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Estremisti di destra cercano di comprare la villa di Goebbels vicino Berlino per fondare un regno

I siti storici, in Germania, sono un campo minato. Quasi tutti i luoghi di importanza storica di Berlino e dintorni oggi visibili sono memoriali, costruiti molto dopo gli eventi ai quali sono dedicati e a valle di un’analisi politica che li pone in prospettiva. D’altra parte, la particolarissima storia di questo Paese rende necessaria una certa cautela, soprattutto con i siti la cui storia è legata alla storia del regime nazionalsocialista: il rischio di attirare i nostalgici e generare macabri “pellegrinaggi della dittatura” è alto e le istituzioni tedesche, da sempre, fanno di tutto per scongiurarlo. Per questo l’amministrazione di una grande proprietà immobiliare a Bogensee, subito a nord-est di Berlino, si è dichiarata amaramente sorpresa, quando ha scoperto di aver attirato l’attenzione dei Reichsbürger, i nostalgici dell’impero che non riconoscono la Repubblica Federale e la democrazia. E hanno un re. Ma facciamo un passo indietro: che cosa hanno trovato di così interessante i Reichsbürger in una grande villa immersa nelle campagne del Brandeburgo? Semplice: questa principesca proprietà è appartenuta a Joseph Goebbels, ministro della propaganda nazista e confidente personale di Adolf Hitler. La villa di Goebbels, per un’organizzazione di estrema destra, ha un valore altemente simbolico.

Berlino – Joseph Goebbels, Hermann Göring, Werner von Blomberg con le rispettive mogli al ballo per la stampa, allo Zoo.. Bundesarchiv, Bild 183-M0921-500 / CC-BY-SA 3.0, CC BY-SA 3.0 DE <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/de/deed.en>, via Wikimedia Commons

La villa di Goebbels

Perché esiste ancora la villa gi Goebbels? Perché non è stata rasa al suolo come la maggior parte degli edifici ad alto potenziale “nostalgico”? Si tratta in effetti di una delle pochissime proprietà appartenute alle alte gerarchie naziste ancora esistenti. Dopo la divisione della Germania, la villa, che si trovava nella parte est, fu riconvertita dalla DDR per ospitare l’organizzazione giovanile FDJ (Freje Deutsche Jugend, ovvero la Libera Gioventù Tedesca). Dopo la caduta del muro, la villa ha conosciuto un breve periodo di fortuna commerciale come hotel, per poi essere abbandonata al degrado.


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Attualmente di proprietà della Città-Stato di Berlino, questa proprietà sembrava inizialmente condannata alla demolizione: al suo posto doveva sorgere un ampio complesso abitativo. Poi, però, un’associazione si è dimostrata interessata all’acquisto della villa e del terreno annesso. Lo scopo dell’acquisto, sulla carta, sembrava più che interessante: trasformare la struttura in un centro culturale polivalente, con un hotel, un centro congressi, laboratori, unità abitative e molto altro. Se gli attuali amministratori della villa hanno avuto l’impressione che l’offerta fosse troppo perfetta per essere vera, non si sbagliavano. Dietro quella che sembrava una semplice associazione culturale ci sono in realtà i Reichsbürger, ovvero i Cittadini del Reich, un’organizzazione di estrema destra che rifiuta i valori della democrazia ed è da tempo sotto osservazione dell’ufficio per la protezione della costituzione (Verfassungsschutz).

Olaf Tausch, CC BY 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/3.0>, via Wikimedia Commons

L’infiltrato dei Reichsbürger

A fare luce sull’intera vicenda è stato il portale T-Online, che avrebbe ricevuto dal gruppo hacker Anonymous mail e documenti che ne documentano l’evoluzione. Sul loro sito è disponibile un’intervista con Dirk Schneider, una figura chiave nell’associazione “Leben & Kreative Campus Bogensee”, che aveva presentato il progetto per acquisire la villa di Goebbels. Schneider ha precedenti per frode e vive a Bogensee dall’anno scorso. Sul retaggio storico della proprietà ha opinioni molto precise: si tratterebbe di un patrimonio da valorizzare, dal momento che riflette il passaggio di “due sistemi sociali che hanno lasciato un segno nella storia in modo impressionante”. Schneider si è interessato a questa particolare proprietà per conto dei Reichsbürger, con i quali collabora.

In video, l’uomo inizialmente nega che sia stato questo il motore del suo avvicinamento alla villa di Bogensee, ma T-Online afferma di avere le prove del fatto che l’intera operazione fosse un modo per acquisire una vasta proprietà immobiliare allo scopo di dare una collocazione fisica al cosiddetto “Regno di Germania”.

È in seguito lo stesso Schneider ad ammettere di far parte dei Reichsbürger e di aver agito in coordinamento con il “re”, ma specifica che l’organizzazione di estrema destra non era a conoscenza dei suoi precedenti per frode.

