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Reddito di cittadinanza, CDU vuole modificarlo: “Chi non vuole lavorare, non può gravare sugli altri”

Obbligare i beneficiari del Bürgergeld, il reddito di cittadinanza tedesco, a trovare un lavoro entro sei mesi, ove siano in grado di farlo: questa è la posizione attuale della CDU, che si esprime per bocca del suo segretario generale e vice-leader, Carsten Linnemann.

Il reddito di cittadinanza è in vigore dal 1° gennaio 2023 e ha sostituito il precedente sussidio di disoccupazione II, noto come Hartz IV. Per i cristiano-democratici, però, questo nuovo sistema non funziona proprio, perché non incentiverebbe minimamente i beneficiari del sussidio a trovare un lavoro.

Il segretario generale della CDU: “Ecco perché il reddito di cittadinanza va riformato”

Parlando con la Süddeutsche Zeitung, Linneman ha dichiarato che l’assistenza sociale deve essere riservata a coloro che ne hanno davvero bisogno e non sono in grado di lavorare, mentre il sistema attuale non seguirebbe questa logica. “La Germania dovrebbe imparare da Paesi vicini come la Danimarca, che hanno regole più severe” ha ribadito Linnemann.

Per questa ragione la CDU chiede un “cambiamento di sistema“, con “maggiori incentivi per accettare un lavoro”. “Tutti coloro che sono in grado di lavorare e ricevono prestazioni sociali dovranno accettare un lavoro o svolgere un’attività socialmente utile al più tardi dopo sei mesi” ha precisato il politico cristiano-democratico, sottolineando che “se non si vuole lavorare, non si è obbligati a farlo, ma non si può nemmeno pretendere che la collettività paghi le spese del proprio sostentamento”.


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Linnemann ha inoltre affermato che lo Stato deve tutto questo “a tutti coloro che vanno a lavorare ogni giorno e che quindi rendono possibili le prestazioni sociali dello Stato”.

Le critiche al governo Scholz: “Non incentiva abbastanza l’occupazione”

Il segretario della CDU ha inoltre accusato il governo Scholz di aver “purtroppo in gran parte abolito” il sistema di incentivi all’occupazione. Ad esempio, “gli accordi di cooperazione tra i beneficiari dell’assegno di cittadinanza e lo Stato non sono vincolanti”. Per questa ragione la CDU intende inserire la richiesta di una totale riforma del sistema attuale del reddito di cittadinanza nel suo nuovo programma politico, anche sull’onda del disappunto per quanto annunciato domenica dal ministro federale del lavoro Hubertus Heil (SPD).

Quest’anno, infatti, si dovranno spendere 3,25 miliardi di euro in più per le prestazioni sociali rispetto a quanto previsto in precedenza e circa 2,1 miliardi di euro saranno spesi proprio per il reddito di cittadinanza.

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