Walter Lübcke Wolfhagen
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Walter Lübcke, esponente della CDU, è stato trovato morto nella notte di domenica nella sua casa di Wolfhagen, colpito a morte da un proiettile sparato a distanza ravvicinata. L’uomo era presidente del distretto governativo di Kassel, uno dei tre distretti dell’Assia, ed era stato parlamentare del Land dal 1999 ed il 2009.

La polizia ha escluso l’ipotesi del suicidio e pare non siano ancora note le cause del gesto.
Oltre a comunicare i risultati dell’autopsia, il procuratore Horst Streiff ha anche fornito una sintetica ricostruzione dei fatti. Circa 30 minuti dopo mezzanotte, pare che un congiunto del politico lo abbia trovato gravemente, ferito sul terrazzo di casa. Portato immediatamente in ospedale, Walter Lübcke, tuttavia, moriva poco dopo.

Le indagini sono state complicate dal fatto che il corpo sia stato spostato e che l’arma del delitto non sia stata trovata. Gli inquirenti hanno inoltre tenuto nascosti alcuni dettagli, per proteggere l’attività investigativa in corso.

La polizia ha ascoltato diversi testimoni e l’HNA ha parlato di uno sconosciuto che avrebbe dovuto incontrare il politico nei pressi di una fiera poco distante dalla sua casa di Ishta, la sera precedente al suo omicidio. Secondo la testata lo sconosciuto potrebbe aver giocato un ruolo, ancora da definire, nella vicenda.

Ovviamente sconvolti i compagni di partito. Il segretario di stato europeo, Mark Weinmeister, ha telefonato alla famiglia del defunto, mentre il presidente del Länder, Volker Bouffier, ha dichiarato “Era un costruttore di ponti, che non sarebbe potuto essere meglio di così”.

Lübcke verrà ricordato come un uomo molto diretto e determinato. Il suo impegno alla guida del governo regionale, durato dieci anni, lo aveva portato a gestire anche la dislocazione dei migranti verso i centri di accoglienza durante il grande flusso del 2015, che vide arrivare in Germania 750.000 migranti in pochi mesi.

Un periodo difficile, durante il quale Lübcke  si era più volte scontrato con il movimento di ultra-destra Pegida, ma aveva continuato a ribadire, da cristiano, valori di accoglienza e di inclusione.

“Chi non condivide questi valori” aveva detto “può lasciare questo Paese in ogni momento, se non è d’accordo. Questa è la libertà di ogni tedesco”. Per questa frase aveva ricevuto diverse minacce.