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Berlino: benedizione per un gruppo poliamoroso. “Sono sposati davanti a Dio”

Durante un festival dedicato ai matrimoni pop-up nella capitale tedesca, una pastora della chiesa evangelica di Berlino ha benedetto il suo “primo matrimonio poliamoroso”, scatenando un acceso dibattito sui social. L’officiante ha infatti celebrato l’unione fra quattro uomini.

L’episodio si è verificato a Berlino-Kreuzberg, nell’ambito di un evento nel quale la chiesa evangelica offre la possibilità di ricevere una benedizione della propria relazione amorosa senza prenotazione. Quest’anno, l’evento è stato organizzato come “Pride Edition” ed era rivolto specificamente alle persone queer. I quattro protagonisti si sono presentati e hanno chiesto di celebrare la loro unione poliamorosa.

La cerimonia e le parole della pastora: “c’è amore fra loro, sono convinta che siano davvero sposati davanti a Dio”

Lena Müller, religiosa con quasi 8000 follower sul suo profilo Instagram @metablabla, ha documentato l’evento attraverso immagini e un video, in un post successivamente rimosso. “Si vedeva subito che c’era molto amore tra loro”, ha spiegato Müller “perché Dio dovrebbe opporsi al fatto che siano quattro invece di due?”

I quattro giovani hanno scelto di celebrare la loro unione con il versetto biblico “L’amore non viene mai meno”. Secondo quanto riferito da Müller, già durante il colloquio preliminare era emersa la natura della loro relazione. Cordialità, generosità, apertura nel loro poliamore hanno convinto non solo la pastora, ma l’intero team religioso presente all’evento.

La pastora ha poi condiviso con il quotidiano Neue Osnabrücker Zeitung una precisazione tecnica: non è stato possibile, ha dichiarato, registrare l’unione nel registro parrocchiale, poiché questo è possibile solo in presenza di un matrimonio civile già regolarmente contratto, cosa impossibile in questa configurazione, poiché il matrimonio, in Germania, è riconosciuto solo fra due persone. “Ma sono comunque convinta che si siano davvero sposati davanti a Dio”, ha commentato.

Il quadro normativo tedesco: il matrimonio civile poliamoroso non è legale

La Germania distingue nettamente tra poliamore e poligamia. Le relazioni amorose che coinvolgono più persone sono lecite nell’ambito privato e informale. I matrimoni civili tra più di due individui restano vietati.

La cerimonia celebrata dalla pastora Müller non possedeva quindi alcun valore legale. Si è trattato esclusivamente di un atto di benedizione religiosa, privo di riconoscimento civile o canonico formale. Internamente, Müller ha riferito di non aver incontrato ostacoli per la cerimonia. Solo alcuni commenti negativi su Instagram avevano attirato la sua attenzione nei giorni successivi.

La reazione della chiesa evangelica: difende la pastora ma ribadisce “il matrimonio religioso è fra due persone”

La Chiesa evangelica di Berlino-Brandeburgo-Alta Lusazia slesiana (EKBO) ha diffuso una comunicazione ufficiale sui social media. L’istituzione si è schierata al fianco della pastora, duramente attaccata online. “Siamo sconvolti dall’odio che le viene rivolto”, recita il messaggio. L’organizzazione ha condannato con fermezza le aggressioni digitali subite dalla religiosa.

Parallelamente, però, l’EKBO ha pubblicato una “precisazione sulla discussione pubblica relativa al cosiddetto ‘matrimonio poliamoroso'”. La cerimonia, si legge nel messaggio, non costituiva un matrimonio religioso.

Il vescovo Christian Stäblein ha ribadito la posizione ufficiale della Chiesa evangelica di Berlino-Brandeburgo-Alta Lusazia slesiana, che celebra esclusivamente l’unione di coppie già sposate civilmente. “Le accuse di poligamia in questo contesto sono infondate e prive di fondamento”, ha dichiarato.

L’EKBO ha preso pubblicamente le distanze da “atti di benedizione presentati come matrimoni, che dovrebbero unire più di due persone attraverso l’amore”. L’organizzazione ha ribadito che matrimoni e cerimonie nuziali rappresentano forme che benedicono due persone davanti a Dio.

La cerimonia condotta da Müller “non era un matrimonio o una cerimonia nuziale ecclesiastica”, ha precisato la Chiesa.

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