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La CDU di Berlino vuole costruire a Tempelhofer Feld, a tutti i costi

Il 25 maggio 2014 i berlinesi si espressero con un referendum contro l’urbanizzazione dell’ex area aeroportuale di Tempelhofer Feld. Dodici anni più tardi, a circa quattro mesi dalle elezioni per il Parlamento regionale del 20 settembre, quella decisione torna al centro del dibattito politico e non per la prima volta. Come accade periodicamente, quasi a ogni campagna elettorale, l’idea di costruire su Tempelhofer Feld riemerge con forza, nonostante ogni volta i berlinesi abbiano reso chiaro di voler conservare il campo così com’è, uno dei parchi più amati e frequentati della capitale, luogo di aggregazione, sport, ozio, divertimento, pic-nic, volo di aquiloni e feste improvvisate.

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L’aeroporto di Tempelhof è chiuso da quasi vent’anni e l’area è oggi uno spazio libero e accessibile per residenti di tanti quartieri densamente abitati. Eppure la sua destinazione continua a dividere.

La CDU di Berlino punta a costruire su Tempelhofer Feld: “è ciò che faremo”

Dirk Stettner, capogruppo della CDU di Berlino, ha dichiarato alla Deutsche Presse-Agentur che l’edificazione perimetrale del Tempelhofer Feld costituisce un punto irrinunciabile in eventuali trattative di coalizione post-elettorali. “Vogliamo un’edificazione perimetrale dell’area con alloggi di cui c’è urgente bisogno”, ha affermato Stettner. “Per me questa sarebbe una condizione per un accordo di coalizione”.

Stettner ipotizza che si possano costruire, intorno al parco, fra i20.000 e i 30.000 appartamenti. “E questo è ciò che faremo” dichiara, facendo appello al problema sempreverde dell’emergenza abitativa che affligge Berlino. Almeno nelle intenzioni, il “cuore” del sito dovrebbe essere lasciato al suo ruolo attuale di spazio per il tempo libero, la cultura e le esperienze collettive.

Tuttavia, l’Associazione tedesca per l’ambiente e la protezione della natura (BUND) boccia il progetto, sostenendo, nelle parole della direttrice della sezione di Berlino Gabi Jung, che non sia affatto vero ciò che dice Stettner, cioè che sia possibile una qualsiasi forma di edificazione “moderata o rispettosa” di questa area.

Le preoccupazioni ambientali si concentrano in particolare sulle zone periferiche del campo, che svolgono una funzione ecologica fondamentale: garantiscono aria pulita, contribuiscono al raffreddamento dei quartieri circostanti e costituiscono habitat per specie animali e vegetali. “Se tutti gli usi vengono spinti verso il centro a causa della prevista edificazione perimetrale, sarà impossibile preservare gli habitat e la biodiversità”, ha spiegato Jung

Un altro referendum? Secondo la CDU non serve

A metà maggio, un gruppo di architetti ha reso pubblico un piano per la realizzazione di circa 21.000 appartamenti ai margini di Tempelhofer Feld, su una superficie pari a circa un terzo del perimetro. Il sindaco Kai Wegner (CDU) ha annunciato che il senatore alle finanze Stefan Evers (CDU) ne esaminerà la fattibilità economica e ha annunciato che il Land di Berlino potrebbe sviluppare questo progetto in autonomia. Tutto questo appare in contrasto con il fatto che, in passato, in risposta a un commento dell’attuale cancelliere nonché compagno di partito Friedrich Merz, Wegner avesse assicurato che la sua amministrazione non avrebbe mai costruito sul vecchio aeroporto, se i cittadini avessero reso chiaro di non essere d’accordo.

Stettner ha definito il progetto preliminare una base solida. Restano da definire dettagli come l’altezza degli edifici, e la CDU ha preannunciato la presentazione di varianti progettuali alla cittadinanza.

Spazi vuoti già disponibili: la proposta alternativa

Il BUND indica una via alternativa: in città esisterebbero uffici vuoti e appartamenti in affitto utilizzati come alloggi turistici. Recuperando questi spazi, secondo l’associazione, potrebbero nascere fino a 50.000 nuovi appartamenti, senza toccare aree verdi. Anche su superfici già impermeabilizzate e asfaltate, ha sottolineato Jung, il potenziale di riconversione sarebbe considerevole. La coalizione tra CDU e SPD, invece, sarebbe in preda alla “febbre del cemento”, ignorando deliberatamente queste possibilità. Stettner respinge l’idea di un nuovo referendum. “Il miglior referendum è l’elezione del 20 settembre”, ha detto, aggiungendo che dopo le elezioni spetterà al Parlamento “rivalutare una nuova situazione”.

Verdi e Die Linke contro l’edificazione

Werner Graf, candidato di punta dei Verdi per le elezioni regionali, è fortemente contrario alla nuova proposta e ha sostenuto che il Senato debba invece concentrarsi sui progetti edilizi già avviati e sulla trasformazione di uffici sfitti in alloggi a prezzi accessibili. Anche Die Linke ha comunicato il proprio sostegno al rispetto della volontà popolare espressa nel referendum del 2014 e la contrarietà a qualsiasi nuovo intervento di edificazione sull’area.

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