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Berlitaliani, Consigli su Berlino da gente che ci vive: Iacopo Buonaguidi

Questa è una rubrica di consigli atipici su Berlino, nel senso che abbiamo fatto una serie di domande sulla città a italiani che ci vivono e che noi riteniamo molto interessanti. Hanno età e storie diverse e si muovono in vari ambiti professionali, ma sono tutti accomunati da un approccio originale alla vita e dalla loro profonda conoscenza di una città che cambia per ciascuno e alla fine è unica per tutti. Mettetevi comodi e rilassatevi, quindi. State per attraversare una Berlino diversa, la Berlino dei connazionali che ne conoscono ogni piega. Questa è Berlitaliani.

Iacopo Buonaguidi

Presentazione

Nome: Iacopo Buonaguidi
Professione: Guida turistica e divulgatore culturale. Sono il co-direttore della cooperativa di guide di Berlino Vive Berlin Tours e di GUIDEinTOUR, un’impresa nata appositamente per accompagnare i visitatori italiani alla scoperta di questa incredibile città.

Da quanto tempo sei a Berlino: quasi maggiorenne… ad agosto 2024 compirò di 18 anni di vita a Berlino. E pensare che sono venuto con una borsa di studio per soli sei mesi 🙂

Cosa ami di Berlino

La sua fervente vita culturale e come la città sia riuscita a rinascere e reinventarsi dopo la caduta del Muro. Oggi è una delle città più innovative d’Europa senza però dimenticare il suo passato attraverso le pagine più tragiche del Novecento. Una città proiettata in avanti ma con la consapevolezza di ciò che è stata. Un mix perfetto per chi ha studiato storia come me.

Cosa odi di Berlino

Il fatto che mi fa sentire “anziano”. La città cambia velocemente, ad esempio, con il Tour della Berlino Alternativa visitiamo il Tacheles, quando sono arrivato a Berlino era mecca per artisti e icona del lato alternativo e un po’ anarchico della città, oggi sono loft di lusso con bar e negozi in stile Dubai.

Posto preferito per mangiare

Il Papa Pane di Sorrento. Dopo tanti anni a Berlino a volte si sente proprio la mancanza di un buon piatto di pasta e in questo ristorante ci si sente a casa.


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Posto preferito per rilassarsi (escluso il divano di casa!)

Qua c’è da fare una distinzione fra estate e inverno. In estate, senza dubbio, l’ombra di una delle poche querce secolari del Tiergarten sopravvissute alla Seconda guerra mondiale. In inverno, il sofà davanti al camino acceso della birreria Dieselhaus a Mitte.

Posto preferito per divertirti

Io amo il lavoro che faccio, accompagnare le persone alla scoperta di questa città e dei suoi moltissimi particolari nascosti mi regala grandi emozioni e mi fa dimenticare che si tratta di un lavoro. Quindi… i miei tour!

Posto preferito per la cultura

La Staatsbibliothek a Potsdamer Platz. Ho passato moltissime ore della mia vita in quella biblioteca, prima come studente, poi come ricercatore.

Posto preferito per lo sport

Anche qua la storia si fonde con la stravagante Berlino di oggi: amo scalare e a Berlino, se vai al parco Humboldthain, puoi farlo in una grande parete di cemento armato che è quel che resta del bunker della Flakturm, una delle torri di contraerea che difendevano Berlino dai bombardamenti alleati durante la Seconda guerra mondiale.

Passeggiata ideale

Lungo le sponde del fiume Sprea, tra il Reichstag e il quartiere di Charlottenburg. La vista che regala il fiume dalla sua sponda è meravigliosa.

Distretto preferito

Quello dove vivo, Mitte. Per un sacco di ragioni, essendo il più centrale raggiungi facilmente tutti i vari quartieri di Berlino, inoltre offre una miriade di ristoranti, musei, negozi di tutti gli stili e di ogni dove ed è un quartiere altamente innovativo.

Il luogo di Berlino dove hai vissuto il momento più bello (se ti va di raccontarcelo!)

Certo che mi va, però ho bisogno di qualche linea di testo in più per spiegarlo, perché potrebbe sembrare alquanto strano: il luogo di Berlino dove ho vissuto uno dei momenti più belli è il Memoriale del campo di concentramento di Sachsenhausen.

Quando ho iniziato a fare la guida in quel luogo non c’era nessuna traccia e memoria degli italiani che vi erano stati deportati. Durante il periodo del Covid, improvvisamente il lavoro di guida si è interrotto ed insieme a due colleghi, abbiamo intrapreso una ricerca. La storia degli italiani a Sachsenhausen era stata dimenticata, come fosse finita in un cassetto. Con questa ricerca siamo riusciti a ridare loro un nome e a creare una lista di chi vi è stato deportato, di chi poi è sopravvissuto e anche di chi, drammaticamente, vi ha perso la vita. La ricerca ha portato alla messa in posa di una targa commemorativa nel campo, ed ha poi preso forma con il libro “Gli italiani di Sachsenhausen” e con un documentario visibile su RaiPlay.

Durante la cerimonia di inaugurazione della targa, e questo è uno dei momenti più belli che ho vissuto a Berlino, si è avvicinato il figlio di un deportato e abbracciandomi in lacrime mi ha detto che per lui, grazie al nostro lavoro, quella targa, era la tomba che suo padre non aveva. Proprio in un luogo così tremendo ho avuto l’opportunità di incontrare persone meravigliose, che sono diventate amiche e considero parte della mia storia personale.

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