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Germania dell’est: estremismo, razzismo, insofferenza per la democrazia. Uno studio lancia l’allarme

La democrazia in Germania, soprattutto nei Länder dell’Est sembra essere oggetto di crescente insoddisfazione e il risentimento che ne consegue alimenta l’adesione a ideali estremisti di destra. Questo è quanto emerge da uno studio condotto dall’Istituto Else-Frenkel-Brunswik di Lipsia, dal titolo “Autoritären Dynamiken und der Unzufriedenheit mit der Demokratie” (“Dinamiche autoritarie e insoddisfazione per la democrazia”). La ricerca ha rivelato chiare differenze tra i Länder tedeschi, con un crescente sostegno all’est per il partito di estrema destra AfD e un’allarmante approvazione delle posizioni estremiste, accompagnato da un rifiuto sempre più netto per l’idea di una società pluralista e basata sulla partecipazione democratica.

L’indagine ha coinvolto più di 3.500 persone in diverse regioni della Germania Est, tra cui Meclemburgo-Pomerania Occidentale, Brandeburgo, Sassonia-Anhalt, Sassonia, Turingia e Berlino Est. Agli intervistati sono stati sottoposti alcuni quesiti volti a far emergere una visione globale della società, a valutare la collocazione dei partecipanti rispetto a dichiarazioni estremiste e a valutare il grado di soddisfazione nei confronti della democrazia in generale e della rappresentanza politica attuale.

Estremismo di destra e nostalgia della DDR: a unire è il rifiuto della democrazia

I risultati dello studio sono stati da più parti definiti allarmanti e indicano un’ampia accettazione di posizioni estremiste di destra, che si accompagna anche, curiosamente, a una certa nostalgia nei confronti del regime della DDR. Meno della metà degli intervistati ritiene di aver guadagnato alcunché dall’unificazione della Germania, mentre circa un quarto la considera una sconfitta.

Una percentuale significativa di intervistati si è dichiarata totalmente o parzialmente d’accordo con l’idea che una dittatura potrebbe essere la migliore forma di governo in determinate circostanze (completamente d’accordo l’8,6% degli intervistati e parzialmente d’accordo il 22,1%) o che la Germania abbia bisogno di un partito forte che rappresenti l’intera popolazione (completamente d’accordo il 26,3% e parzialmente d’accordo il 26,3%). In generale ricorre l’idea di una comunità nazionale “völkisch”, ovvero di un etnostato, come un obiettivo desiderabile. Inoltre, è emersa un’approvazione considerevole per affermazioni antisemite e discriminatorie nei confronti degli stranieri. Per esempio, l’affermazione “Gli ebrei lavorano più degli altri con trucchi malvagi per ottenere ciò che vogliono” è stata condivisa completamente dall’8,9% e parzialmente dal 19,2%, mentre quasi il 70% degli intervistati si è dichiarato completamente o parzialmente d’accordo con l’affermazione “Gli stranieri vengono qui solo per approfittare del nostro stato sociale”. L’affermazione “I tedeschi sono in realtà superiori agli altri popoli per natura” è stata condivisa completamente dal 10,5% e parzialmente da un altro 21,1%.

Secondo gli autori dello studio, queste tendenze indicano che una parte considerevole della popolazione, nella Germania orientale, desidera un sistema autoritario che offra una maggiore sicurezza, considerata preferibile rispetto all’idea di una maggiore partecipazione democratica e della tutela dei diritti umani e civili fondamentali.


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Gli indecisi: un potenziale bacino di voti per AfD

Un aspetto preoccupante è anche la mancanza di partecipazione politica da parte di coloro che hanno una visione del mondo estremista di destra, molti dei quali risultano, al momento astenersi dal voto. Tuttavia, sempre secondo gli autori dello studio, se questi individui decidessero di attivarsi politicamente e di esercitare il loro diritto al voto, potrebbero influenzare significativamente i risultati elettorali, sbilanciando gli equilibri in favore di AfD.

Un altro dato allarmante è la diminuzione della fiducia nella democrazia stessa. Sebbene circa il 90% degli intervistati sostenga l’idea di democrazia, meno del 50% è soddisfatto del funzionamento della democrazia nella Repubblica Federale Tedesca. Fra i tedeschi dell’est sarebbe infatti diffusa la sensazione di essere esclusi dal processo decisionale, con quasi l’80% degli intervistati che ritiene di non avere alcuna influenza sul governo. Questa percezione riflette un sentimento diffuso di sfiducia nelle istituzioni e viene considerata un segnale di allarme dagli autori dello studio.

Lo studio dell’Istituto Else-Frenkel-Brunswik di Lipsia è interamente consultabile qui.

 

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