La rubrica B come Berlino intende dare ai “nuovi berlinesi” le informazioni sui dodici distretti e vari quartieri che formano la città metropolitana di Berlino. Una breve presentazione attraverso attualità, storia, cultura, senza pretese di esaustività, di analisi socio-antropologiche, ma anche senza tabù. Con immagini originali e sopralluoghi. E talvolta anche raccontini divertenti.

Note sull’autrice: Gabriella Di Cagno (Bari 1961) si è trasferita a Berlino nel 2007. È autrice con Simone Buttazzi del manuale Tutti a Berlino. Guida pratica per italiani in fuga, 2.a ed. 2014
ed è co-fondatrice della associazione Apulier in Berlin.
Collabora dal 2014 con Il Mitte, dove ha pubblicato alcuni contributi di utilità per l’orientamento dei neo-berlinesi.

Un angolo idilliaco di Schöneberg ©Gabriella Di Cagno

9. Schöneberg (7. distretto, Tempelhof-Schöneberg circa 349.000 abitanti).

Alla sua fondazione, nel XIII secolo, Schöneberg costituiva un centro abitato autonomo. La prima citazione del toponimo nei documenti risale al 1264, a proposito di una donazione fatta dal margravio Otto III al convento di monache di Spandau.
Lo sviluppo del villaggio in zona urbana avvenne rapidamente, dal 1871 in poi: se in quell’anno la popolazione era di circa 4.500 unità, già nel 1890 era di 95.000! I proprietari di appezzamenti di terra in zona, la maggior parte contadini, divennero milionari („Schöneberger Millionenbauern“), rivendendo il fondo ai costruttori che edificarono le abitazioni.
Fino al 1898 Schöneberg appartenne al circondario (Kreis) di Teltow, che comprendeva tutto il territorio berlinese a sud della Sprea, e dopo questa data Schöneberg acquisì status di centro urbano autonomo, fino a venire incorporato nel 1920 tra i quartieri della “Grande Berlino”.
L’imponente edificio del Rathaus Schöneberg (1911-1914) ospitò il governo cittadino della Berlino Ovest negli anni del Muro, mentre il Rotes Rathaus (lo storico municipio) si trovava nel settore sovietico. Fu dal balcone di questo municipio che il presidente americano JF Kennedy pronunciò il suo discorso ai cittadini berlinesi, inclusa la frase, rimasta celebre: “ich bin ein Berliner” (26 giugno 1963).

Rathaus Schöneberg ©Gabriella Di Cagno

Il distretto è diviso in 6 quartieri (Ortsteil), da nord a sud: Schöneberg, Friedenau, Tempelhof, Mariendorf, Marienfelde, Lichtenrade.

Ortsteile – Karte, Fonte: Bezirksamt Tempelhof- Schöneberg von Berlin

La vita quotidiana

La maggior parte dei residenti in questo distretto è nella fascia di età tra i 27 ed i 45 anni e oltre 125.000 su 349000 di essi hanno un Migrationshintergrund.
(Fonte: Amt für Statistik Berlin-Brandenburg)

Nel quartiere di Schöneberg risiede la più numerosa comunità europea LGBT. L’amministrazione municipale incentiva il rispetto della cultura gender, e quindi tiene conto, anche nella comunicazione, della varietà dell’identità di genere dei cittadini, utilizzando termini neutri, validi al maschile e femminile, oppure il cosiddetto “Gender-Gap”, il trattino che unisce maschile e femminile in un solo vocabolo (es. Bürger_innen, Berliner_innen, Besucher_innen).

Ogni anno qui ha luogo la Lesbisch-Schwule Stadtfest, organizzata dal Regenbogenfonds e.V., e la bandiera arcobaleno viene issata per tutta la durata della celebrazione davanti al Municipio di Schöneberg.

Intorno a Nollendorfplatz si concentra storicamente la vita della comunità gay: nella Berlino di “Weimar” e fino all’avvento del Nazionalsocialismo, solamente in questa piazza c’erano quaranta locali per gay. Nightclubs, bar, bordelli erano attivi apertamente, e attiravano omosessuali da tutta la Germania e anche da altri Paesi europei, come l’Italia, dove l’omosessualità era proibita o non accettata ufficialmente.

Tutto questo ebbe una tragica fine con il Terzo Reich: l’omosessualità venne messa al bando e tanti gay e lesbiche vennero deportati nei Lager, come ricorda oggi una lapide sul muro all’ingresso della stazione della U-Bahn Nollendorfplatz.

Lapide in memoria delle vittime LGBT ©Gabriella Di Cagno

La comunità eclettica di questo quartiere, composta oggi da molte diverse etnie, continua a frequentare i caffè e i bei negozi intorno alla Winterfeldtplatz, nella Motzstraße e intorno a Viktoria-Luise-Platz.