Chi è il “re” dei Reichsbürger

Non è difficile cedere alla tentazione di considerare il “Regno di Germania”(o KRD, ovvero Königreich Deutschland) come un bislacco fenomeno di costume, numericamente e politicamente irrilevante – e in larga parte, senza dubbio lo è. Questo gruppo estremista, però, ha caratteristiche particolarmente oscure e inquietanti, che hanno già da tempo attirato l’attenzione dell’ufficio per la protezione della Costituzione. Si va dalla diffusione di teorie del complotto di smaccato stampo antisemita ai veri e propri atti violenti verso le minoranze considerate sgradite. Il “re” è un ex insegnante di karate di nome Peter Fitzek, che si firma “Peter I”. Su Youtube è disponibile il surreale video della sua “incoronazione”.

Steve Bannon.
Gage Skidmore from Peoria, AZ, United States of America, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons

Sotto il “regno” di “Peter I” si considera la Repubblica Federale tedesca come il prodotto di un’occupazione straniera, mentre lo stato legittimo sarebbe la continuazione del Reich tedesco, ovvero dell’impero precedente alla guerra. In pratica, questo gruppo di estremisti ha semplicemente deciso di non accettare l’evoluzione della storia. Il “regno” rilascia i propri documenti di identità, comprese le patenti di guida. Fra l’altro, la guida senza patente è uno dei vari reati per cui Fitzek è stato arrestato e condannato: sostenne, in quell’occasione, di avere una regolare patente rilasciata dal “Regno di Germania”.

Acquisire terre per il “regno”

Il tentativo di acquisto della villa di Goebbels a Bogensee farebbe parte di un progetto più ampio di investimenti immobiliari, allo scopo di acquisire terre per il “regno” e di individuare fonti di reddito. L’ufficio della Verfassungsschutz in Assia aveva già messo in guardia contro tentativi del genere e T-Online ipotizza che la villa di Goebbels non sia che una delle proprietà alle quali i cittadini del Reich sono interessati e che stanno segretamente cercando di acquisire.

In particolare, per il progetto di Bogensee, Schneider avrebbe considerato come possibile partner di sviluppo l’AfD, a cui in una mail proponeva di offrire una conferenza nazionale all’anno nel centro congressi della struttura. Secondo i suoi calcoli, una conferenza di tre giorni con 500 ospiti avrebbe potuto portare fino a 90.000 Euro nelle casse del “regno”. Un trattamento simile si progettava per la società di Steva Bannon, l’ex consigliere di Trump e artefice della sua prima campagna elettorale, che già in passato ha cercato in vano di aprire un centro di formazione di estrema destra in Italia.

Partner presentabili ma inconsapevoli

Tuttavia i nomi di questi possibili partner sarebbero stati momentaneamente messi da parte nella discussione pubblica e relegati alle discussioni private via email, dal momento che Schneider stava cercando di far supportare il progetto da una vasta comunità di artisti e intellettuali di area Berlinese, che certamente non avrebbero approvato. Schneider ha messo in atto una serie di operazioni di copertura, creando associazioni di facciata per interagire con diversi esponenti della sinistra tedesca, fra i quali la candidata di Die Linke al Bundestag, Isabelle Czok-Alm e il il responsabile parlamentare di Die Linke aella Camera dei Rappresentanti di Berlino, Steffen Zillich, che mai avrebbero accettato di discutere il progetto se avessero saputo che si trattava di un’iniziativa collegata ai Reichsbürger, per di più in relazione alla villa di Goebbels.

La stessa associazione “Leben & Kreativ Campus Bogensee” (LKC Bogensee) raccoglieva diversi intellettuali locali che hanno appreso con assoluta costernazione di essere stati coinvolti in un progetto di estremisti di destra. L’attore e regista teatrale Arnim Beutel, presidente dell’associazione, si è detto “Scioccato” e ha dichiarato di essersi sentito “usato”. Ha inoltre specificato che nessuno sapeva delle connessioni di Schneider con i Reichsbürger e che l’associazione si dissocia “esplicitamente dal Regno di Germania, dai cittadini del Reich, dai Querdenker e da tutti i gruppi e punti di vista antidemocratici”. Infine, ha dichiarato che il direttivo dell’associazione inizierà una procedura di espulsione contro Schneider e contro un altro membro fondatore.

Se lo smascheramento dell’operazione possa considerarsi la fine del progetto di espansione immobiliare dei Reichsbürger non è ancora chiaro: non ci sono segnali che le loro intenzioni siano cambiate in questo senso. Tutti i partici che hanno avuto contatti con l’associazione si sono impegnati a effettuare rigorosi controlli per scongiurare il rischio di trovarsi a collaborare con estremisti di destra a propria insaputa.

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