disponibili, non fosse totalmente certa.

Ha poi sostenuto l’impossibilità di provare che il gruppo Antifa coinvolto costituisca organizzazione criminale nel senso previsto dalla legge penale e aggiunto che il medico legale non avrebbe fornito prove definitive di un’aggressione delle vittime a mezzo di armi come manganelli.

La difesa sostiene infine che i diritti processuali di Maja T. siano stati violati, perché non sarebbe stata resa disponibile la traduzione in tedesco di tutti i materiali rilevanti esaminati nel corso del processo. 

Il giudice Géza Szalai ha dichiarato che il tempo già trascorso in custodia cautelare sarà detratto dalla pena.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio