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Café Moskau: i residenti di Berlino bocciano la proposta di ribattezzarlo “Café Kyiv”

Il Café Moskau è uno degli edifici più noti della Karl-Marx-Allee e inserito in qualsiasi giro turistico della città che si concentri sull’architettura modernista e sulla storia della DDR.

Breve storia del Café Moskau

Progettato nel 1959 da un collettivo di sette architetti sotto la guida di Josef Kaiser e Horst Bauer, fu inaugurato nel 1964 con il nome di “Ristorante Moskau”. Era parte di un progetto per cui Berlino Est avrebbe costruito un ristorante per ciascuno dei “Paesi fratelli” della DDR, con un design adatto a rappresentarlo. Tale progetto comprendeva anche i ristoranti “Varsavia”, “Budapest”, “Bucarest”, “Sofia”, “Praga” e “Kiev”.

Quello che oggi è il Café Moskau era ed è il più celebre di tutto e si distingueva perché sul tetto era stato posizionato un modello del primo Sputnik. Un grande mosaico sulla facciata dell’edificio celebrava la vicinanza con l’Unione Sovietica. Ben presto, questo particolare ristorante sulla allora Stalin Allee (oggi Karl-Marx-Allee) diventò un punto di ritrovo non solo per i tedeschi dell’est, ma anche per i turisti che venivano da altri Paesi del blocco sovietico. Dopo il 1990, come molti edifici dell’epoca, fu privatizzato e rimase in disuso per parecchi anni. Attualmente è uno spazio per eventi.

La richiesta dell’ambasciatore ucraino e le reazioni dei residenti e dell’architetto modernista

Di recente, l’ambasciatore ucraino Oleksii Makeiev ha cheisto di ribattezzare il Café Moskau “Café Kyiv”, come espressione di solidarietà per il popolo ucraino dopo l’attacco russo. La proposta, tuttavia, ha suscitato ampie critiche da parte dei cittadini e del celebre architetto Wolf R. Eisentraut.


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Il Consiglio di quartiere KMA II e.V., che rappresenta gli interessi dei residenti dell’area di Karl-Marx-Allee, ha espresso le sue critiche attraverso una dichiarazione inviata alla Berliner Zeitung. Secondo il consiglio, i monumenti devono essere considerati “testimoni contemporanei” della storica. Gli aderenti all’iniziativa hanno espresso fastidio per l’intervento di un rappresentante straniero nella denominazione degli edifici di un Paese ospitante e ritengono che questa prospettiva non tenga conto del valore dell’edificio come opera d’arte complessiva di grande valore storico. Rinominare l’edificio, concludono, non sarebbe altro che un gesto di facciata che non tiene conto dei problemi reali e non contribuirebbe a promuovere la solidarietà con l’Ucraina, che i residenti hanno già espresso in molti altri modi, in primis accogliendo i profughi ucraini, e che anche il governo tedesco non ha mai esitato a manifestare.

Attualmente, inoltre, è in corso una procedura per ottenere lo status di Patrimonio dell’Umanità per l’intera area residenziale, che comprende anche l’Hansaviertel nel quartiere Mitte. Il Consiglio di quartiere si concentra su questa richiesta di status e sottolinea l’importanza di preservare l’edificio come testimonianza della storia. “Non si può sempre rinominare tutto, bisogna fare i conti con la storia. Rinominare è azionismo e non pone fine alla guerra” hanno dichiarato i membri del consiglio di quartiere.

Eisentraut, noto per aver progettato importanti edifici modernisti dell’Est, ha espresso la sua irritazione per una richiesta che, sostiene, denota mancanza di comprensione della cultura e della storia del Paese ospitante da parte del rappresentante ucraino. “ Il Café Moskau” ha dichiarato l’architetto in una lettera alla Berliner Zeitung “non è un luogo di conflitto ostile e non ha nulla a che fare con l’invasione dell’Ucraina, né porta il nome di Putin”.

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