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Caro benzina in Germania. Merz: l’antitrust chiede spiegazioni all’industria petrolifera

In Germania il caro benzina è uno dei temi più dibattuti del momento, viste le oscillazioni causate dal conflitto in Iran, e si torna a parlare dell’Autorità federale antitrust, che si starebbero muovendo per ridurre l’impennata dei prezzi.

Il cancelliere Friedrich Merz ha tuttavia chiarito che gli effetti non saranno immediati, mentre l’opposizione mette in discussione l’efficacia stessa degli strumenti adottati.

Germania, caro benzina sotto esame dell’antitrust

Nello specifico, il 1° aprile l’Antitrust tedesco, guidato da Andreas Mundt, ha inviato una prima lettera all’industria petrolifera con l’esplicita richiesta di spiegazioni sulle ragioni del rapido e netto aumento dei prezzi dei carburanti in Germania.

Il giorno successivo è inoltre partita una seconda comunicazione, indirizzata alle raffinerie. Anche in questo caso, l’obiettivo è individuare i fattori che determinano l’incremento dei prezzi e comprendere dove si concentrino le responsabilità lungo la filiera. Non è stato indicato un termine per le risposte.

Tempi lunghi e limiti dell’intervento sui prezzi

Chi spera in conseguenze rapide a seguito di questa iniziativa, però, è destinato a restare deluso, perché l’antitrust tedesco non dispone di strumenti per intervenire in modo diretto. A spiegarlo è stato lo stesso Mundt: nessuna autorità garante della concorrenza può ridurre i prezzi con un semplice intervento, nemmeno nel settore petrolifero.

I procedimenti potranno dunque essere avviati sulla base delle nuove norme, ma seguiranno comunque percorsi formali e tempi compatibili con il quadro giuridico. Il risultato, almeno nel breve periodo, resta dunque incerto.

Possibili conseguenze per le compagnie petrolifere

Se dalle verifiche dovessero emergere aumenti ritenuti ingiustificati, si aprirebbe un altro scenario e il cancelliere Merz ha indicato due possibili sviluppi: una riduzione dei prezzi e un intervento sui profitti considerati eccessivi, con prelievi su guadagni non giustificati.

Le critiche dell’opposizione

Dal fronte politico arrivano valutazioni diverse e un certo scetticismo da parte dell’opposizione. Nina Scheer (SPD), ad esempio, sostiene che le compagnie petrolifere dovrebbero già adesso fornire adeguate spiegazioni in modo proattivo, “e non solo dopo aver ricevuto lettere dall’Autorità antitrust”.

Anche Christian Görke, esperto di politica finanziaria della Linke, giudica l’azione dell’antitrust troppo prudente e sottolinea come, nel frattempo, le speculazioni alle stazioni di servizio continuino, creando nervosismo e incertezza sulle prossime oscillazioni dei prezzi alle stazioni di servizio.

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