Cuochi indiani sfruttati a Berlino: rinchiusi in scantinati sovraffollati, 13 ore di lavoro al giorno
Proprio mentre alcuni casi di cronaca nera, in Italia, hanno fatto venire alla luce le condizioni atroci nelle quali vengono costretti a vivere e lavorare alcuni operai provenienti dal subcontinente indiano, anche in Germania si inizia a parlare di una situazione di sfruttamento molto simile. Mercoledì mattina presto, la polizia di Berlino ha fatto irruzione in una cucina e in due appartamenti distribuiti tra i quartieri di Mitte, Friedrichshain e Kreuzberg. Gli agenti hanno trovato alimenti in stato di deterioramento, vie di fuga ostruite e giacigli di fortuna, che hanno in parte confermato i sospetti accumulati in tre anni di indagini: una rete strutturata avrebbe reclutato e mantenuto in condizioni di sfruttamento sistematico alcuni lavoratori indiani, in particolare cuochi. Alle vittime erano stati sottratti i documenti, così da impedire loro di fuggire.
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Un sistema di sfruttamento costruito sulla vulnerabilità dei lavoratori indiani
Almeno dal 2021, secondo gli investigatori, otto persone di età compresa tra 33 e 66 anni, attualmente indagate, avrebbero selezionato lavoratori indiani, attratti dalla prospettiva di un’occupazione in Germania, con l’intento di obbligarli a operare in condizioni di sfruttamento al limite della riduzione in schiavitù. Una volta arrivati in terra tedesca, i malcapitati sarebbero stati privati dei documenti, alloggiati in locali sovraffollati o nei seminterrati dei ristoranti, costretti a lavorare fino a 13 ore al giorno, con retribuzioni inferiori al minimo di legge o addirittura senza percepire alcun compenso.
Le indagini sono in corso dal giugno 2023. La rete criminale che avrebbe consentito agli indagati di occultare la struttura reale del sistema si baserebbe su una serie di società che fungono da intermediarie. Si sospetta che siano stati evasi anche i contributi previdenziali.
La seconda operazione dopo la maxi-retata del 2024
Già nella primavera del 2024, circa 380 agenti avevano perquisito 22 locali, tra cui sette ristoranti indiani, in un’operazione coordinata tra Berlino e il Brandeburgo. Due anni fa le forze dell’ordine avevano già controllato anche gli immobili degli stessi indagati. Da allora, stando a quanto riferito dalle autorità investigative berlinesi, le condizioni dei lavoratori sarebbero ulteriormente peggiorate. Le perquisizioni più recenti sono state avviate sulla base di nuove segnalazioni.
Durante l’ultima operazione, gli investigatori hanno trovato quattro cuochi sul posto. Oltre ai telefoni cellulari sequestrati, sono stati recuperati documenti salariali dei lavoratori indiani che, secondo le autorità, attestano uno sfruttamento prolungato e organizzato.
Anche gli standard igienici delle cucine erano fuori legge
Gli ispettori alimentari hanno provveduto allo smaltimento di carne, verdura e salse preparate, tutte ritenute non conformi agli standard igienici vigenti in Germania. L’ufficio tecnico ha inoltre disposto la chiusura immediata della cucina perquisita, a causa del blocco delle uscite di sicurezza.
I quattro cuochi individuati nel corso del blitz sono stati ascoltati sulle proprie condizioni di lavoro e di vita e messi al corrente delle risorse di assistenza disponibili.




