Le conseguenze di WikiLeaks: dal 19 al 22 marzo importante evento del Disruption Network Lab

Dal 19 al 22 marzo si terrà la trentasettesima conferenza del Disruption Network Lab, intitolata Exposing Crimes Is Not A Crime: The Real-World Consequences of WikiLeaks (trovate qui il programma, tutte le informazioni e come prenotare i biglietti).
L’evento si terrà presso il teatro HAU Hebbel am Ufer (HAU 1), a Kreuzberg, e lo Stadtwerkstatt, a Mitte.
Le conseguenze concrete di WikiLeaks: il Disruption Network Lab affronta il tema
Al centro della conferenza c’è un nodo preciso: le conseguenze concrete del lavoro di WikiLeaks. Il 2026 segna infatti il ventesimo anniversario della sua fondazione, e questo incontro internazionale si propone di analizzarne l’eredità, il peso culturale e gli effetti tangibili su politica e società, dopo anni in cui le sue rivelazioni hanno portato alla luce meccanismi opachi di potere.
In questa occasione, per quattro giorni, si riuniranno a Berlino membri di WikiLeaks, giornalisti d’inchiesta, avvocati, artisti, attivisti e rinomati whistleblower.
Alla luce degli attuali conflitti politici globali, è ora più importante che mai discutere argomenti come la guerra, la sorveglianza, la secrecy e nuove vie di attivismo e resistenza.

Ospiti di rilievo internazionale, da Stella Assange a John Kiriakou
Tra gli speaker, che sono tanti e tutti degni di essere ascoltati, spiccano Stella Assange, avvocata e attivista di rilievo internazionale nota per il suo impegno nella battaglia legale legata al marito Julian Kristinn Hrafnsson, giornalista investigativo islandese e caporedattore di WikiLeaks, Lisa Ling, ex membro dell’aeronautica degli Stati Uniti e John Kiriakou, ex ufficiale della CIA che ha rivelato pubblicamente l’uso della tortura nei programmi di interrogatorio dell’agenzia, diventando uno dei whistleblower più noti degli ultimi anni.
Un’occasione rara per partecipare
La conferenza è curata da Tatiana Bazzichelli, autrice dell’antologia Whistleblowing for Change e fondatrice del Disruption Network Lab, che da anni costruisce spazi di confronto tra tecnologia, arte e politica.
Per chi segue questi temi, o per chi vuole iniziare a capirli davvero, si tratta di un’occasione rara. Non tanto per ascoltare, ma per entrare in contatto diretto con chi queste storie le ha vissute.
In effetti, è proprio questo il punto. Non capita spesso di avere accesso a una conferenza in cui le figure centrali del dibattito globale sulla trasparenza e sulla libertà di informazione si trovano nello stesso luogo, per più giorni, disponibili al confronto. Insomma, vale la pena esserci.