Negozi di antiquariato intorno a Winterfeldtplatz ©Gabriella Di Cagno

Lungo la Maaßenstraße è stata istituita nel 2015 una Begegnungszone, letteralmente una zona dedicata agli incontri, la prima del genere in tutta Berlino: si tratta di un progetto-pilota (Fußverkehrsstrategie – Modellprojekt 5) improntato ad una precisa strategia da parte del Senat Berlin, con l’obiettivo di ottimizzare la fruizione della strada per i diversi soggetti utilizzatori (pedoni, ciclisti, residenti, commercianti).

Begegnungszone nella Maaßenstraße ©Gabriella Di Cagno

La superficie di tutto il distretto Tempelhof-Schöneberg comprende ben 815 ettari di aree verdi e, fra questi, quasi un ettaro è a disposizione dei proprietari di cani: i loro quattrozampe possono godere di un’area dedicata allo “sgambamento”, la Hundeplatz Inselhunde, gestita dalla omonima associazione (Hundeplatz Inselhunde e.V.)

Vivere tranquilli a sud della A100: Tempelhof.
Esattamente all’opposto della vivace Schöneberg, percorrendo il Tempelhofer Damm in direzione sud, si giunge nel quartiere di Tempelhof, caratterizzato dalla presenza di grandi aree verdi, quali parchi e… cimiteri. Qui abita chi vuole intorno a sé spazi ampi e servizi, ma non “movida”.

Friedensplatz ©Gabriella Di Cagno

DA VEDERE

Nel distretto di Tempelhof-Schöneberg sono registrati ben 767 monumenti protetti, fra i quali la linea U-Bahn 4 (anno 1910). La U-Bahnhof Rathaus Schöneberg si chiamava in origine „Stadtpark.

Alte Dorfkirche Schöneberg, Hauptstraße 47-48

La chiesa evangelica del vecchio villaggio di Schöneberg, guidata attualmente da un parroco donna, è un edificio risalente al secondo dopoguerra, ricostruito in vece dell’antica chiesa in legno del 1544, più volte andata distrutta.

Dorfkirche Marienfelde, Alt-Marienfelde

In prossimità del confine fra Berlino e il Brandeburgo si trova l’antica chiesa evangelica Dorfkirche Marienfelde, la piu antica di tutta la città (1220), in stile romanico. Nel 1921 fu restaurata dall’architetto Bruno Möhring.

Bayerisches Viertel e Innsbrucker Platz (detta “Innsi”)

Il Bayerisches Viertel fu edificato al principio del XX secolo (1900-1914) ed è uno dei Kieze prediletti nella Berlino Ovest. L’idea di realizzare qui abitazioni per la ricca borghesia berlinese si deve alla Berlinische Boden-Gesellschaft (BBG) e in particolare ad uno dei suoi fondatori, Salomon Haberland. Preziose facciate con stucchi e intagli conferiscono all’architettura degli edifici eleganza e charme. Durante gli anni della Repubblica di Weimar, questo Kiez era noto come „jüdische Schweiz“ a causa della presenza di residenti di cultura ebraica, specialmente medici, artisti, intellettuali. Ne è testimonianza, purtroppo non felice, il monumento alla sinagoga distrutta dai nazionalsocialisti e la grande quantità di Stolpersteine e targhe alla memoria.

Die Kirche “Zum Heilsbronnen”, 1912, Orte des Erinnerns ©Gabriella Di Cagno

Moltissimi (oltre seimila) gli ebrei deportati da questo quartiere nei Lager nazisti. Ogni anno, il 9 novembre, presso il Memoriale della distrutta sinagoga nella Münchener Straße, si commemorano le vittime del Pogrom e dell’Olocausto.

Memoriale della distrutta sinagoga nella Münchener Straße ©Gabriella Di Cagno
Stazione U-Bahn Viktoria-Luise-Platz ©Gabriella Di Cagno

Viktoria-Luise-Platz

Una delle piu belle piazze della città è intitolata alla figlia del Kaiser Guglielmo II. Il progetto per la sua realizzazione si deve all’architetto dei giardini Friedrich August Ernst (Fritz) Encke, il quale vinse apposito concorso nel 1898. Nel 1979 la piazza venne ripristinata secondo le linee-guida che regolano il restauro dei monumenti protetti. Oggi essa attrae residenti e visitatori, con la sua elegante e vivace atmosfera e i numerosi locali di gastronomia (alcuni italiani) che affacciano sui lati della piazza esagonale.

Flughafen Tempelhof e Tempelhofer Feld

La più vasta area verde del distretto, e di tutta Berlino, è costituita dal suolo che fu un tempo l’aeroporto di Tempelhof e che dal 2010 è il parco “Freizeitgelände” Tempelhofer Feld.
L’aeroporto fu costruito negli anni Venti ed è rimasto in funzione sino al 2004.
Durante il blocco praticato dai sovietici agli altri alleati dell’Ovest (1948-1949), la città venne rifornita dall’aviazione americana e britannica con medicinali, cibo, carbone e altri generi necessari (ponte aereo).
Attualmente l’area è un “work-in-progress”, poiché nei prossimi anni verranno qui edificati palazzi residenziali a canone di affitto controllato, una biblioteca pubblica ed uffici.

