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Schwebebahn. La ferrovia sospesa di Wuppertal

Ci salireste mai? È famosa in tutta la Germania e, a vederla, sembra molto più “avveniristica” di quanto non sia in realtà. Stiamo parlando della Schwebebahn, la ferrovia sospesa di Wuppertal o, per meglio dire, una monorotaia che, a differenza dei normali treni, non scorre sopra i binari, ma sotto, sospesa nel vuoto.

Nota anche come “treno volante” o “drago d’acciaio”, è un elemento distintivo che rende unica questa cittadina, ed è stata inaugurata ai primi del ‘900, diventando ben presto un simbolo della città e sinonimo di progresso e innovazione. Il suo percorso si snoda a circa 12 metri d’altezza sopra il fiume Wupper e le strade cittadine.

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La ferrovia sospesa sul fiume Wupper: “opera peccaminosa per sfidare Dio”

La monorotaia di Wuppertal non è solo un’attrazione turistica, ma svolge anche un ruolo fondamentale come reale mezzo di trasporto pubblico, che fa parte della quotidianità dei residenti. Per chi non è abituato a vederla, però, conserva ovviamente un fascino piuttosto “esotico”: ogni anno, migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo visitano Wuppertal per vivere l’esperienza di viaggiare “sospesi nel vuoto”. Ogni giorno, inoltre, circa 80.000 pendolari la utilizzano per spostarsi in città. La scelta di utilizzare la monorotaia rispetto all’auto offre numerosi vantaggi: è veloce, non risente del traffico, permette di attraversare la valle del Wupper in modo più efficiente rispetto a qualsiasi altra forma di trasporto e offre una vista che non teme paragoni

Lungo i 13 km di percorso della Schwebebahn, si toccano 20 stazioni, dal lato orientale a quello occidentale della città, e si può ammirare dall’alto la città e il panorama circostante, passando per lo più sul fiume, ma anche su alcune zone urbane. Il treno viaggia a una velocità massima di 60 chilometri all’ora.

Fu costruita fra il 1901 e il 1903 ed ebbe molti nomi nel corso della sua storia. Fra questi il già citato “drago d’acciaio”, ma anche “la vecchia signora”. Per i critici conservatori, che guardavano con sospetto a questa incredibile innovazione, si sbilanciarono anche con soprannomi come “opera satanica”, “veicolo satanico”, “vanità peccaminosa con cui sfidare Dio” e perfino “opera blasfema del diavolo”

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La triste storia di Tuffi

Uno degli aneddoti più insoliti legati a questa ferrovia riguarda, incredibilmente, un elefante. Era il 21 luglio 1950 ed era ancora molto diffusa la convinzione che fosse giusto portare gli animali selvatici fuori dal loro habitat naturale, per esibirli nei circhi. Un elefante al quale era stato attribuito il profetico nome di “Tuffi” fu fatto viaggiare sulla ferrovia sospesa per pubblicizzare uno spettacolo del Circo Althoff. Prevedibilmente, l’animale era nervoso e spaventato e si agitava nel vagone. A un certo punto i suoi movimenti divennero così violenti da sfondare una parete laterale. Il povero Tuffi, terrorizzato, saltò fuori dal treno – fortunatamente mentre il vagone passava sopra il fiume. Tuffi atterrò in acqua e se la cavò con un graffio.

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