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I tifosi dell’Union all’arrembaggio, contro la violenza negli stadi

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È successo sabato: un gruppo di tifosi dell’Union Berlin ha letteralmente preso d’assalto la barca dell’Hertha BSC, simbolo della squadra dal 1892. Eppure non si è trattato dell’ennesimo slancio di vandalismo, al contrario è stata un’azione di protesta proprio contro le brutalità di questo genere.

L’azione era già stata pianificata da tempo. Quattro settimane prima, i fan dell’Union avevano organizzato tutto e sabato alle 11,30 si sono incontrati alla stazione della S-Bahn di Schöneweide. Lì un pullman ha portato 80 di loro fino a Wusterhausen/Dosse, a circa un’ora di navigazione da Berlino, mentre il resto del gruppo si è mosso con auto private.

* leggi anche: Union Berlin, più di una squadra di calcio *

Alle 14 hanno “abbordato” l’imbarcazione dell’Hertha e issato le loro bandiere bianche e rosse, in pieno stile pirata. Chi da riva li ha visti non poteva credere ai propri occhi. La crociera sul lago Kyritzer è durata un paio d’ore, durante le quali l’umore era alle stelle e gli striscioni sventolavano al ritmo delle canzoni da stadio.

Gli improvvisati filibustieri volevano rispondere con una protesta pacifica ai recenti atti di violenza. Dopo lo scorso derby a febbraio, infatti, lo stesso allenatore era stato colpito nottetempo e anche il bar dello sport “Abseitsfalle” era stato violato. L’organizzatore del fan club “Wildenauer Kickers”, Dirk Ziminzke, ha dichiarato: «Abbiamo voluto sottolineare, prima del prossimo derby, che la violenza non va per forza a braccetto con la tifoseria».

“Rivalità sì, violenza no”, questo il motto della manifestazione. Perché c’è un modo opportuno per essere eterni avversari: scherzando, dando prova di superiorità intellettuale. Ironizza Bernd Schiphorst, presidente del consiglio di amministrazione dell’Hertha: «Direi che è stato un bel tiro, da serie A».

(e.bar)

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