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Alte Nationalgalerie: un tempio dell’arte sull’isola dei musei

di Angela Fiore

Continuiamo il nostro viaggio nella vastissima offerta culturale di Berlino, esplorando uno dei musei più popolari della città: la Alte Nationalgalerie. Parte dell’Isola dei Musei, questa struttura è stata fra le prime ad essere coinvolte dall’ambizioso progetto di ristrutturazione che modificherà l’aspetto dell’intero complesso museale.

La prima cosa che colpisce, quando ci si accosta alla Alte Nationalgalerie per la prima volta, è la struttura dell’edificio stesso, che non ricorda tanto un museo, quanto una chiesa. L’effetto non è casuale: fu Friedrich Wilhelm IV a volere che questo luogo fosse un vero e proprio “santuario dell’arte e della scienza” e a commissionare l’edificio con queste specifiche caratteristiche all’architetto Friedrich August Stüler.

La Alte Nationalgalerie offre al visitatore un viaggio indimenticabile nelle arti visive, accompagnandolo attraverso il Romanticismo – del quale gli artisti tedeschi sono stati maestri indiscussi – e arrivando alle avanguardie storiche, ai capolavori dell’impressionismo, passando per tante specifiche scuole europee. Fra le opere più celebri e significative ci sono la “Vista di Vétheuil” di Claude Monet, “L’Albero Solitario” di Caspar David Friedrich e la “Chiesa Gotica Su Una Roccia Sul Mare” di Friedrich Schinkel. Questi ultimi due quadri in particolare sono fra i più rappresentativi del periodo romantico e hanno contribuito a forgiare l’immaginario stesso che oggi associamo a questo termine.

Foto: Caspar David Friedrich, Abbazia nel querceto. Public domain, via Wikimedia Commons

La collezione della Alte Nationalgalerie conta quasi 2000 quadri e 1500 sculture ed è disposta su diversi piani, e suddivisa per aree tematiche. Si passa dalla pittura del XIX secolo alle atmosfere inconfondibili degli impressionisti (con capolavori di Edouard Manet, del già citato Monet, di Auguste Renoir, Edgar Degas, Paul Cézanne e, nel settore dedicato alla scultura dello stesso periodo, Auguste Rodin).

A dare inizio alla collezione che oggi costituisce l’inestimabile patrimonio della Alte Nationalgalerie fu il console Johann Heinrich Wilhelm Wagener, che nel 1861 volle fare dono della propria collezione privata allo stato Prussiano, a condizione che le opere venissero rese accessibili al pubblico. Il museo fu inaugurato ufficialmente quindici anni dopo, e fu il terzo museo a collocarsi sulla già prestigiosa isola sulla Sprea che oggi ospita uno dei più noti complessi museali del mondo.

Claude Monet, Vista di Vétheuil sulla Senna Dguendel, CC BY 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/4.0>, via Wikimedia Commons

Durante la guerra, l’edificio fu danneggiato gravemente e la collezione fu gradualmente trasportata in diversi luoghi sicuri, quali depositi e torri anti-aeree in diversi quartieri di Berlino. Il restauro iniziò immediatamente dopo la guerra, a testimonianza dell’importanza capitale che la città di Berlino da sempre attribuisce alle proprie istituzioni culturali. La prima, parziale riapertura avvenne nel 1949.


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Come molti altri musei berlinesi, anche la Alte Nationalgalerie ha visto la propria collezione divisa durante gli anni della guerra fredda. In questo caso, una parte dei dipinti del XIX secolo furono ospitati nella Neue Nationalgalerie a partire dal 1968 e in una particolare galleria dello Schloss Charlottenburg a partire dal 1986. Dopo il 1989, le collezioni furono riunite e riportate nella loro sede originaria, che per l’occasione venne ulteriormente restaurata e arricchita di nuove sale, per permettere l’adeguata esposizione di tutte le opere acquisite.

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