Germania, contrordine: per gli uomini è obbligatorio notificare all’esercito i viaggi più lunghi di tre mesi
Migliaia di uomini tedeschi avevano trattenuto il fiato, qualche settimana fa, per poi tirare un sospiro di sollievo. Ora, però, rischiano di dover tornare a preoccuparsi a causa di un obbligo di legge che riguarda il nuovo servizio militare in Germania. Con l’introduzione della riforma della Bundeswehr introdotta quest’anno, che obbliga tutti i neo-maggiorenni a dichiarare la propria disponibilità o meno a servire nell’esercito e si riserva il diritto di ripristinare la coscrizione obbligatoria, è tornata anche in vigore una vecchia disposizione, che risale a prima della sospensione del servizio militare obbligatorio del 2011. Gli uomini tra i 18 e i 45 anni sono tenuti a richiedere un’autorizzazione al centro di carriera dell’esercito competente prima di lasciare la Germania per viaggi oltre i tre mesi. La norma è passata quasi inosservata fino all’inizio di aprile, quando ha suscitato reazioni immediate nell’opinione pubblica e nella classe politica.
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Il ministro della Difesa Boris Pistorius (SPD), in quell’occasione, si è affrettato a dire che quell’obbligo non sarebbe stato applicato in assenza di un’emergenza concreta e che quindi chi, in questo momento, dovesse partire anche per lunghi periodi non ha alcun bisogno di chiedere il permesso alla Bundeswehr. Il suo ministero ha poi sospeso tale obbligo tramite un provvedimento generale. Una recente perizia giuridica, però, suggerisce che tale sospensione non rientrasse fra i poteri del ministero e che sia quindi illegittima e non valida.
La perizia del Servizio Scientifico del Bundestag
In un documento di tredici pagine, commissionato dal gruppo parlamentare di Die Linke e citato da ARD e dal Tagesschau, il Servizio Scientifico del Bundestag ha esaminato la legittimità del provvedimento generale di sospensione adottato dal ministero della Difesa e ha concluso che tale provvedimento esula dalle prerogative del ministero stesso. La vice presidente del gruppo parlamentare di Die Linke Desiree Becker aveva segnalato possibili irregolarità giuridiche in un’interrogazione presentata al governo il 15 aprile. La risposta del ministero, giunta sette giorni dopo, si è limitata a tre frasi, senza affrontare le preoccupazioni sollevate. Becker ha definito l’intera vicenda “un’ulteriore prova di incompetenza e di massimo fallimento del ministero”.
La legge sul servizio militare obbligatorio consente infatti al ministero di accordare esenzioni dall’obbligo di registrazione in casi specifici. Il provvedimento generale, tuttavia, ha esentato l’intera popolazione maschile, senza alcuna distinzione. Secondo la perizia, in questo modo “l’eccezione diventerebbe la regola”, svuotando di fatto la norma di qualsiasi applicabilità residua.
La sospensione, peraltro, è stata disposta senza limiti di tempo. Il Servizio Scientifico rileva che, in questo modo, il ministero avrebbe creato una “situazione giuridica permanente”, prerogativa che non rientra tra le competenze dell’esecutivo. Quest’ultimo è chiamato ad applicare ed eseguire le leggi, non ad abrogarle. L’abrogazione o la dichiarazione di incostituzionalità spettano infatti esclusivamente alla Corte costituzionale federale. In altre parole, Pistorius ha voluto rassicurare la popolazione giustamente preoccupata sul fatto che la riforma che aveva appena promosso non avrebbe avuto un impatto pesante sulla vita collettiva, ma non è così: l’impatto è reale e il ministro non può decidere autonomamente di cancellarlo.
Che cosa succede adesso?
Una volta stabilito senza margine di dubbio che l’obbligo sussiste, il ministero della Difesa può scegliere di revocare il proprio provvedimento generale che esonerava gli uomini in età di leva dalla notifica dei soggiorni all’estero superiori ai tre mesi. In alternativa, il provvedimento può essere annullato da un tribunale.
Di esenzioni generali non si parla più, il che potrebbe pesare non poco sull’opinione pubblica, in termini non solo di favore per l’operato del governo (che è già ai minimi storici) ma anche di popolarità del ministro Pistorius, che, fino a questo momento, è riuscito a rimanere costantemente in testa fra i politici più amati del Paese.
