Habersaathstraße: il proprietario fa distruggere gli appartamenti per cacciare gli inquilini
Per capire questa vicenda è necessario sapere alcune cose sul sistema degli affitti in Germania. La prima è che esiste un indice dei prezzi applicabili, che dipende da molteplici fattori. Fra i più importanti, oltre alla posizione, c’è il tipo di edificio: un palazzo di nuova costruzione, con rifiniture di alta qualità, avrà un prezzo al metro quadro più alto rispetto a uno degli anni ’60 o ’70, con rifiniture di qualità minore, meno isolamento termico e così via. La seconda è che, mentre da noi è comune soprattutto il contratto “4+4”, in Germania è normale che gli affitti siano a tempo indeterminato e sfrattare un inquilino che paga regolarmente l’affitto è possibile solo in pochissimi casi, per esempio quando il proprietario decide di andare a vivere personalmente nell’appartamento in questione. Questo è un problema per le grandi aziende e anche i privati che comprano interi edifici allo scopo di generare reddito con gli affitti, specialmente se gli appartamenti sono abitati da inquilini che hanno contratti d’affitto regolari ma “vecchi”, con prezzi ancora relativamente convenienti.
La newsletter del Mitte!
Notizie, novità, eventi dalla Germania
Solitamente, in questi casi, l’obiettivo del padrone di casa è far demolire l’edificio per costruirne uno più redditizio, per esempio da adibire ad abitazioni di lusso, case vacanze o uffici. E cose può fare il proprietario, se gli inquilini non lasciano gli appartamenti e continuano a pagare? Per esempio, può rendere la loro vita un inferno. O, nel caso dell’edificio situato ai numeri civici 44 e 48 dell’Habersaathstraße, può far distruggere l’interno dei loro appartamenti.
Appartamenti distrutti, gli inquilini non hanno altro posto dove andare
Ed è proprio così che è andata: una squadra di otto-dieci uomini mascherati ha fatto irruzione giovedì scorso intorno a mezzogiorno negli appartamenti del quartiere di Mitte e a guidare l’intervento sarebbe stato proprio Andreas Pichotta, titolare di Arcadia Estate e proprietario dell’immobile dal 2017. La squadra ha sfondato le porte, strappandole dai cardini, ha frantumato lavandini, water e vasche da bagno distrutti, con l’acqua che zampilla dai tubi rotti allagando i pavimenti, danneggiando i mobili e gli oggetti di proprietà degli inquilini.
Secondo i residenti, la polizia sarebbe stata chiamata, ma sarebbe andata via senza intervenire. Un inquilino ha riferito al quotidiano Taz di non aver potuto sporgere denuncia, ma di essere stato accusato, invece, di aver chiamato il numero di emergenza senza motivo. La polizia di Berlino, interpellata dal Morgenpost, conferma soltanto di aver accompagnato “lavori di costruzione legittimi” eseguiti insieme a un ufficiale giudiziario. Due senzatetto sarebbero stati trovati negli appartamenti, il che avrebbe portato a rafforzare il dispiegamento di forze dell’ordine. La situazione viene definita “dinamica”. Un testimone riferisce che nel tardo pomeriggio sarebbe stata presentata denuncia per tentato furto con scasso e minaccia. Pichotta dichiara di aver agito legittimamente, giustificandosi con l’invio di un’e-mail di preavviso, indirizzata al sindaco del distretto di Mitte, Stefanie Remlinger (Verdi), prima dell’intervento della sua squadra. Il fatto che abbia informato preventivamente l’amministrazione locale sembra rafforzare la sua convinzione di agire legittimamente.
Il conflitto tra speculazione immobiliare e inquilini storici
L’edificio, un ex dormitorio delle infermiere della Charité, si trova al centro di una disputa di lunga data, che è stata trattata anche nel documentario Born to Die in Berlin, di Maurizio Spagliardi, Paola Guazzo e Francesco Longo. Pichotta intende demolire l’edificio, nonostante questo sia strutturalmente integro, per costruire nuovi appartamenti da affittare a canoni superiori, ma cinque inquilini mantengono contratti di locazione a tempo indeterminato.
Daniel Diekmann, uno di loro, ha ottenuto lunedì scorso un’altra vittoria giudiziaria e il permesso di restare nel proprio appartamento. L’ultimo tentativo di sgombero, risalente a ottobre, è stato sostanzialmente inefficace. Da quando nel 2021 alcuni senzatetto hanno occupato gli appartamenti già liberati, Pichotta tenta di rimuoverli, ricorrendo in alcuni casi a metodi violenti. Vessazioni e azioni legali continue, tutte senza esito, caratterizzano la sua strategia. Per spingere gli inquilini ad andarsene, da quasi tre mesi il riscaldamento dell’edificio risulta spento, quindi i residenti hanno attraversato questi giorni di freddo eccezionale senza poter riscaldare le proprie case né lavarsi con acqua calda. Una votazione dell’assemblea distrettuale ha stabilito che l’ufficio distrettuale deve ripristinare la fornitura agli inquilini, se necessario mediante intervento sostitutivo. La decisione ha ottenuto 26 voti favorevoli e 12 contrari. Anche mercoledì scorso la questione è stata discussa nel parlamento distrettuale.
Giovedì 20 novembre sono state consegnate al parlamento del distretto Mitte oltre 10.000 firme a favore della rimunicipalizzazione dell’Habersaathstraße.



