Sunny Lukas tra orizzonti europei, cultura tedesca e il legame con l’Italia
di Elisa Cutullè
Dalle radici multiculturali di Hong Kong al palcoscenico globale, Sunny Lukas continua a ridefinire i confini del pop contemporaneo attraverso un linguaggio sonoro fluido, capace di abbattere ogni barriera linguistica e geografica. La sua musica è un mosaico in continua evoluzione, dove la sensibilità R&B incontra le influenze asiatiche e la grande tradizione pop internazionale.
In occasione del suo attesissimo ritorno in Europa, la nostra conversazione con l’artista spazia dalle tappe tedesche — sull’onda dell’entusiasmo raccolto lo scorso agosto al festival di Mainz — fino alla visione strategica che vede Berlino emergere come la futura capitale creativa del suo prossimo album e tour da solista. Un viaggio che si incrocia inevitabilmente con la dimensione vibrante dei grandi eventi internazionali, come il prossimo The A Festival a Parigi (24 e 25 ottobre), ma che conserva un posto d’onore per l’Italia: un Paese che, dopo lo straordinario calore dimostrato nell’ultimo concerto a Milano, continua a ispirarlo con la sua estetica, il suo stile di vita e un pubblico pronto ad accoglierlo a braccia aperte.
In questa intervista esclusiva, Sunny Lukas ci racconta il dietro le quinte del suo itinerario europeo, la filosofia del dialogo con le realtà locali e la sua profonda connessione con la cultura del Bel Paese.
Dopo esserti esibito a Mainz lo scorso agosto, quali fattori hanno guidato la scelta delle tappe tedesche per il tour? E ci sono piani per portare uno show completo da solista a Berlino nel prossimo futuro?
Esibirmi a Mainz è stata un’esperienza davvero bellissima. Di solito i grandi tour musicali si concentrano esclusivamente sui principali centri metropolitani — come Berlino, Monaco o Francoforte — lasciando un po’ in disparte le realtà più piccole. Per me Mainz è stata una bellissima scoperta. Passeggiando per la città dopo lo show, sono rimasto molto colpito dal calore e dall’accoglienza dell’atmosfera locale. Riuscire a connettermi con il pubblico in luoghi che non sempre rientrano nei circuiti dei grandi eventi è qualcosa che trovo estremamente gratificante.
Allo stesso tempo, Berlino è assolutamente una delle tappe principali in cui intendo fare uno show da solista, specialmente dopo l’uscita del mio nuovo album prevista per il 2027. L’obiettivo è proprio quello di bilanciare le grandi capitali culturali con tappe più intime e meno convenzionali in tutta Europa, per costruire un legame autentico e duraturo con i fan ovunque.

Berlino è ampiamente considerata un crocevia culturale chiave e un banco di prova fondamentale per gli artisti pop internazionali e multilingue che entrano nel mercato europeo. Come valuti l’importanza strategica di hub come Berlino nella pianificazione delle tappe internazionali, e cosa fa sì che una città passi dall’essere una potenziale tappa a una priorità assoluta nell’itinerario di un tour mondiale?
L’esibizione a Mainz mi ha dato un primo assaggio dell’energia del pubblico tedesco. Portare questo entusiasmo in una capitale creativa come Berlino con il prossimo album è il passo successivo più naturale. Mi permette di consolidare la presenza nei mercati chiave mantenendo viva la mia filosofia di condivisione e contatto diretto con i fan.
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Berlino è rinomata in tutto il mondo per la sua energia creativa unica, la sua variegata scena artistica e il suo pubblico aperto. Cosa ti affascina di più dell’atmosfera della città e come vedi la tua musica connettersi con la cultura locale?
Non sono ancora stato a Berlino, quindi andarci per la prima volta sarà una vera e propria avventura. Ciò che mi affascina di più è la sua ricca storia, la sua diversità culturale e la sua forte identità artistica. È una città in cui persone di ogni origine si incontrano, e questo si riflette in tutto: dal cibo, alla musica, fino alla vita notturna.
Poiché la mia musica si basa sulla fusione di lingue, culture e sonorità globali differenti, sento che l’ambiente dinamico e aperto di Berlino rappresenti la cornice ideale per il mio progetto.
Essendoti già esibito a Milano in passato, come si confronta il ritorno in Europa per grandi eventi multi-artista come The A Festival a Parigi con i tuoi concerti da solista in Italia?
Suonare in uno show da solista in una città come Milano offre una connessione diretta e molto intima con i fan, che conoscono ogni testo e condividono ogni istante del concerto insieme a te. D’altra parte, un festival con più artisti come The A Festival a Parigi raduna un pubblico vastissimo e variegato. Crea un’atmosfera ad altissima energia in cui puoi far conoscere la tua musica a nuovi ascoltatori e condividere il palco con colleghi della scena internazionale. Entrambe le dimensioni sono straordinarie, ma tornare in Europa per un festival permette di celebrare la musica globale su scala ancora più ampia.

Con la tua musica che attira un seguito globale e multilingue così ampio, come pensi di rafforzare la tua presenza in Italia, e i fan italiani possono aspettarsi un tour da solista in tutto il Paese in futuro?
Assolutamente sì. L’Italia ha un posto speciale per me. Il pubblico lì è incredibilmente dolce, accogliente e pieno di calore e sa davvero come godersi la vita e apprezzare l’arte. L’esperienza di Milano mi ha lasciato un ricordo bellissimo, dai paesaggi fantastici al cibo straordinario, fino all’affetto dimostrato dal pubblico. Rafforzare la mia presenza in Italia fa decisamente parte della mia visione a lungo termine, e ho tutta l’intenzione di tornare per nuovi concerti e, col tempo, per un tour completo da solista in tutto il Bel Paese.
L’Italia è spesso fonte di ispirazione per artisti di tutto il mondo. C’è qualcosa dell’estetica, dell’arte o dello stile di vita italiano che ti ha influenzato a livello personale o creativo?
Senza dubbio. Oltre ai paesaggi mozzafiato e alla grande storia, ciò che mi ispira di più della cultura italiana è la filosofia della dolce vita, l’apprezzamento sincero per la bellezza, l’arte e il saper vivere il momento. Quell’eleganza spontanea, unita al calore e alla passione delle persone, risuona profondamente con il mio modo di vedere le cose e con il mio approccio creativo. Mi stimola a portare ancora più colore, emozione e autenticità sia nella mia identità visiva che nella mia musica.




