di Federica Maranza

Lo scorso 26 settembre è stata la Giornata Europea delle lingue, istituita dal Consiglio d’Europa al termine del 2001, anno internazionale delle lingue.
Lo scopo di questa giornata è sensibilizzare sull’importanza di questo tipo di apprendimento, al fine di migliorare il plurilinguismo e la comprensione interculturale e di incoraggiare uno studio delle lingue che si estenda a tutta la vita e non rimanga un’esperienza circoscritta.
Secondo un sondaggio europeo (“Eurobarometro speciale 386”, giugno 2012), il 54% dei cittadini europei conosce una seconda lingua sufficientemente bene da poter sostenere una conversazione, il 25% ne conosce due e il 10% tre, oltre alla propria lingua madre.

In media, chi parla almeno due lingue oltre alla propria, appartiene alla fascia d’età compresa tra i 15 e i 24 anni, è uno studente o ricopre ruoli manageriali e utilizza internet quotidianamente.
Il 28% degli italiani dichiara che l’ostacolo più grande all’apprendimento è la mancanza di
motivazione.​ ​

Ecco​ ​come​ ​affrontarla:

1. Pensare a un obiettivo

Sembra ovvio, ma spesso ci dimentichiamo di farlo e la mancanza di motivazione, in questo caso, è
dietro l’angolo. Può aiutare scrivere il proprio obiettivo su un foglio e appenderlo in un luogo normalmente molto visibile (frigorifero, specchio del bagno o scrivania).
Spesso in questo modo ci si motiva senza rendersene conto, ogni volta che lo si guarda.

2. Trovare un compagno di studi

La condivisione e magari anche un po’ di sana competizione incrementano la motivazione, senza contare i vantaggi legati al semplice atto di fare pratica di conversazione. In questo modo si impara molto più in fretta.

3. Imparare divertendosi

Sembra un assunto banale, ma spesso quando si impara una lingua si è bloccati da una serie di riserve, tra le quali la paura di sbagliare. Giocare con le nuove parole senza inibizioni ed ostacoli è il primo passo per progredire realmente. L’apprendimento passa infatti  sempre attraverso gli errori: niente di grave! Per questa ragione è consigliabile parlare con i propri compagni di studi senza freni e con l’unica regola di non utilizzare la propria lingua madre. In questo modo si impara naturalmente a pensare in un’altra lingua e a perfezionarla, errore dopo errore.

4. Non limitarsi alla grammatica

Ovviamente serve, ma non bisogna limitarsi a questo. Il modo migliore per imparare è infatti praticare una lingua nella vita reale. Se già si vive all’estero questo risulterà più facile, leggendo quotidiani, giornali o libri, guardando la tv, chiedendo informazioni e così via.
In questo modo non solo migliorerà il vocabolario ma anche la pronuncia e l’abilità di fare
conversazione in modo spontaneo.

5. Non mollare ed essere costanti

L’ideale è stabilire un momento preciso della giornata da dedicare allo studio: la cosa più importante
nell’apprendimento di una lingua è la costanza. Se farlo da soli è un problema, rivolgersi ad un insegnante di lingue potrebbe essere la giusta soluzione. Tra le varie opzioni, in Italia, ma anche all’estero, si possono contattare anche quelli iscritti a StarOfService e presenti nella zona di chi ha bisogno di lezioni.

6. Ripetere ogni volta che si può

Ripetere a voce alta, parlando con se stessi, aiuta ad imparare la costruzione sintattica delle frasi, a
ricordare meglio i vocaboli e ad avere più fiducia nella propria capacità comunicativa.

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