La Germania ritira l’appoggio a Israele nel processo per genocidio davanti alla Corte dell’Aia
A circa due settimane dalla scadenza del termine utile, il governo tedesco ha confermato che la Germania non presenterà alcun intervento in difesa di Israele nel procedimento per genocidio pendente davanti alla Corte Internazionale di giustizia dell’Aia. La notizia è emersa nel corso di una conferenza stampa, quando un portavoce del Ministero degli Esteri ha risposto alla domanda diretta di un giornalista sull’eventuale deposito di una memoria legale a sostegno di Gerusalemme.
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La decisione rovescia quanto annunciato dal governo Scholz nel gennaio 2024, un mese dopo che il Sudafrica aveva depositato il proprio ricorso contro Israele. In quella circostanza, l’esecutivo tedesco aveva dichiarato la propria intenzione di affiancarlo nella difesa, ritenendo le accuse di genocidio assurde e prive di qualsiasi fondamento giuridico.
Il passo indietro di Berlino dopo le accuse dal Nicaragua
Il cambio di rotta, secondo il portavoce del Ministero, dipende dal fatto che la Germania è ora impegnata a difendersi in un procedimento parallelo. Nel marzo 2024, infatti, il Nicaragua ha citato la Germania davanti alla stessa Corte dell’Aia, sostenendo che le esportazioni tedesche di armamenti verso Israele configurassero un concorso in un possibile genocidio ai danni della popolazione civile della Striscia di Gaza. Secondo Managua, Berlino violerebbe in tal modo la Convenzione sul genocidio del 1948.
Il portavoce del Ministero degli Esteri ha chiarito la posizione dell’esecutivo: ora che la Germania figura essa stessa come parte in un procedimento contenzioso davanti alla Corte Internazionale di Giustizia, il governo ha scelto di concentrare le proprie energie su quella causa, rinunciando all’intervento nel caso che vede Israele come convenuto.
La posizione sul merito dell’accusa
Alla domanda se il governo attuale condividesse ancora la valutazione del predecessore, secondo cui l’accusa di genocidio contro Israele era del tutto infondata, il portavoce ha evitato una risposta diretta. Ha precisato che spetterà alla Corte fare chiarezza e che Berlino attende l’esito del procedimento. Le accuse mosse dal Nicaragua alla Germania, ha aggiunto, vengono invece respinte con fermezza.
La Corte ha già respinto la proposta di misure provvisorie contro la Germania
Nel frattempo, la Corte Internazionale di giustizia si è già pronunciata su un aspetto della controversia tra Nicaragua e Germania, respingendo la richiesta di misure provvisorie avanzata da Managua. I giudici hanno stabilito che le circostanze attuali non giustificano l’adozione di provvedimenti d’urgenza, scagionando di fatto la Germania dall’accusa di favoreggiamento del genocidio su quel fronte specifico.
Il Nicaragua aveva chiesto cinque misure immediate: tra queste, il blocco delle forniture militari tedesche a Israele e la ripresa dei contributi all’UNRWA, l’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, che Berlino aveva sospeso dopo che alcuni dipendenti dell’ente erano stati accusati di coinvolgimento negli attacchi del 7 ottobre 2023. Il governo tedesco aveva già annunciato la ripresa di quei pagamenti la settimana precedente alla sentenza, a seguito della pubblicazione di un rapporto investigativo sull’agenzia.
Il procedimento rimane aperto
Il rigetto dell’istanza d’urgenza non equivale all’archiviazione del caso. La Corte ha respinto unicamente la domanda cautelare, lasciando aperto il procedimento principale. Nella lettura del dispositivo, i giudici hanno espresso “profonda preoccupazione” per la situazione a Gaza e hanno richiamato la comunità internazionale al rispetto delle convenzioni internazionali che vietano la fornitura di armi a parti coinvolte in conflitti militari con un riferimento esplicito alla Germania.
Davanti alla Corte, la Germania ha sostenuto di fornire armamenti a Israele esclusivamente sulla base di valutazioni rigorose, che vanno oltre le prescrizioni del diritto internazionale. A fare questa dichiarazione, all’inizio di aprile, era stata Tania von Uslar-Gleichen, responsabile dell’ufficio legale del Ministero degli Affari Esteri. La sicurezza di Israele, ha ricordato, occupa un posto centrale nella politica estera tedesca in ragione del peso storico che grava sul paese.
Il rappresentante del Nicaragua, l’avvocato tedesco Daniel Müller, ha rovesciato l’argomento: la Germania fornisce aiuti umanitari ai palestinesi di Gaza e al tempo stesso l’equipaggiamento militare impiegato contro di loro.
A differenza della Germania, gli Stati Uniti hanno scelto di intervenire attivamente in difesa di Israele davanti alla Corte Internazionale di Giustizia. Più di una dozzina di paesi hanno depositato memorie, tra cui Spagna, Paesi Bassi e Irlanda, ma molti di questi sostengono posizioni divergenti da quella americana.
La trascrizione della conferenza stampa è disponibile sul sito ufficiale del Ministero degli Esteri.




