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Proteste in massa contro il governo tedesco: a gennaio si teme la paralisi del Paese

Per il governo tedesco il 2024 inizia male, in linea con le tensioni attraversate già nell’arco del 2023 e legate alla gestione di questioni critiche come la legge sul riscaldamento e la manovra di bilancio bocciata dalla Corte costituzionale tedesca. Su tutto questo incombono le proteste di categoria, in primis quella annunciata dagli agricoltori per l’8 gennaio, a causa dei tagli ai sussidi e alle esenzioni fiscali di categoria previsti dalla legge di bilancio.

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Gli agricoltori intendono bloccare le strade con i loro trattori e stanno inoltre cercando di allargare la protesta ad altri settori ugualmente colpiti dalle misure del governo, come quello degli autotrasportatori, degli artigiani e dei ristoratori. “Dal 09 gennaio saremo presenti ovunque, in un modo che questo Paese non ha mai visto” ha annunciato Joachim Rukwied, presidente dell’Associazione agricoltori tedeschi (DBV). La protesta si concluderà il 15 gennaio a Berlino, con una grande manifestazione conclusiva.


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Anche il sindacato dei macchinisti (GDL) ha annunciato nuovi scioperi a partire dall’8 gennaio. Il presidente del sindacato, Claus Weselsky, ha parlato di “un’azione più lunga, più dura e più forte”, che potrebbe paralizzare i trasporti ferroviari per diversi giorni e colpire milioni di viaggiatori. A motivare la protesta, che va avanti da tempo, ci sono richieste finora rimaste insoddisfatte e relative ad aumenti salariali, più un bonus per l’inflazione.

il governo si indebiterà Lindner
Christian Lindner, ottobre 2022. Photo credits: EPA-EFE/HANNIBAL HANSCHKE

Anche le associazioni sociali sono sul piede di guerra contro i piani di austerity del governo, che pur salvaguardando l’aumento del reddito di cittadinanza, prevedono tagli alla sanità, alle pensioni e ai sussidi ambientali e ritengono che le misure adottate finiranno per colpire le fasce più deboli della popolazione, creando, in questo modo, i destinatari dei sussidi di domani.

Si avvicinano intanto tre delicate tornate elettorali

La debolezza della coalizione di governo, formata da socialdemocratici, liberali e Verdi, emerge anche dai sondaggi, che vedono crollare i consensi per Scholz e per i Verdi. Salgono invece le quotazioni dei conservatori della CDU/CSU e del nuovo partito di Sahra Wagenknecht, che si è sganciata dalla Linke per dare impulso a un nuovo soggetto politico, che potrebbe sottrarre ulteriori voti a socialdemocratici e Verdi.

espulsione Sahra Wagenknecht premio carlo magno
Sahra Wagenknecht
Foto: EPA-EFE/OMER MESSINGER

Nel 2024 sono inoltre in programma tre delicate tornate elettorali negli stati federali del Brandeburgo, della Sassonia e della Turingia e i sondaggi sono impietosi con i partiti di governo, che registrano percentuali bassissime. In Turinga e Sassonia, peraltro, il partito di ultradestra Alternativa per la Germania potrebbe risultare addirittura il primo partito.

Tre sconfitte potrebbero essere fatali per la tenuta dell’alleanza di governo, già provata da mesi di tensioni interne. Anche per questo, all’opposizione, c’è chi spinge per elezioni anticipate a giugno, sfruttando la concomitanza con il voto per il rinnovo del Parlamento Europeo.

Insomma, il 2024 si preannuncia una vera e propria prova del fuoco per l’esecutivo di Scholz. Tra proteste di piazza e batoste elettorali, il governo fronteggia il rischio di naufragare prima della fine della legislatura e la Germania potrebbe trovarsi di fronte all’inedita prospettiva di una nuova tornata elettorale, che potrebbe rimescolare gli equilibri  interni e inaugurare una nuova stagione politica nel Paese.

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