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© Ulf Teichert

di Mirea Cartabbia

Berlino, come molte altre città europee, ha il suo piccolo angolo di Africa, dove non solo si possono compare prodotti provenienti dal continente ma anche immergersi in quella cultura che ci sembra tanto lontana con danze ed eventi organizzati dagli africani stessi. È il cosiddetto Afrikanische Viertel, ossia il quartiere africano.

L’Afrikanische Viertel è collocato spazialmente nel Bezirk di Wedding, a nord di Berlino, ed ha un’origine storica, che risale alla fine del XIX secolo.

Nel novembre del 1884, Bismarck organizzò una riunione con le altre potenze coloniali per spartirsi i territori africani a tavolino, la Germania ne uscì come la terza potenza coloniale, con un controllo totale su circa 2.6 milioni di chilometri quadrati del continente Africano.

Un evento di questo genere non poteva passare inosservato, così nel 1899 si decise di conferire a 25 strade di Berlino dei nomi che ricordassero l’Africa. Come ad esempio la Togostraße e la Kameruner Straße, oppure la Petersallee e la Nachtigalplatz, chiamate con i nomi di un esploratore e di un politico che ricoprirono un ruolo centrale nel processo coloniale.

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© Weddingweiser

Ad avere un ruolo centrale nella realizzazione del progetto del quartiere fu anche la figura di Carl Hagenbeck, un mercante di animali e ricercatore tedesco, già famoso per aver realizzato il Tierpark Hangenbeck ad Amburgo, il primo zoo della storia dove si cercava di riprodurre il l’ambiente naturale degli animali e non ci si limitava a chiuderli in gabbia per mostrarli al pubblico.

Hagenbeck aveva in programma di realizzare nel Volkspark Rehberge, il parco del quartiere, un progetto simile, dove oltre ad essere esposti gli animali, sarebbero state esposte anche le persone. Tuttavia, il procedere dei lavori fu interrotto a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale e mai più ripreso, anche perché Hagenbeck probabilmente morí nel 1913 durante un bombardamento.

Oggi nell’Afrikanische Viertel ci sono molti negozietti che vendono prodotti provenienti dal contenente, tutti diversissimi tra loro. Si passa dai generi alimentari ai cosmetici. E naturalmente non mancano i bar ed i ristoranti africani, come il Maluma Dreams, che è anche un punto di incontro per tutti gli amanti del jazz.

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© Ulrike Koltermann

Si stima che nel quartiere vivano almeno 2500 africani, ma è difficile fornire un numero esatto visto che la Germania non tiene traccia del Paese di origine o dell’etnia dei residenti.

Nonostante Wedding non sia una delle mete più frequentate dai turisti, sono nati dei tour che portano i curiosi alla scoperta dell’Afrikanische Viertel. tra i quali ad esempio quelli organizzati da Withlocals.

Dal momento che il quartiere è un vero e proprio memoriale a cielo aperto in ricordo del colonialismo, non si può che essere contenti che stia iniziando a ricevere un po’ di attenzione. Che ci serva per rinfrescarci la memoria e ricordarci di un passato non poi così tanto passato?

Fonte: Fotostrasse