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Gli edifici più brutti di Berlino: mostri architettonici dal centro alla periferia

Su queste pagine, di solito, vi parliamo dei posti più belli da visitare a Berlino e nel resto della Germania, che sono senza dubbio numerosi. Oggi, però, vogliamo fare qualcosa di diverso, proponendovi un “tour” degli edifici più brutti di Berlino: eco-mostri e grattacieli, strutture alienanti che per qualcuno hanno un certo fascino “mostruoso” e per altri dovrebbero semplicemente sparire, lasciando spazio a edifici più gradevoli o magari più sostenibili o più adatti ai nostri tempi.

D’altra parte, Berlino è una città complessa, che ci interessa soprattutto capire. Qui si mescolano stili molto diversi, frutto della storia unica e a tratti drammatica di questa città, che è stata quasi completamente rasa al suolo a metà del secolo scorso e che ha saputo reinventarsi, ma lo ha fatto spesso in modo sporadico e “disordinato”. Oggi qui si trovano edifici modernisti e brutalisti, architetture “classiche” dell’ovest abbinate ai grandi prefabbricati dell’est. In questa selva, ogni tanto, emergono edifici che, a voler essere gentili, avrebbero potuto essere pensati e realizzati (molto) meglio. Eccone alcuni.

Gli edifici più brutti di Berlino (secondo noi)

Centro commerciale Eastgate a Marzahn

Foto: Lukas Beck, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

La carrellata dei mostri non poteva che aprirsi con un grande centro commerciale (e non sarà l’ultimo edificio della categoria in questa lista, anche perché raramente i centri commerciali sono belli a vedersi, dal punto di vista architettonico). L’Eastgate Mall di Marzahn ha la pecca di non essere solo brutto, ma di essere brutto con delle pretese e senza neanche la scusa di essere stato costruito negli anni della DDR, come molti altri edifici del quartiere. Questo “tempio” dello shopping dell’est è stato infatti edificato nel 2005 e la curiosa “onda” di cemento che lo caratterizza ha tutta l’aria di voler dare un’impressione di leggerezza e movimento, senza riuscirci. Pochi edifici al mondo, probabilmente, trasmettono un’idea di peso e ingombrante staticità come questo mastodonte che sembra caduto per caso sulla Marzahner Promenade.


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Il Pallasseum

Foto: Gunnar Klack, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

Nessuna lista degli edifici più brutti di Berlino potrebbe mai dirsi completa senza il Pallasseum, che si può tranquillamente descrivere come “l’angoscia fatta palazzo”. Il nome è “ufficiale” e si usa per indicare questa mostruosità, situata sulla Pallasstraße di Schöneberg. Si tratta di un condominio quasi “gemello” di tantissimi altri complessi-alveare che abbiamo visto in quasi tutte le città del mondo. Il Pallasseum sorge nel punto che un tempo ospitava il Palazzo dello Sport di Berlino, nel quale si tennero alcune delle più infami adunate del regime nazista e qualcuno ha speculato sul fatto che ospitare una struttura di inenarrabile bruttezza sia una sorta di “punizione” che questo luogo geografico si è meritato, per aver un tempo offerto un palco a Goebbels e alle sue invocazioni di una “guerra totale”.

Questa pessima idea di cemento, a dirla tutta, è addirittura un edificio protetto, sotto tutela monumentale, sia per il fatto di essere stato costruito sopra un bunker e sia perché è un esempio perfetto dello stile brutalista. Ve ne abbiamo parlato qui.

Lo “Spree-Dreieck”

Foto: Neuköllner, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

State passeggiando per Friedrichstraße, felici di godervi i lussi del centro di Berlino, i negozi di marca, i ristoranti di alta cucina, la moda e alcune delle più fornite librerie della città, quando, tutto a un tratto, vi trovate di fronte a un blocco grigio scuro, composto da elementi verticali, che sembra il covo di un nemico di Batman. Cosa è successo? Nulla, siete solo arrivati alla stazione di Friedrichstraße e al cosiddetto “triangolo della Sprea”. Anche in questo caso l’edificio, che il quotidiano FAZ, all’epoca della sua costruzione, definì una “cattiveria ignorante”, pecca soprattutto per il fatto di avere delle pretese.

È un complesso di uffici colossale, che probabilmente aveva l’ambizione di dare un senso di movimento e tensione verso l’alto, ma che riesce solo a risultare goffo, soffocante e soffocato, mal inserito in un angolo di Berlino che è ricchissimo di storia, ma che è anche già parecchio “affollato”. L’effetto è quello di un pugno nell’occhio al passante e una sensazione di sovraffollamento visivo che fa venire voglia di allontanarsi il più in fretta possibile.

L’East Side Mall

Foto: Fridolin freudenfett, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

La zona intorno alla stazione della metropolitana di Warschauer straße non si può definire “bella” in senso classico, ma ha un suo fascino urbano un po’ decadente, con la East Side Gallery e l’Oberbaumbrücke da un lato, il ponte di Warschauer con vista su un “oceano urbano” che ha un che di romantico e la vibrante vita notturna di Friedrichshain a pochi passi.

A un certo punto, in questo panorama, è atterrata una nave spaziale a forma di scatola da scarpe, nella quale è possibile fare shopping. Difficile definire in altro modo il parallelepipedo scuro con tentativi falliti di dinamismo e la facciata tagliata in orizzontale dalle insegne dei negozi che vi si troveranno all’interno. Questo errore da duecento milioni di Euro è stato inaugurato nel 2018 e, all’inizio, era perfino difficile arrivarci, poiché non era accessibile dal ponte (dove scorre la maggior parte del traffico pedonale), ma si rendeva necessario un complicato percorso con numerose scale per arrivare all’ingresso. Dal 2019, chi proprio ci tiene può accedere anche dal Warschauer Brücke. C’è anche da dire che il primato di “edificio più brutto del quartiere”, per l’East Side Mall, è durato poco, perché proprio accanto al centro commerciale è iniziata quasi subito dopo la costruzione del nuovo grattacielo Amazon.

Il Bierpinsel

Foto: Theo Schacht, GFDL <http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html>, via Wikimedia Commons

Anche del “Pennello da Birra” abbiamo già parlato. E, poverino, ci è anche simpatico, ma non si può negare che sia invecchiato male. Questo edificio è l’equivalente architettonico dei maglioncini a coste aderenti e con il collo alto: c’è stato un tempo in cui era sembrata una buona idea, ma quel tempo è finito e non se ne prevede, per il momento, il ritorno. Certo, negli anni ’70 il suo stile doveva sembrare pop, modernissimo, futuristico e perfino divertente. Oggi, vederlo è come entrare in un appartamento moderno e scoprire che ha la carta da parati con una stampa optical. La sua è una “bellezza” fuori tempo massimo, che, secondo i canoni contemporanei, ci appare sgraziata, goffa, insensata. Se non altro, chi si arrampica nella sua parte superiore gode ancora di una vista eccezionale sulla città

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