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Germania: chi si naturalizza preferisce mantenere la doppia cittadinanza

Uno dei più importanti cambiamenti dell’ultima riforma delle naturalizzazioni in Germania riguarda la possibilità di mantenere la doppia cittadinanza e, a quanto pare, questo aspetto della legge ha intercettato un bisogno reale. In meno di due anni di applicazione, la percentuale di coloro che hanno scelto di avvalersi della possibilità di mantenere il passaporto d’origine si attesta tra l’85% e il 98%, nelle città che hanno reso disponibili i dati.

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La doppia cittadinanza in Germania è passata dall’essere un’eccezione all’essere la regola

La coalizione del governo precedente, composta da SPD, Verdi ed FDP, ha cambiato in modo considerevole le regole per l’acquisizione della cittadinanza tedesca, intervenendo principalmente su due aspetti centrali del processo di naturalizzazione. In primo luogo ha abbassato il numero di anni di residenza legale e continuativa necessari per ottenere la cittadinanza da otto a cinque, in secondo luogo ha introdotto per tutti la possibilità di naturalizzarsi in Germania mantenendo la doppia cittadinanza.

Inoltre, una corsia preferenziale consentiva la naturalizzazione già dopo tre anni per stranieri giudicati particolarmente ben integrati, questa opzione è stata però abolita dall’attuale governo di coalizione tra CDU/CSU ed SPD.

Prima del 2024, la doppia cittadinanza rappresentava l’eccezione: era ammessa per i cittadini dell’Unione europea, e in determinate circostanze particolari, per esempio se il paese d’origine rifiutava la rinuncia alla vecchia cittadinanza. Con la riforma, la logica si è invertita: il mantenimento del passaporto d’origine è diventato la regola. I pochissimi nuovi tedeschi che non hanno mantenuto la doppia cittadinanza dopo la riforma lo hanno fatto o perché apolidi o perché provenienti da paesi che vietano o limitano severamente la pluricittadinanza.

D’altra parte, l’obbligo di rinunciare al passaporto d’origine aveva storicamente scoraggiato una parte consistente degli stranieri residenti in Germania dal presentare domanda di naturalizzazione. Per molti, il legame con il paese d’origine non è solo sentimentale o culturale, ma anche pratico: la libertà di circolazione, l’accesso a diritti successori, la gestione di proprietà immobiliari e la possibilità di lavorare legalmente in entrambi gli Stati sono fattori concreti che rendono la doppia cittadinanza una condizione essenziale della naturalizzazione.

I numeri del 2025: meno domande, molti arretrati

Nel 2025 le domande di naturalizzazione presentate in Germania sono state circa 189.000, con un calo di circa il dieci per cento rispetto all’anno precedente. Berlino ha registrato il volume più alto, con circa 36.100 richieste. Monaco si è posizionata al secondo posto tra le grandi città con circa 17.800 domande, ma è anche quella con l’arretrato più pesante: a inizio maggio risultavano in attesa di decisione oltre 40.200 pratiche.

Le naturalizzazioni effettivamente concluse nel 2024 avrebbero superato quota 300.000, stando ai dati già pubblicati da alcuni Länder e alle ricerche del quotidiano “Welt am Sonntag”. Nel 2025 le nazionalità più rappresentate tra i nuovi cittadini sono state quella siriana, seguita da turca, afghana, iraniana e russa.

I requisiti per ottenere la cittadinanza tedesca

Per accedere alla naturalizzazione occorre dimostrare la padronanza della lingua tedesca, essere in grado di provvedere al proprio sostentamento con redditi propri e aver risieduto in Germania per almeno cinque anni in modo regolare e senza precedenti penali. Sono inoltre richiesti la verifica dell’identità, la conoscenza dell’ordinamento sociale tedesco e l’adesione all’ordinamento liberale democratico. Fa parte dei requisiti anche il riconoscimento della responsabilità storica della Germania per il nazionalsocialismo e le sue conseguenze, con particolare riferimento alla tutela della vita ebraica e, in alcuni Länder, al supporto all’esistenza dello Stato di Israele.

Quali richieste vengono rifiutate?

Prima di ogni decisione sulla naturalizzazione, le autorità competenti inviano una richiesta all’Ufficio per la protezione della Costituzione (Verfassungsschutz), per accertare l’eventuale presenza di segnalazioni legate a estremismo o islamismo. Nel 2025, secondo i dati del Mediendienst Integration, l’Ufficio ha trasmesso informazioni sui richiedenti in meno dell’uno per cento dei casi. Nelle città che hanno raccolto dati specifici, il numero di rifiuti riconducibili a segnalazioni del Verfassungsschutz si è mantenuto nell’ordine di poche unità. In Turingia, ad esempio, l’ufficio regionale disponeva di elementi solo su due dei 4.542 richiedenti esaminati.

In Sassonia-Anhalt, dodici domande sono state respinte per il rifiuto del richiedente di dichiarare il proprio sostegno al diritto all’esistenza di Israele, requisito vigente in quel Land dall’inizio del 2023. Una norma analoga è entrata in vigore nel Brandeburgo a metà del 2025, ma al momento della rilevazione non erano ancora disponibili dati applicativi da quella regione.

Il dibattito politico sulla pluricittadinanza

Non tutte le forze politiche sono d’accordo sulla possibilità di lasciare ai nuovi tedeschi la doppia cittadinanza: AfD propende per limitarla a casi individuali espressamente motivati. All’interno della coalizione di governo, la CDU/CSU si mostra più cauta rispetto al partner SPD: tra le voci più critiche figurano il capogruppo Jens Spahn e il portavoce per la politica interna del gruppo parlamentare dell’Unione, Alexander Throm. Gli argomenti sollevati dagli oppositori ruotano attorno al rischio di conflitti di lealtà e alla formazione di “società parallele”.

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