Gasometer Schöneberg (1913)

Gasometer Schöneberg ©Gabriella Di Cagno

Il gasometro è stato in funzione fino alla definitiva chiusura nel 1995. Dal 2012 la Technische Universität ha installato la sede del master in “Stadt und Energie” proprio negli spazi dell’ex gasometro. Il Campus, co-finanziato dalla Euref, è promotore di una serie di iniziative incentrate sul tema dell’efficienza energetica e dello sviluppo urbano. La struttura è alta 78 metri ed è possibile visitarla in estate, con un tour guidato.

CURIOSITÀ

Zentrales Fundbüro Berlin, Platz der Luftbrücke 6.

Avete perso o trovato qualcosa? Non importa “cosa”, dagli animali domestici al fazzoletto da tasca, nella banca-dati online potrete fare una ricerca preliminare, prima di recarvi all’indirizzo fisico dell’ufficio.
Gli oggetti perduti e non ritirati vengono messi all’asta: presso Auktionshaus, AssetOrb GmbH, Werdauer Weg 23 – 10829 Berlin.

Le sedi degli artisti

Had to get the train
from Potsdamer Platz
You never knew that
That I could do that
Just walking the dead
Sitting in the Dschungel
On Nürnberger Straße
A man lost in time
Near KaDeWe

…come non ricordare l’omaggio del grande David Bowie alla “sua” Berlino, ovvero il quartiere di Schöneberg, dove l’artista britannico visse alcuni anni. Qui si stabilì nella Hauptstraße 155, come ricorda una targa posta sull’edificio, dove divideva un appartamento con Iggy Pop. La sua residenza è meta di pellegrinaggio dei moltissimi fans, provenienti da tutto il mondo.

L’artista italiana Nole Biz davanti alla targa dell’abitazione di David Bowie ©Gabriella Di Cagno

La scelta di Bowie non fu certo casuale: già dagli anni d’oro della Grande Berlino, gli anni ’20, il quartiere era il punto di incontro delle vite degli artisti, palcoscenico della vita libertina come forse in nessun’altra capitale europea dell’epoca.

La tradizione è rimasta a lungo, e specialmente negli anni Settanta, quando il Muro necessariamente faceva sì che ad Ovest si concentrasse la libertà d’espressione e le tendenze all’avanguardia, e qui vivevano musicisti come Peter Baumann, che con Christopher Franke ed Edgar Froese erano i Tangerine Dream. Lo studio di prova dei Tangerine Dream è oggi il Wohn- und Kulturprojekt Ufa-Fabrik, un centro culturale che offre teatro, danza e concerti.

Il cosiddetto krautrock, ovvero il rock tedesco, ebbe una certa influenza sugli artisti provenienti da altri percorsi, incluso Bowie e la sua “trilogia berlinese”, ovvero i tre album nati dalla sua esperienza in città, fra il 1976 e il 1978. Dei tre dischi, “Heroes” venne interamente registrato a Berlino, nel famoso Hansa Tonstudio, proprio “by the wall”, accanto al Muro.
Bowie aveva lasciato Los Angeles per Berlino anche a causa dei suoi problemi di dipendenza dalla cocaina, sostanza in largo uso nell’ambiente artistico di LA ma non in quello berlinese, dove invece era diffuso il consumo di eroina.
Anche romanzieri del calibro di Christopher Isherwood abitarono nel quartiere, nella casa in Nollendorfstraße 17, come ricorda un’iscrizione

Ingresso e targa dell’abitazione di Christopher Isherwood, Nollendorfstr. 17 ©Gabriella Di Cagno

Ma la vera star di Schöneberg è la mitica Marlene Dietrich, che qui nacque nel 1901, nella casa in Leberstraße 17, all’epoca Sedanstraße. Davanti all’edificio è stato collocato un pannello che riepiloga la parabola artistica dell’”angelo azzurro” da Berlino a Hollywood.

Abitazione di Marlene Dietrich ©Gabriella Di Cagno

Una Gedenktafel apposta sulla facciata dell’edificio la ricorda con la sua frase “ich bin, Gott sei Dank, Berlinerin”.

Abitazione e targa di Marlene Dietrich ©Gabriella Di Cagno

FONTI E BIBLIOGRAFIA

Bezirk Tempelhof-Schöneberg

Schöneberg, ein Ort mit viel Geschichte

„Trans* in Arbeit. Fragen und Antworten“, Broschüre der Senatsverwaltung für Arbeit, Integration und Frauen, 2014

Markus Hesselmann, Bowie, Iggy, Edgar, die Bombe und ich in Der Tagesspiegel, 8.1.2017