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Questo Land tedesco registra le doppie nazionalità nelle statistiche dei reati

A febbraio è stato pubblicato uno studio dell’Istituto per la ricerca economica di Monaco, nel quale si dimostrava, con abbondanza di dati statistici, l’assenza di correlazione fra immigrazione e criminalità. Considerando quello che sappiamo dell’evoluzione delle opinioni politiche nelle società contemporanee, era impensabile che la pubblicazione della ricerca, per quanto prestigiosa fosse l’istituzione che l’ha curata, potesse in qualche modo quietare il dibattito politico e soprattutto elettorale che usa questo tema come il migliore dei combustibili. Un esempio recente lo si può vedere in Nord Reno-Westfalia, il primo Land tedesco a registrare sistematicamente le doppie nazionalità dei sospettati e delle vittime di reato nelle statistiche ufficiali sulla criminalità. Un provvedimento che divide nettamente il panorama politico: da un lato l’SPD, che grida al populismo elettorale, e dall’altro l’Unione che invece vorrebbe estendere questa prassi a tutta la Germania.

Il decreto, firmato dal ministro dell’Interno Herbert Reul (CDU), entrerà in vigore retroattivamente dal 1° luglio (ovvero, una volta entrato in vigore richiederà la registrazione statistica di eventuali doppie nazionalità per tutti i reati commessi dal primo luglio i poi).

A cosa serve indicare le doppie nazionalità nelle statistiche sui reati?

“Chi vuole vedere la realtà deve anche misurarla”, così Herbert Reul ha giustificato la sua decisione in una dichiarazione rilasciata al quotidiano Rheinische Post. Il ministro dell’Interno del Nord Reno-Westfalia sostiene che conoscere chi, fra i responsabili dei reati, abbia la doppia cittadinanza ed eventualmente di quale Paese sia cittadino oltre alla Germania sia essenziale. Non solo per completezza statistica, ma anche per ragioni operative concrete.

La pluricittadinanza, secondo Reul, potrebbe costituire un indicatore di possibile rischio di fuga. Un elemento da considerare quando si valutano i motivi di detenzione durante le indagini. Secondo i dati già raccolti, per esempio, nel Nord Reno-Westfalia, un sospettato su sei con cittadinanza tedesca ha anche una seconda nazionalità. Le più frequenti sono quella turca, quella polacca e quella russa. Il provvedimento mantiene comunque la conformità con le linee guida federali, poiché all’Ufficio federale di polizia criminale continuerà ad essere comunicata una sola cittadinanza, come sempre.

La furia dell’SPD: “una manovra elettorale assurda”

Sebastian Fiedler, deputato e portavoce per la politica interna dell’SPD ha definito l’iniziativa di Reul “una manovra elettorale” con motivazioni “assolutamente assurde”. In primo luogo, Fiedler smonta le presunte giustificazioni operative in sede di decisione sull’eventuale custodia preventiva o sul rischio che un sospettato lasci il Paese: se davvero la doppia cittadinanza fosse importante per valutare il rischio di fuga, questa informazione servirebbe durante le indagini, non dopo. “La registrazione statistica” ricorda invece Fiedler in una dichiarazione al Tagesspiegel “avviene solo dopo la conclusione delle indagini e non ha alcuna rilevanza per le indagini stesse o per la prevenzione dei rischi”.

L’esponente SPD denuncia anche un problema di metodo: Reul avrebbe dovuto discutere la proposta nella conferenza dei ministri dell’Interno, come da prassi, invece di agire unilateralmente. Inoltre, d’accordo con altri esponenti del centro sinistra, Fiedler ritiene questa misura invii un messaggio discriminatorio. “A tutte le persone con doppia cittadinanza viene segnalato che, con un secondo passaporto, sono considerate solo cittadini di seconda classe”.

L’Unione rilancia: “estendere il modello a tutta la Germania”

Prevedibilmente, i compagni di partito di Reul trovano invece positiva l’iniziativa del Ministro dell’Interno del NRW. Alexander Throm, portavoce per la politica interna del gruppo parlamentare dell’Unione al Bundestag ha espresso infatti “sostegno senza riserve” all’iniziativa del Nord Reno-Westfalia, sostenendo che la nazionalità giochi “ovviamente un ruolo importante nelle statistiche sulla criminalità” e lodandone la registrazione come un esempio di trasparenza nel lavoro delle forze dell’ordine.

L’Unione vorrebbe addirittura estendere questo approccio alla polizia federale e agli altri Länder. Soprattutto – argomenta Throm – considerando che “il problema è destinato ad aggravarsi notevolmente in futuro, dopo che il governo [precedente] ha introdotto la doppia cittadinanza in modo generalizzato”.

Foto: Grüne Landtagsfraktion NRW

Anche i Verdi del Nord Reno-Westfalia hanno preso posizione. Julia Höller, portavoce per la politica interna del gruppo parlamentare a Düsseldorf, non ha risparmiato critiche dirette, accusando il Ministro dell’Interno del Land di fare il gioco dell’ultradestra. Il decreto, sostiene “non apporta alcun vantaggio in termini di informazioni utili al lavoro della polizia e va a vantaggio di AfD.

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