Al Forum Remind Governo, istituzioni e imprese a confronto sulle sfide della crescita
(Adnkronos) – Innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, competitività industriale, sicurezza delle infrastrutture, ricerca e salute. Sono stati i temi al centro del Forum Italiano Innovazione e Sostenibilità 2026, promosso da Remind, l’Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione, che si è svolto a Roma, presso la Sala Europa di Palazzo delle Generali, con la partecipazione di rappresentanti del Governo, delle istituzioni europee, del mondo produttivo e della ricerca. “Oggi l’innovazione e la sostenibilità non sono più due tematiche parallele, sono lo stesso obiettivo nazionale – ha dichiarato Paolo Crisafi, Cavaliere di Gran Croce e Presidente di Remind – Il digitale è una forza industriale, una leva geopolitica, un fattore dirimente per la qualità dei servizi, la produttività delle imprese e la capacità dello Stato di proteggere dati, reti e funzioni essenziali”.
Crisafi ha inoltre richiamato il ruolo dell’economia circolare e della valorizzazione delle risorse esistenti, sottolineando come la sostenibilità debba tradursi in competitività industriale, decarbonizzazione e nuove opportunità di crescita. “Con il Forum mettiamo insieme queste due visioni per mettere a fattor comune le Buone Pratiche, facilitare le partnership strategiche e proporre soluzioni concrete, replicabili e sostenibili per costruire territori e città più resilienti, sicure e orientate al benessere”.
Ad aprire i lavori è stato Carlo Corazza, Direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, che ha evidenziato la necessità di rafforzare la capacità industriale e l’autonomia strategica dell’Unione europea in uno scenario internazionale caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche. “Nel contesto geopolitico di guerra ibrida e conflitti non esiste un’alternativa a rafforzare l’unità europea. La nostra sicurezza e indipendenza sono direttamente legate alla nostra capacità di rafforzare la nostra base industriale e la nostra competitività attuando i Rapporti di Mario Draghi e Enrico Letta. Per questo serve investire di più a livello Ue su innovazione e sostenibilità”, ha affermato Corazza.
Il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, ha richiamato l’esperienza del Piano nazionale di ripresa e resilienza come modello per modernizzare il sistema Paese. Foti ha ricordato la dotazione complessiva di 194,4 miliardi di euro e i risultati raggiunti attraverso investimenti e riforme, sottolineando la necessità di rendere strutturali i miglioramenti introdotti nella pubblica amministrazione. Secondo il ministro, la sfida è consolidare un metodo fondato su semplificazione, tempi certi, responsabilità definite e collaborazione tra istituzioni e sistema produttivo. Particolare attenzione è stata dedicata alla competitività delle imprese, alla riduzione dei divari territoriali e alla necessità di una strategia energetica europea capace di coniugare sostenibilità, sicurezza degli approvvigionamenti e costi competitivi.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha invece posto l’accento sul legame tra innovazione, sostenibilità e competitività manifatturiera. “Un Paese manifatturiero come l’Italia cresce soltanto se innova, e l’innovazione dura nel tempo soltanto se è sostenibile nell’accezione più ampia”, ha dichiarato Urso, richiamando gli strumenti messi in campo dal Governo per sostenere gli investimenti produttivi. Tra questi, il nuovo Piano Transizione 5.0, che, secondo i dati illustrati dal ministro, ha registrato dal 12 giugno oltre 22mila prenotazioni, corrispondenti a quasi 7 miliardi di euro di investimenti. Urso ha inoltre evidenziato la centralità della sicurezza energetica per il futuro dell’industria italiana, richiamando lo sviluppo delle fonti rinnovabili e le prospettive del nucleare di nuova generazione.
Sul ruolo della ricerca e della formazione si è concentrato il contributo del ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che ha evidenziato l’importanza di rafforzare il collegamento tra università, imprese e sistema sanitario. Al centro, la valorizzazione del capitale umano, l’attrazione e la permanenza dei talenti, il trasferimento tecnologico e gli investimenti nella ricerca. Il PNRR ha rappresentato un acceleratore di questo percorso, attraverso il sostegno ai Centri nazionali, ai partenariati pubblico-privati e ai dottorati innovativi. Una strategia che punta a consolidare la capacità del Paese di trasformare conoscenza scientifica e competenze in innovazione, occupazione qualificata e sviluppo.
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