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Sinistra tedesca contro i colossi immobiliari: “Vanno espropriati!”

Vonovia, che attualmente è la maggiore società immobiliare in Germania, ha bloccato la costruzione di 60.000 appartamenti e la Linke insorge, unendosi a quella parte dell’opinione pubblica che vorrebbe che i grandi gruppi immobiliari venissero espropriati.

Questi colossi sono accusati da molti di voler solo speculare in un momento di gravissima crisi degli alloggi e di perseguire una politica meramente orientata al profitto, calpestando in questo modo un diritto fondamentale, che è quello all’abitazione. Nel 2021, a Berlino, il 56,4% dei votanti si è espresso proprio a favore dell’esproprio, dando un chiaro segnale ai fautori dell’iniziativa “Espropriare Deutsche Wohnen & Co.” e al governo cittadino.

La co-leader della sinistra: “Colossi come Vonovia andrebbero espropriati!”

L’annuncio di Vonovia di voler mettere in pausa la costruzione dei 60.000 appartamenti in questione è stato motivato citando gli elevati tassi di interesse e i costi di costruzione, ma la co-leader del partito di sinistra “die Linke”, Janine Wissler, ha protestato senza mezzi termini, arrivando a dichiarare al quotidiano Berliner Zeitung che gruppi come Vonovia dovrebbero essere espropriati e divenire proprietà pubblica o senza scopo di lucro. 


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Wissler ha sottolineato che Vonovia rappresenta un esempio eclatante del fallimento del mercato immobiliare. “È chiaro che abbiamo bisogno di più alloggi, soprattutto di alloggi a prezzi accessibili, ma la più grande società immobiliare tedesca sta lasciando in sospeso la costruzione di 60.000 appartamenti previsti” è l’aspro commento dell’esponente della sinistra.

Il CEO di Vonovia, Rolf Buch, ha dichiarato che la società ha fatto tutto quello che era necessario, in termini di rispetto delle normative. “Speriamo che l’edilizia torni ad essere conveniente e redditizia e allora saremo pronti a riprendere la costruzione immediatamente” ha aggiunto.

Secondo Buch, in Germania attualmente mancano più di un milione di appartamenti e soprattutto, considerando l’aumento dell’immigrazione, sarà necessario costruirne almeno 700.000 all’anno, il che significa che diversi milioni di unità abitative si renderanno necessarie in tempi anche brevi.

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“Non possiamo affidare il diritto alla casa a società orientate solo al profitto”

Tutto questo, per la co-leader della sinistra tedesca, è una fotografia perfetta delle degenerazioni del capitalismo, che finisce per travolgere i diritti fondamentali. “Hanno acquisito i terreni, redatto i progetti e ottenuto le autorizzazioni e poi sostengono che al momento non è redditizio costruire” ha commentato Wissler, riferendosi a Vonovia, per poi dichiarare che “questo dimostra che non possiamo affidare il diritto fondamentale alla casa a società orientate esclusivamente al profitto”.

Wissler ha inoltre accusato le grandi società immobiliari di valutare la destinazione di ogni euro per vedere se possa essere distribuito direttamente agli azionisti. “Il risultato è che non ristrutturano, non costruiscono e aumentano gli affitti con qualsiasi pretesto” è la sintesi della co-leader della Linke.

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