AperturaInterviste

Primitivo di Manduria, eccellenza pugliese. Intervista con Novella Pastorelli

In occasione di ESPÓ, la fiera-boutique che fa da punto d’incontro tra produzione artigianale dell’enogastronomia italiana e mercato tedesco e che si è tenuto il 21 e il 22 febbraio, abbiamo intervistato Novella Pastorelli,  la presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria. Che ci ha dato in anteprima una notizia: a breve, il Primitivo di Manduria sarà anche rosato!

Siamo qui oggi a Berlino, con il celeberrimo Primitivo di Manduria. Ma qual è l’inizio di questo viaggio, che sta portando l’eccellenza pugliese anche in ambito internazionale?

Si parte sempre dalla territorialità, che è un elemento fondamentale, perché a mio avviso la qualità può essere prodotta ovunque, ma è l’eccellenza a legare davvero un prodotto al suo territorio. In questo senso, raccontare il Primitivo di Manduria significa raccontare un’area di produzione straordinaria, fatta di 1600 viticoltori che, in maniera certosina, raccolgono l’uva migliore in 18 comuni, 15 nella provincia di Taranto e tre nella provincia di Brindisi. Da qui, il vino viene imbottigliato e commercializzato in tutto il mondo.

Parliamo delle caratteristiche specifiche di questo prodotto: che cosa lo rende unico nel suo genere?

Innanzitutto, il Primitivo di Manduria si distingue dal Primitivo proprio perché ha una zona di produzione specifica ed è proprio qui, come vi dicevo, che nasce la sua eccellenza. La zona di produzione si distingue tra l’entroterra e una zona di mare. Inizialmente le barbatelle di Primitivo di Manduria sono state impiantate lungo il litorale di Campomarino di Maruggio, in seguito si sono evolute e si sono diffuse nel resto dell’area che include i 18 comuni di cui parlavamo. L’eccellenza del Primitivo di Manduria è legata al fatto che si lega a un territorio che è molto più roccioso e quindi sviluppa dei sentori che sono molto più ferrosi rispetto a un Primitivo di Manduria di Mare, che presenta invece una salinità maggiore.

Parliamo certamente di un vino nobile, con note di marasca, ciliegio, tabacco, cuoio e a volte legno. Troviamo quindi un Primitivo di Manduria fermo, un Primitivo di Manduria riserva, che fa appunto un passaggio in legno, e un Primitivo di Manduria dolce naturale, diventato la prima DOCG della Puglia.

Questo rapporto tra eccellenza e territorio mette indubbiamente in rilievo la Puglia e il vostro prodotto spicca inevitabilmente come un fiore all’occhiello della regione.

Il Primitivo di Manduria è la più grande denominazione pugliese, con 1600 viticoltori, 154 cantine di imbottigliamento e 64 cantine di trasformazione. Ha un volume d’affari che si aggira intorno ai 28 milioni di bottiglie e siamo arrivati a 30 milioni di bottiglie prodotte in un anno, con un fatturato che si aggira intorno ai 160 milioni di euro.

Un volume d’affari sicuramente importante. Come Presidente del Consorzio di Tutela, qual è la sua strategia per promuovere sempre meglio il vostro prodotto?

Sotto il nostro Consiglio di amministrazione, il primo marzo del 2023, è stata introdotta la fascetta di Stato. Sappiamo che la legislazione italiana introduce la fascetta di Stato obbligatoriamente solo per la tipologia di DOCG, ma noi abbiamo voluto invece che la fascetta di Stato fosse obbligatoria anche sul Primitivo di Manduria DOC e Primitivo di Manduria DOC Riserva, per una semplice ragione.

La fascetta di Stato, infatti, indica la tracciabilità del vino dalla vigna fino allo scaffale ed è indice di tutela del consumatore finale, che attraverso un QR code può sapere tutto del prodotto e dell’azienda, dove si trova, qual è l’ambito di produzione, di che tipo di Primitivo di Manduria parliamo e quindi racconta nuovamente la storia di quel territorio e delle origini del prodotto. La fascetta di Stato per noi è stata fondamentale. 

C’è anche una notizia in anteprima, pare…

Sì, abbiamo chiesto l’introduzione di una nuova tipologia, che è il rosato. È una notizia che vi diamo in anteprima, perché la decisione è stata presa in un’assemblea all’interno del Consorzio di Tutela appena lo scorso 16 febbraio 2026. Abbiamo raggiunto un quorum che è stato molto difficile da raggiungere, perché per l’introduzione di questa modifica devono votare in maniera positiva tutte e tre le filiere. Quindi abbiamo richiesto al Ministero di esaminare la richiesta di modifica del disciplinare che vede l’introduzione della nuova tipologia di rosato sulla DOC.

Quindi, oltre al Primitivo rosso di Manduria, avremo presto anche il Primitivo rosato di Manduria. Una notizia sicuramente interessante per tutti gli amanti del vino. Vuole aggiungere qualcosa, prima di tornare alla fiera?

Io chiedo soltanto ai consumatori, prima di comprare un vino, di accertarsi di acquistare un’eccellenza legata a un territorio, perché, come ho sottolineato prima, questo riferimento al territorio è fondamentale per distinguere un vino di eccellenza da un vino semplice.

La newsletter del Mitte!

Notizie, novità, eventi dalla Germania

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio