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La Germania conferma il finanziamento al soccorso civile in mare fino al 2026

Il Ministero degli Esteri tedesco ha recentemente smentito le voci che circolavano riguardo all’intenzione di interrompere il finanziamento delle ONG che soccorrono i migranti nel Mediterraneo. Contrariamente a quanto riportato dal tabloid Bild, il governo tedesco non interromperà i pagamenti nel 2024, ma continuerà a finanziare il soccorso civile in mare, come inizialmente previsto, fino al 2026.

Smentita notizia della Bild: il soccorso civile in mare sarà finanziato come previsto fino al 2026

La Bild aveva pubblicato la notizia citando fonti della commissione bilancio del Bundestag, affermando che la Cancelleria federale era contraria a ulteriori pagamenti e che il Ministero degli Esteri condivideva questa posizione. Tuttavia, Un portavoce del Ministero degli Esteri ha smentito queste affermazioni, definendole “non corrette” durante un’intervista all’emittente ARD Hauptstadtstudio e ha chiarito che solo a causa di un errore tecnico, i fondi di bilancio previsti per il 2024 non erano stati esplicitamente inseriti nella bozza del bilancio. Nessun cambio di rotta, quindi: il finanziamento del salvataggio in mare continuerà regolarmente fino al 2026, così come da approvazione del Bundestag.

Scholz: “la risoluzione è del Bundestag, non del governo”

Il cancelliere Olaf Scholz (SPD) ha in qualche modo preso le distanze dai finanziamenti pubblici per il salvataggio dei rifugiati in mare da parte delle organizzazioni umanitarie. Durante una conferenza stampa dopo un vertice informale dell’UE a Granada, Scholz ha risposto ad alcune domande in merito, sottolineando che i fondi sono stati approvati dal Bundestag, il Parlamento tedesco, e non dal governo federale. Ha anche affermato di non aver personalmente fatto richiesta di questi finanziamenti e ha enfatizzato che questa era la sua opinione personale.


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Il conflitto sui finanziamenti per il soccorso civile in mare ha portato a tensioni diplomatiche, in particolare con l’Italia. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva espresso il suo dissenso riguardo ai finanziamenti in una lettera indirizzata proprio a Scholz. Questo aiuto finanziario aveva anche complicato i negoziati sulla riforma del sistema europeo di asilo, poiché Roma ha fatto sapere di considerare un’ingerenza illegittima il fatto che il governo tedesco finanzi organizzazioni umanitarie coinvolte non solo nel Mediterraneo, ma anche sul territorio italiano.

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