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Photo by salentosubasio©

di Lucia Conti

Il 26 ottobre, presso l’Ambasciata d’Italia a Berlino, si terrà un interessante incontro sul recupero del patrimonio culturale italiano a rischio nelle zone colpite dai sismi, dal titolo “Patrimonio a rischio: Il restauro nell’emergenza, norme e prassi italiane“. Saranno presenti una serie di professionisti dell’ISCR, l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma, che aiuteranno gli intervenuti a capire le dinamiche legate appunto alla gestione della fase d’emergenza e approfondiranno aspetti specifici che vanno dalla cooperazione con le forze dell’ordine al recupero delle macerie, al deposito temporaneo del patrimonio recuperato.

La memoria storica italiana relativa al dramma dei terremoti si lega non solo, in primis, alle tragiche perdite umane e ai danni subiti da chi si è trovato a vivere in prima persona questi eventi sconvolgenti, ma anche alla perdita, totale o parziale, di parte del nostro patrimonio culturale, che ci identifica e ci rappresenta come Paese. Moltissimi edifici e opere di interesse storico e architettonico sono infatti stati irrimediabilmente danneggiati o distrutti dai sismi e questo ha imposto agli enti preposti di lavorare al recupero e alla salvaguardia preventiva dei beni di interesse collettivo.

L’ISCR, l’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, si è sempre impegnato, negli oltre 70 anni della sua attività, in questa direzione specifica. All’ISCR si deve, per esempio, la “Carta del Rischio“, strumento fondamentale per la ricognizione dei danni subiti dal patrimonio architettonico, ma anche l’elaborazione di diversi efficaci schemi di prevenzione e intervento all’interno di scenari di emergenza sismica, in cooperazione con enti locali e nazionali.

Abbiamo intervistato, nell’imminenza di questo incontro, una dei professionisti che interverranno, la dottoressa Francesca Capanna, Funzionario restauratore e Vicedirettore della Scuola di Alta Formazione Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro di Roma.

Per altre informazioni sull’evento e per conoscere le modalità con cui potrete partecipare, vi rinviamo al sito ufficiale dell’Ambasciata.

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Sarà presto a Berlino per un evento legato all’Ambasciata d’Italia. Vogliamo dare qualche informazione in più?

Su questo sicuramente può essere più precisa la dottoressa Cuni Ploner, che insieme all’Ambasciatore Piero Benassi e al consigliere Fausto Panebianco organizza l’evento presso l’Ambasciata. A questo proposito il mio direttore mi ha comunicato che si tratta di una serie di conferenze che la nostra Ambasciata organizza per far conoscere le eccellenze nell’ambito della valorizzazione e della tutela dei beni culturali italiani.

Quanto è importante il discorso legato al restauro e soprattutto al restauro efficace del patrimonio danneggiato?

È estremamente importante, perché sostanzialmente diventa un elemento che fornisce, oltre che speranza nel futuro, anche un importante senso di appartenenza. I beni culturali sono, per eccellenza, l’elemento che determina anche l’identità culturale e territoriale dei popoli, quindi veder recuperare ciò che la identifica è importante anche per la persona che si vede privata dei suoi affetti, della sua abitazione e dei suoi beni, fornisce comunque grandi speranze.

Qual è stata l’operazione che lei ha avuto modo di seguire e che l’ha resa più orgogliosa?

Sono attiva in questo campo da diversi anni, anche se ho cominciato anche prima, sebbene in modo più indiretto. Ho intensificato la mia attività negli anni del terremoto che ha colpito L’Aquila nel 2009 e poi, a seguire, ho monitorato gli effetti di quello del 2012, in Emilia Romagna e sono andata avanti fino ad oggi. In particolare mi è capitato di occuparmi dell’organizzazione dei luoghi che vengono individuati come idonei per il ricovero temporaneo del patrimonio mobile, cioè quei depositi in cui viene temporaneamente stoccato il materiale recuperato.

Vuole ricordare l’ambito specifico di questo incontro di Berlino?

Questo evento parlerà di tutte quelle procedure che sono legate al recupero e alla tutela del patrimonio culturale italiano e che sono espressamente normate in relazione a vari aspetti, che vanno dal recupero del patrimonio architettonico a quello delle case e del patrimonio mobile.