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Wolfgang Kubicki chiede una commissione d’inchiesta sulle politiche anti-Covid, come in Italia

Le polemiche sulle politiche adottate dai diversi Stati durante la pandemia non sono più sulle prime pagine dei quotidiani, ma continuano a essere oggetto di dibattito in diversi Paesi. In Italia, il parlamento ha votato a favore di un disegno di legge per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulle politiche anti-Covid del governo Conte. In Germania, c’è chi guarda a questa iniziativa e chiede di fare lo stesso. A sollevare la questione è soprattutto Wolfgang Kubicki, vice presidente dell’FDP e noto autore di dichiarazioni che non di rado mettono in una posizione difficile il suoi compagni di partito rispetto agli alleati di governo.

In Italia la commissione non è ancora realtà: 172 deputati di hanno votato a favore della mozione presentata da Fratelli d’Italia, Lega Italia Viva. Quattro deputati si sono astenuti, mentre nessuno ha votato contro. Non hanno partecipato alla votazione M5S e PD, i primi non presenziando, i secondi astenendosi, pur rimanendo in Parlamento. Ora la palla passa al Senato, che può approvare o respingere la legge. Giuseppe Conte ha definito la commissione “un plotone di esecuzione per me e Speranza”

Il dibattito post-Covid in Germania

Al Bundestag non si è ancora discusso della possibilità di avviare una commissione come quella italiana, ma Kubicki ha manifestato a più riprese il suo sostegno all’idea. In particolare, chiede che si affronti la questione delle misure restrittive che hanno riguardato i bambini. Va detto che anche il Ministro della Sanità Karl Lauterbach (SPD), che di molte di quelle misure è stato ideatore e iniziatore, ha recentemente espresso posizioni critiche e auto-critiche rispetto alla correttezza di tutte le scelte effettuate durante l’emergenza. In particolare, il Ministro ha definito “un errore” la chiusura delle scuole.


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Alla fine di febbraio, Kubicki, insieme al suo collega di partito Andrew Ullmann, aveva presentato al Bundestag un documento di posizione sull’istituzione di una Commissione d’inchiesta. La commissione che Kubicki vorrebbe, sul modello di quella italiana, dovrebbe occuparsi di valutare l’impatto sulla società, il processo di approvazione, i costi per lo Stato e l’opportunità di tutte le misure che hanno riguardato il contenimento della pandemia. Contrari alla proposta sono soprattutto i Verdi. “Purtroppo, i nostri partner della coalizione dei Verdi in particolare sono caduti in un deplorevole riflesso difensivo contro questa idea”, ha dichiarato Kubicki alla Berliner Zeitung.

Kubicki ha sottolineato l’importanza di una commissione d’inchiesta per evitare violazioni dei diritti fondamentali in futuro e per ottimizzare la gestione di future emergenze e ha criticato il fatto che molte decisioni siano state prese, all’epoca, “a porte chiuse”, direttamente fra il governo e i tecnici incaricati di fare proiezioni riguardo alle conseguenze della pandemia, relegando il parlamento al ruolo marginale di “mero spettatore”.

A chiedere una commissione di inchiesta su questo tema è anche il partito di estrema destra AfD, che a metà aprile ha presentato al Bundestag una mozione in tal senso, respinta con un’ampia maggioranza. Nel Saarland, il gruppo parlamentare di AfD ha annunciato l’intenzione di chiedere una commissione simile per indagare sulle politiche anti-Covid del parlamento locale. Alla base di questa specifica mozione c’è fatto che alcune misure prese dai governo di alcuni Land sono poi state giudicate illegittime dai tribunali. Ad esempio, nel 2022, il Tribunale amministrativo federale ha dichiarato illegale il coprifuoco introdotto in Baviera durante la pandemia.

Come funziona una commissione d’inchiesta in Germania?

Per istituire una commissione di inchiesta, è necessario che il 25% dei deputati del Bundestag voti a favore. Le commissioni sono nominate dal Bundestag o dai parlamenti dei Länder e sono gruppi di lavoro interdisciplinari con li compito di indagare su un tema specifico e redigere raccomandazioni.

Proprio sull’interdisciplinarità ha messo l’accento Kubicki, specificando che tutti gli aspetti del vivere sociale sono stati influenzati dalle misure di contenimento della pandemia, ma anche chiedendo di dare priorità a quelle scelte e restrizioni che hanno avuto un impatto maggiore su bambini e ragazzi.

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