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Islamisti pianificavano attentato contro la moschea progressista di Berlino

Sette presunti islamisti sarebbero stati in procinto di pianificare un attentato contro la moschea progressista di Berlino, la Ibn-Rushd-Goethe, che rappresenta un simbolo di apertura e inclusione nell’interpretazione del Corano. L’accusa si baserebbe su foto del luogo di preghiera inviate via Telegram nel luglio 2022.

I sospetti, di età compresa tra i 21 e i 47 anni, compariranno alla fine di luglio davanti alla Corte d’Appello di Düsseldorf, come riportato da WELT AM SONNTAG.

La moschea progressista di Berlino nel mirino di islamisti collegati all’Isis

La moschea Ibn-Rushd-Goethe di Berlino, fondata dall’avvocata e attivista per i diritti umani Seyran Ateş, è nota per essere un luogo di culto unico nel suo genere, che promuove un Islam riformista e interreligioso in cui anche le donne possono svolgere la funzione di Imam e che apre le porte ai fedeli di altre religioni e alla comunità queer. Per questo è spesso nel mirino dei fondamentalisti.

I sette uomini che avrebbero individuato la moschea di Ateş come target provengono da Tagikistan, Turkmenistan e Kirghizistan e sono stati arrestati nel Nord Reno-Westfalia a luglio del 2023. Alcuni di loro avrebbero alle spalle un passato di violenza nei loro Paesi d’origine, come un kirghiso soprannominato “Il Perduto”, che avrebbe ucciso un uomo con una mazza di legno durante una rapina, o come un turkmeno che avrebbe scaraventato a terra un buttafuori con tale violenza da ucciderlo.

I presunti islamisti si sarebbero incontrati in Ucraina. Da lì, sarebbero giunti in Germania utilizzando documenti falsi e avrebbero iniziato a diffondere propaganda dell’ISIS.

Un linguaggio pieno d’odio e gli “infedeli” descritti come “spazzatura”

Le loro comunicazioni intercettate rivelerebbero un linguaggio pieno di odio, in cui gli “infedeli” verrebbero descritti come “spazzatura”, nonché scambi di foto tratte da video di decapitazioni. Sei dei sette arrestati avrebbero inoltre donato diverse migliaia di euro all’ISIS e uno di loro, in particolare, avrebbe ricevuto addestramento militare direttamente nelle file del sedicente Stato Islamico.

Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe avuto contatti soprattutto con la filiale afgana dell’organizzazione terroristica, lo “Stato Islamico Provincia del Khorasan” (ISPK), responsabile di un attentato in una sala eventi di Mosca che a marzo ha causato quasi 150 morti. Il presunto capo del gruppo, inoltre, avrebbe guidato un’unità terroristica dell’ISIS a Kiev, in Ucraina.

Le indagini hanno rivelato che gli obiettivi degli imputati non si sarebbero limitati alla moschea Ibn-Rushd-Goethe, ma avrebbero preso in considerazione anche la possibilità di attaccare la comunità ebraica e una fiera a Colonia.

Uno degli imputati avrebbe inoltre esaminato sostanze chimiche in un negozio di bricolage a Gelsenkirchen, per un possibile attentato. Un altro avrebbe inserito bottiglie di plastica in una valigia, per testare la costruzione di una bomba. Un contatto del gruppo, infine, avrebbe offerto un missile Stinger per la somma di 5000 euro.

La moschea Ibn-Rushd-Goethe ha temporaneamente chiuso per ragioni di sicurezza nel mese di ottobre. Ora è di nuovo aperta, ma i visitatori devono registrarsi. “La continua situazione di minaccia ci costringe a farlo” ha dichiarato Seyran Ateş.

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