A Berlino c’è finalmente Anton-Wilhelm-Amo-Straße

In questo periodo si parla moltissimo del passato coloniale con il quale la Germania fatica a fare i conti. Una delle tracce più controverse di questo passato si ritrova, come spesso avviene in Europa, nei nomi delle strade, come la Mohrenstraße di Berlino. Questo nome, che si potrebbe tradurre in italiano come “Via dei Mori” è considerato razzista, poiché il termine “Mohr” veniva utilizzato, in modo simile al suo equivalente italiano, per riferirsi alle persone dalla pelle scura. Proprio per questo, da diversi anni a questa parte, diversi movimenti chiedevano di rinominare la strada, cosa che è effettivamente avvenuta sabato scorso: la via, sulla quale si trovanoedifici prestigiosi come il Ministero federale della Giustizia, l’Università Humboldt e la Casa dell’Artigianato Tedesco, si chiama ora Anton Wilhelm Amo Straße.
Il nuovo nome: le origini e la storia complicata di Anton-Wilhelm-Amo-Straße
L’iniziativa è nata nel parlamento distrettuale, dove l’amministrazione guidata dai Verdi aveva già finalizzato la decisione nell’aprile 2021.
La scelta del nuovo nome non è stata casuale. Anton Wilhelm Amo è una figura straordinaria nella storia tedesca: nato nel 1703 nell’attuale Ghana, fu deportato in Germania quando era ancora bambino. Divenne il primo filosofo e giurista di origine africana conosciuto nel Paese.
Tuttavia, la scelta di intitolargli la via non è stata accolta da tutta la popolazione con il medesimo entusiasmo. Diversi residenti della strada hanno immediatamente contestato la decisione dell’ufficio distrettuale, dando inizio a una battaglia legale che si è trascinata per anni, complicando la procedura.
Il Tribunale amministrativo di Berlino aveva respinto una delle cause. Le altre erano rimaste “sospese” con il consenso di tutte le parti. Sembrava tutto risolto quando, a luglio, il Tribunale amministrativo superiore aveva dichiarato definitiva la ridenominazione. Giovedì scorso è arrivato il colpo di scena: un residente ancora in causa ha presentato una richiesta urgente, sostenendo che la ridenominazione non poteva avvenire prima della decisione sul suo caso sospeso. Il tribunale amministrativo gli ha dato ragione, bloccando tutto all’ultimo momento.
Per i promotori dell’iniziativa, era importante riuscire a tenere la cerimonia di assegnazione del nuovo nome nella data simbolica del 23 agosto, Giornata internazionale per la commemorazione della tratta degli schiavi e della sua abolizione. L’amministrazione distrettuale ha quindi presentato urgentemente ricorso al Tribunale amministrativo superiore. Il tribunale di primo grado aveva bocciato l’urgenza della ridenominazione. “Il fatto che il 23 agosto sia la Giornata internazionale per la commemorazione della tratta degli schiavi non costituisce un motivo valido per effettuare la ridenominazione proprio in questa data nel 2025”, avevano stabilito i giudici.
Anche i preparativi già organizzati non giustificavano particolare fretta, secondo il tribunale. L’ufficio distrettuale li aveva “organizzati consapevolmente”, quindi la presunta urgenza era artificiosa. Alla fine, però, il Tribunale amministrativo superiore ha ribaltato tutto e venerdì sera ha dato il via libera definitivo.
La stazione della metropolitana di Mohrenstraße non ha ancora cambiato nome
Sabato pomeriggio, la cerimonia di inaugurazione si è svolta regolarmente, con i cartelli stradali del nuovo nome Anton-Wilhelm-Amo-Straße già installati da tempo. Per alcuni, però, si tratta solo di un successo parziale.
La Berliner Verkehrsbetriebe (BVG), infatti, ha dovuto rimandare il cambio di denominazione della stazione della metropolitana di Mohrenstraße. “A causa degli sviluppi giuridici, abbiamo dovuto sospendere il cambio di nome della stazione”, ha spiegato un portavoce dell’azienda di trasporti.
Il via libera dato venerdì, infatti, risultava troppo tardivo per coordinare anche la modifica delle indicazioni della U-Bahn. La BVG promette di risolvere la questione “il più rapidamente possibile nei prossimi giorni”.




