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Visite obbligatorie ai memoriali dell’olocausto per gli studenti, la proposta della Ministra tedesca

La ministra tedesca dell’Istruzione Karin Prien (CDU) si è espressa a favore delll’introduzione di visite obbligatorie presso i memoriali dei campi di concentramento all’interno dei percorsi formativi scolastici in tutta la Germania. La proposta prevede l’inserimento di tali esperienze educative nei curricula didattici, da accompagnare un adeguato supporto pedagogico.

Prien ha illustrato la sua posizione al gruppo editoriale Funke Mediengruppe, sottolineando come i siti commemorativi e l’approfondimento delle vicende personali delle vittime contribuiscano allo sviluppo dell’empatia. La ministra ha precisato che l’efficacia di questi percorsi dipende dalla loro integrazione in un progetto educativo strutturato, altrimenti rischiano di produrre scarsi risultati.

Prien: visite obbligatorie ai memoriali con supporto pedagogico, per capire come nascono l’odio e la discriminazione

Secondo la responsabile del dicastero dell’Istruzione, la semplice visita a un memoriale non garantisce automaticamente la formazione di una coscienza antifascista o democratica. L’obiettivo consiste nel comprendere i meccanismi che hanno reso possibili tali eventi storici. Prien ha evidenziato che la dittatura nazionalsocialista e lo sterminio degli ebrei non hanno avuto origine ad Auschwitz, ma sono scaturiti da un processo graduale di negazione del riconoscimento, disumanizzazione e spoliazione.

La ministra ha inoltre indicato la necessità di intensificare l’impegno dei giovani nell’esplorazione della propria storia familiare. Considerata la progressiva diminuzione dei testimoni diretti, l’incontro con i discendenti delle vittime rappresenta una modalità alternativa da sviluppare.

L’attività formativa potrebbe, auspica Prien, estendersi oltre l’ambito scolastico, includendo associazioni e organizzazioni giovanili. Prien ha osservato che l’apprendimento della difesa degli altri e dell’assunzione di responsabilità personali, che i giovani possono apprendere facendo parte di organizzazioni come gli scout, fornisce maggiori strumenti di protezione contro il fascino di ideologie disumane.

Molti tedeschi non vogliono più parlare della Shoah

I dati emersi dalla ricerca “Gedenkanstoß MEMO”, diffusa ad aprile, mostrano che oltre un terzo degli intervistati ritiene opportuno chiudere definitivamente il capitolo storico del nazismo. Un sondaggio successivo della Fondazione Bertelsmann, pubblicato a maggio, ha rilevato che il quarantacinque per cento dei cittadini tedeschi condivide questa prospettiva, percentuale che sale al sessantatré per cento tra i simpatizzanti di AfD.

La Ministra Prien è la prima personalità di governo tedesca la cui biografia personale presenti collegamenti diretti con la persecuzione nazista. I suoi nonni erano infatti¡ entrambi di origine ebraica e le bisnonne furono uccise nei campi di concentramento. 

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