Merz annuncia la riforma delle pensioni: “quella di base non basterà più, occorreranno integrazioni private”
A poche settimane dal primo anniversario del suo governo, il cancelliere Friedrich Merz ha annunciato il prossimo settore del welfare tedesco al quale spera di apportare tagli drastici: le pensioni. Il cancelliere ha illustrato una visione della previdenza per la vecchiaia che si discosta nettamente dall’impostazione tradizionale, per la quale la pensione minima è in linea di massima sufficiente almeno a garantire la sopravvivenza. Le future generazioni di pensionati non potranno contare su questa sicurezza.
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Intervenendo al ricevimento per il 75° anniversario dell’Associazione bancaria tedesca a Berlino, Merz ha dichiarato che l’assicurazione pensionistica obbligatoria costituirà, al massimo, una copertura di base per la vecchiaia, insufficiente a garantire la sussistenza e un tenore di vita degno. A questa base dovranno affiancarsi, in misura ben più consistente rispetto all’attuale, contributi provenienti da sistemi pensionistici aziendali e privati.
Il cancelliere ha sottolineato che il sistema vigente si regge in gran parte sulla volontarietà, una condizione che il governo intende superare. La coalizione composta da CDU/CSU ed SPD sta lavorando a una riforma strutturale del sistema e una commissione di esperti istituita dal governo presenterà le proprie raccomandazioni entro l’estate, ma, prima ancora che siano stati delineati suggerimenti specifici, la componente socialdemocratica del governo ha già annunciato l’intenzione di opporsi con fermezza a qualsiasi riforma in questo senso.
I tagli alle pensioni rientrano in una riforma drastica dello stato sociale in Germania
Il progetto di Merz sulle pensioni rientra in tutto quell’insieme di misure che il suo governo ha messo in atto fin da quando è entrato in carica e che consistono principalmente in tagli ai costi della spesa sociale. Secondo informazioni provenienti da ambienti della coalizione, riportate da diverse testate tedesche, le prime bozze di questa specifica riforma prevedono che i sussidi scaglionati destinati agli ospiti delle case di cura, erogati in base alla durata della permanenza nelle strutture, per ridurre la quota a carico dei pazienti, aumentino a un ritmo più contenuto rispetto al passato e che quindi il costo dell’assistenza gravi maggiormente sugli assistiti e sulle loro famiglie.
La riforma prevederebbe inoltre anche una revisione dei criteri di accesso ai livelli di assistenza. Per ottenere il riconoscimento della non autosufficienza o per rientrare nei livelli più alti, sarà richiesto un grado di limitazione più elevato. In questo caso, quindi, il risparmio sulla copertura dell’assistenza per le persone non autosufficienti verrebbe operato modificando, in senso restrittivo, la definizione di “persona non autosufficiente”.
Sulla stessa linea si attesta la riforma alla quale sta lavorando il Ministero della Salute guidato da Nina Warken (CDU), che ha lo scopo di risparmiare svariati miliardi di euro nell’ambito dell’assicurazione sanitaria pubblica, non aumentando i contributi, ma riducendo la copertura e introducendo ticket più alti sui farmaci. Il governo federale, parallelamente, ha introdotto dal mese di gennaio nuove possibilità di accantonamento privato per la vecchiaia, sostenute da sovvenzioni statali, per incentivare un numero maggiore di cittadini a costruirsi una previdenza integrativa. Merz ha riconosciuto che i traguardi raggiunti dal governo in termini di risparmio sul welfare non bastano ancora: “Abbiamo ottenuto diversi risultati, ma siamo ben lontani dal poter dire che siano sufficienti”.
L’SPD si oppone alla riforma: la pensione non è assistenza sociale
Le dichiarazioni di Merz hanno innescato una reazione immediata nel partner di coalizione. Il segretario parlamentare dell’SPD Dirk Wiese ha ricordato che milioni di lavoratori hanno versato nell’assicurazione pensionistica il frutto del proprio lavoro, e che i cittadini hanno il diritto di ricevere, al termine della vita lavorativa, una pensione adeguata. “Si tratta davvero di una questione su cui non siamo disposti a scendere a compromessi”, ha dichiarato Wiese su RTL e NTV.

Foto: EPA/RAINER KEUENHOF / POOL
Il segretario generale dell’SPD Tim Klüssendorf ha definito inaccettabile l’affermazione sulla pensione di base, annunciando sulla rivista Der Spiegel una resistenza decisa da parte della componente socialdemocratica del governo. Anche il capogruppo Matthias Miersch ha aggiunto di non riconoscersi nel concetto di pensione di base, precisando che la pensione in Germania non è assistenza sociale.
Dall’interno della CDU, il deputato Steffen Bilger ha difeso la posizione del cancelliere, sostenendo che Merz ha ragione nell’evidenziare come per molti la sola pensione legale non sarà sufficiente a mantenere il tenore di vita desiderato.
Merz ha annunciato che tornerà a confrontarsi seriamente con i socialdemocratici, aspettandosi che questi sciolgano i blocchi che si sono ripetuti nelle ultime settimane e nei mesi precedenti.




