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“Difendeteci dagli antiabortisti radicali” la richiesta del presidente dell’associazione medici tedeschi

In Germania, il fenomeno delle intimidazioni e delle molestie nei confronti di medici che praticano l’aborto sta assumendo contorni sempre più preoccupanti, con attivisti antiabortisti che non esitano a manifestare in modo estremo, arrivando a protestare per settimane intere davanti alle strutture sanitarie. A lanciare l’allarme è Klaus Reinhardt, che ricopre la carica di presidente dell’Associazione dei Medici tedeschi e che, in una dichiarazione rilasciata a dichiarato a Redaktionsnetzwerk Deutschland, ha sollevato la necessità di fornire maggiori protezioni a questi professionisti, i quali si trovano frequentemente a essere oggetto di attacchi e azioni moleste.

Gli antiabortisti minacciano i medici anche via email

Le email che i medici ricevono sono spesso cariche di insulti e minacce di non lieve entità, un fatto che, secondo Reinhardt, trascende i limiti del diritto di espressione garantito dalla legge. Questo clima di tensione riflette le tensioni che circondano il tema dell’autodeterminazione riproduttiva, la quale è oggetto di dibattiti non solo etici e sociali, ma anche legali.


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La situazione in Germania: una commissione al lavoro per rivedere le restrizioni sull’aborto

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), insieme ad altre istituzioni che si occupano della tutela dei diritti umani, si è espressa a favore di una depenalizzazione completa dell’interruzione volontaria di gravidanza, sostenendo che tale pratica dovrebbe essere considerata un diritto fondamentale per la salute e l’autodeterminazione. In questo contesto, la Germania è stata invitata rivedere la propria legislazione sull’aborto, che attualmente, pur non punendo le interruzioni volontarie di gravidanza entro certi limiti, prevede restrizioni considerate troppo rigide.

In risposta a queste sollecitazioni, il governo tedesco ha deciso di istituire una commissione di esperti con l’obiettivo di valutare possibili opzioni alternative per la regolamentazione dell’aborto, che possano prescindere dal codice penale. I risultati di questo lavoro di revisione sono attesi con interesse e dovrebbero essere resi pubblici nella primavera del 2024.

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