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Berlinale disinvita AfD dopo le polemiche: “Non sono benvenuti”

L’ufficio stampa della Berlinale disinvita i cinque esponenti di AfD che avrebbero dovuto partecipare all’apertura del celebre festival cinematografico.

La decisione arriva dopo un’onda di polemiche e una lettera firmata da oltre 200 operatori di settore, che si definivano “oltraggiati” dal fatto che la Berlinale si disponesse a ospitare membri del partito di ultradestra. La direttrice esecutiva del festival, Mariette Rissenbeek, aveva ribadito la distanza ideologica e culturale della Berlinale da AfD, cercando di spiegare le ragioni “istituzionali” dell’invito. Oggi, però, è arrivato un deciso passo indietro.


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Il noto festival cinematografico disinvita cinque politici di AfD

Nel comunicato che dà la notizia, si prende atto delle discussioni degli ultimi giorni, che a quanto pare avrebbero avuto un ampio riverbero anche all’interno del team della Berlinale. Per questo Mariette Rissenbeel e il direttore artistico Carlo Chatrian, hanno deciso di disinvitare i politici di AfD.

“Il dibattito attuale ha nuovamente reso molto chiaro quanto l’impegno per una società libera e tollerante e la lotta contro l’estremismo di destra siano parte del DNA della Berlinale” si legge nel comunicato, che ribadisce come, per decenni, il festival si sia impegnato “per i valori democratici e contro ogni forma di estremismo di destra“, come si può chiaramente evincere anche dal programma cinematografico e dall’attività della Berlinale come istituzione che ha sempre osservato “con preoccupazione” il fatto che “antisemitismo, islamofobia, discorsi di odio e altre posizioni antidemocratiche e discriminatorie siano in aumento, in Germania”.

Carlo Chatrian e Mariette Rissenbeek, rispettivamente direttore artistico e direttrice esecutiva. Foto di Alexander Janetzko

C’è quindi un virgolettato di Rissenbeck e Chatrian: “Soprattutto alla luce delle rivelazioni, fatte nelle ultime settimane, su posizioni esplicitamente antidemocratiche e su singoli politici di AfD (chi scrive si riferisce, presumibilmente, al cosiddetto “incontro di Potsdam“, ndr), è importante per noi – come Berlinale e come team – prendere una posizione inequivocabile a favore di una democrazia aperta” si legge.

Abbiamo quindi scritto oggi a tutti i politici di AfD precedentemente invitati e li abbiamo informati che non sono i benvenuti alla Berlinale” chiosano Rissenbeek e Chatrian.

Il comunicato continua, sottolineando come “AfD e molti dei suoi membri e rappresentanti” abbiano opinioni definite come “profondamente contrarie ai valori fondamentali della democrazia”. La conclusione, calca ancora di più la mano. All’interno di Alternativa per la Germania si possono trovare, si legge, “rivendicazioni per una società omogenea, restrizioni all’immigrazione e deportazioni di massa, osservazioni omofobiche, ostili nei confronti delle persone queer e razziste, così come un grave revisionismo storico e un’estremismo di destra palese”.

Il dibattito potrebbe non esaurirsi con la Berlinale. “In tempi in cui gli estremisti di destra stanno entrando nei parlamenti, la Berlinale vuole prendere una posizione chiara attraverso il chiaro disinvito dell’AfD di oggi. La discussione su come affrontare i politici di AfD coinvolge anche molte altre organizzazioni e festival. Questo dibattito deve essere condotto nell’intera società e insieme a tutti i partiti democratici” è la riflessione finale. Qui potete leggere l’intero comunicato ufficiale.

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