Berlino: dall’SPD le prime aperture a una coalizione con Die Linke
Nelle elezioni del 20 settembre per il rinnovo del parlamento di Berlino, Die Linke ha vinto di misura, aggiudicandosi oltre il 25% delle preferenze. La formazione di un governo guidato dalla candidata Elif Eralp, tuttavia, è al momento ostacolato dalle resistenze dell’SPD e dei Verdi, che si potrebbero considerare alleati naturali per una coalizione a sinistra, a causa di quelle che vengono percepite come “ombre” su alcuni esponenti del partito.
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Elif Erlap: “I berlinesi vogliono un governo di sinistra, abbiamo il dovere di avviare negoziati per la coalizione”
A far discutere sono stati soprattutto i presunti legami del deputato del Bundestag Ferat Koçac con alcuni esponenti del clan Remmo (voci a seguito delle quali Koçac si è momentaneamente ritirato dall’attività politica) e le posizioni di alcuni elementi del partito, soprattutto nel distretto di Neukölln, sulle politiche di Israele. Sul fronte socialdemocratico, però, ci sono almeno due voci autorevoli pronte a superare queste riserve e a tendere la mano al partito di Eralp, per formare una coalizione progressista e guidare la capitale.
Fra le più autorevoli c’è quella della segretaria dell’SPD di Berlino, nonché senatrice per il Lavoro e gli Affari sociali nell’attuale Senato nero-rosso, Cansel Kiziltepe, che è stata la prima esponente del suo partito a pronunciarsi a favore dei negoziati di coalizione. In una dichiarazione all’agenzia di stampa dpa, Kiziltepe ha affermato che “Il giorno delle elezioni i berlinesi hanno scelto una politica di sinistra” e che “Anche se l’SPD ha subito una netta sconfitta elettorale (L’SPD ha ottenuto, in queste elezioni, il peggior risultato della sua storia, piazzandosi solo al quinto posto con il 12,1%, ndr), i nostri punti in comune con Die Linke e i Verdi sono evidenti” e, di conseguenza “è nostro dovere democratico avviare negoziati di coalizione con queste maggioranze”.
Kiziltepe, che come la candidata di Die Linke Elif Eralp ha origini turche, appartiene all’ala sinistra del partito, mentre il candidato di punta Steffen Krach, che sulla collaborazione con Die Linke ha una posizione più rigida, appartiene a quella moderata. L’SPD è membro di minoranza della coalizione attualmente al governo a Berlino, guidata dalla CDU del sindaco Kai Wegner.
Per Kiziltepe, Berlino ha ora bisogno di un governo stabile, ma anche di un cambiamento politico e nessuna delle due cose si può raggiungere affidando nuovamente la guida della città alla CDU e tanto meno con un governo di minoranza. D’altra parte è vero che i berlinesi, con il voto oltre che negli ultimi anni di sondaggi, hanno bocciato su più fronti il governo Wegner. È altrettanto vero che la governabilità è un presupposto importante per una città-stato come Berlino e che un governo di minoranza rischierebbe di condurre all’immobilismo e all’impossibilità di mettere in atto le riforme.
La senatrice dell’SPD non ha taciuto, tuttavia, sui motivi che spingono molti suoi compagni di partito ad avere riserve su Die Linke, specificando che si aspetta risposte chiare e tolleranza zero sugli episodi di antisemitismo all’interno del partito. Su questo tema, di recente, si sono pronunciati, in una lettera aperta, anche 150 esponenti della comunità ebraica di Berlino.
Il leader degli Juso: “gli scenari apocalittici su una coalizione fra Die Linke, Verdi ed SPD sono esagerati”
Una seconda voce a favore di una coalizione con Die Linke è quella di Philipp Türmer, presidente federale degli Juso, l’organizzazione giovanile dell’SPD. Il ragionamento di Türmer è simile a quello di Kiziltepe: “Berlino è una città progressista e ha bisogno anche di una coalizione progressista”, ha dichiarato il leader dei giovani socialdemocratici alla piattaforma The Pioneer, aggiungendo di ritenere fortemente esagerati tutti gli “scenari apocalittici che ora vengono evocati ovunque nel caso in cui governasse una coalizione rosso-verde-rosso”. Al contrario: un governo con Die Linke e i Verdi gli appare come un’opportunità.

Foto: Fionn Grosse
L’ultimo governo rosso-verde-rosso di Berlino è stato quello che ha preceduto l’attuale esecutivo, ma, in quell’occasione, le posizioni delle due forze “rosse” erano rovesciate: erano infatti i socialdemocratici a contare sul maggior numero di preferenze, mentre Die Linke era il membro di minoranza della coalizione.
Quanto alle accuse di antisemitismo rivolte a Die Linke, Türmer ha specificato di non voler certo ignorarle, ma ha anche aggiunto che per combattere seriamente l’antisemitismo è fondamentale riconoscere che si tratta di un problema sociale trasversale che va oltre “un’associazione distrettuale o un singolo partito”. Ha però riconosciuto, in riferimento all’evento pre-elettorale organizzato dalla sezione di Neukölln, che “Ci sono esponenti della Sinistra a Neukölln che offrono un palcoscenico a rapper antisemiti”. Il presidente degli Juso si è però detto convinto che un’alleanza con Verdi e Die Linke possa chiaramente dimostrare come una politica autenticamente progressista comprenda anche una “tutela incondizionata degli ebrei”.




