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Anziani truffati a Berlino da finte poliziotte: sottratti beni per 225.000 euro

A Berlino, tre donne sono accusate di aver raggirato persone anziane, sottraendo loro denaro contante, gioielli e altri beni preziosi. Secondo la procura di Berlino, si spacciavano per agenti di polizia, utilizzando una tecnica sempre più diffusa tra i truffatori, negli ultimi anni.

Il metodo sfrutta la paura e la vulnerabilità delle persone più anziane, che vengono contattate telefonicamente e convinte ad affidare i propri averi a finti investigatori, allo scopo di “metterli al sicuro”.

Come agivano le finte poliziotte

Le donne, una 41enne e una 22enne turche e una 28enne turco-tedesca avrebbero contattato le potenziali vittime sostenendo che il loro patrimonio fosse a rischio di furto e convincendole ad affidare contanti e preziosi a sedicenti agenti di polizia.

Sempre secondo la procura, tra il 10 aprile e il 22 maggio 2025 le tre donne avrebbero preso di mira diverse persone anziane in questo modo. In cinque casi, la 28enne avrebbe svolto il ruolo di “investigatrice”, a volte accompagnata dalla 22enne. In un’occasione, sarebbe riuscita a farsi consegnare da un 73enne 41.000 euro in contanti e una collezione di monete dal valore stimato di 40.000 euro.

Un danno da oltre 200.000 euro

In un altro caso, le vittime avrebbero consegnato monete d’oro e gioielli per un valore di 11.000 euro. Complessivamente, la quantità di denaro sottratto ammonterebbe a circa 225.000 euro.

Le autorità accusano inoltre la 28enne e la 22enne di aver pianificato, insieme alla complice 41enne, di ricevere altri 100.000 euro in contanti da un’altra potenziale vittima. Fortunatamente, in questo caso, l’anziano si è insospettito e ha contattato la polizia. Gli agenti, già allertati, hanno arrestato le tre donne al momento della consegna.

Il 23 maggio 2025 sono stati emessi i mandati di arresto per tutte e tre. Attualmente, due delle imputate si trovano in custodia cautelare, mentre la 41enne è in libertà provvisoria.

Il caso delle bande con base in Turchia

Secondo gli inquirenti, le tre donne farebbero parte di una banda con base in Turchia. Si tratterebbe di un sistema ben organizzato, in cui i truffatori si fingerebbero familiari, poliziotti o avvocati per estorcere denaro agli anziani, spesso sfruttando il noto “trucco del nipote”, che fa credere alle vittime che un parente (spesso un nipote, appunto), sia detenuto in un Paese straniero e possa essere liberato solo versando una somma di denaro. Le chiamate partono dalla Turchia verso la Germania e secondo la polizia di Istanbul questi truffatori parlano spesso perfettamente tedesco, essendo spesso nati lì e in possesso della doppia cittadinanza.

Nel maggio 2025, una vasta operazione della polizia turca ha portato all’arresto di numerosi membri di queste bande a Istanbul, Izmir e Sakarya. Tra loro anche un 35enne legato agli Hells Angels di Berlino e coinvolto in un precedente omicidio.

Come proteggersi dalle truffe telefoniche

I consigli della polizia tedesca

Le autorità hanno diffuso una serie di raccomandazioni per evitare di cadere vittima di queste truffe:

  • La polizia non chiede mai denaro per telefono
  • Non fornire mai informazioni sulla propria situazione finanziaria durante una chiamata
  • In caso di dubbi o pressioni, chiudere immediatamente la comunicazione
  • Non consegnare mai denaro o oggetti di valore a sconosciuti

Un ulteriore consiglio utile è quello di abbreviare il proprio nome nel registro telefonico. Questo rende più difficile per i truffatori identificare potenziali vittime. Le modifiche possono essere richieste al proprio operatore telefonico oppure tramite il modulo disponibile sul sito ufficiale della polizia.

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