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Merz sotto accusa: oltre 1000 denunce per complicità in crimini di guerra a Gaza

È iniziato tutto con un appello online, ma, questa volta, le proteste contro l’operato del governo tedesco non si sono limitate a manifestazioni di piazza e slogan: sono diventate azioni legali che ora dovranno essere esaminate davvero. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz (CDU), dalla scorsa settimana, è il destinatario di oltre mille denunce depositate presso l’Ufficio del Procuratore generale federale a Karlsruhe. Il reato che gli viene contestato è quello di complicità nei crimini di guerra e contro l’umanità, per il ruolo della Germania nel conflitto in Medio Oriente e, più nello specifico, per l’appoggio ininterrotto a Israele durante gli attacchi nella Striscia di Gaza e, successivamente, il blocco delle forniture di generi di prima necessità.

Le denunce, a quanto riportato dalla rivista Focus, sono quasi tutte identiche, inoltrate da individui e gruppi diversi, ma con un messaggio comune: la solidarietà incondizionata con Israele, così come espressa dal governo tedesco, avrebbe superato il limite di ciò che in Germania si considera accettabile sul piano dei diritti umani.

Le accuse di Die Linke

Su questa mobilitazione generale si è espressa Selina Pfister, esponente di Die Linke e presidente distrettuale ad Aschaffenburg. È stata lei, secondo quanto riferito da TV Mainfranken, a firmare e promuovere una delle prime denunce formali. Pfister accusa Merz non solo di essere moralmente corresponsabile, ma di essere anche giuridicamente coinvolto in crimini internazionali veri e propri: la complicità in crimini contro l’umanità e crimini di guerra è un reato riconosciuto e perseguibile e, in questo caso, lo si intende con riferimento specifico alla situazione nella Striscia di Gaza.

L’accusa non si ferma qui. Pfister sottolinea come la Germania, ignorando consapevolmente la gravità della crisi umanitaria a Gaza, continui a esportare armi verso Israele ponendosi, sostiene, in violazione del diritto internazionale.

Una campagna che si allarga, denuncia dopo denuncia

Selina Pfister ha poi confermato alla testata Frankfurter Rundschau che la denuncia non è rimasta circoscritta alla sua sezione distrettuale. È stato un responsabile della campagna elettorale locale a diffondere la lettera d’accusa oltre i confini di Aschaffenburg-Miltenberg, raggiungendo sezioni di Die Linke in tutto il paese. Da martedì, hanno cominciato a invitare attivamente altri circoli del partito a unirsi all’iniziativa, andando oltre il mero gesto politico dal significato simbolico, passando a una reale presa di posizione con conseguenze giuridiche.

Il risultato è stata un’ondata coordinata e crescente di denunce, presentate in maniera autonoma da altri cittadini e militanti.

Il quadro giuridico: su cosa poggiano le accuse a Merz per favoreggiamento dei crimini di guerra

Il punto centrale delle accuse si fonda su precisi obblighi legali. La Germania, in quanto firmataria delle Convenzioni di Ginevra e dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale, è tenuta non solo ad astenersi dal commettere crimini di guerra, ma anche a prevenirli e punirli. Inoltre, come dimostra il caso dell’uomo siriano condannato in Germania per reati di guerra commessi nel proprio Paese, la giustizia tedesca può perseguire tali crimini indipendentemente dalla giurisdizione. Con queste premesse, appare ovvio come la fornitura di armi a parti coinvolte in un conflitto, laddove tali armi possano essere usate per violare il diritto internazionale, diventi un atto potenzialmente sanzionabile.

In effetti, l’ufficio del Procuratore generale federale ha confermato che la quasi totalità delle oltre mille denunce presentate contiene esattamente questo tipo di accusa: che la politica estera tedesca, con particolare riferimento al sostegno militare a Israele, sia diventata complice di gravi violazioni del diritto umanitario internazionale.

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